02 dicembre 2007

Gli impegni vanno rispettati

GLI IMPEGNI VANNO RISPETTATI!

Dalle “linee guida” per una buona amministrazione del programma elettorale del Sindaco:

idonea programmazione delle opere pubbliche che dovranno garantire un’adeguata qualità della vita e non potranno che essere il risultato di una ampia partecipazione e concertazione con i cittadini….”

Massima trasparenza e correttezza sull’affidamento degli appalti

Dopo quattro anni di ordinaria amministrazione nel campo dei lavori pubblici, il Sindaco ha finalmente la grande opportunità di onorare il suo impegno elettorale.

E’ stata avviata la progettazione denominata ampliamento della scuola elementare del capoluogo il cui costo preventivato in euro 2.450.000 costituisce il record assoluto di spese per un’opera pubblica mai realizzato in tutta la storia del Comune, se si eccettua la somma iperbolica prevista, sempre dal Sindaco, per la ristrutturazione della Residenza per Anziani pari ad euro 6.000.000 che però dovrebbe essere sostenuta integralmente da privati.

Il progetto iniziale del nuovo edificio, autonomo rispetto all’esistente scuola, prevedeva la costruzione di una aula magna-auditorium, la nuova sede della esistente biblioteca comunale, l’archivio del Comune e 5-6 aule richieste dalle future esigenze didattiche.

Fin dall’inizio, nella primavera del 2006, abbiamo sostenuto l’ipotesi alternativa di limitare l’ampliamento della scuola alle aule necessarie con una spesa contenuta e di trasferire le altre destinazioni ipotizzate nel complesso dei Padri Giuseppini.

Gli ulteriori vantaggi dell’acquisto dei Giuseppini a costo sostanzialmente equivalente, sono: l’utilizzo dei locali per altre finalità: centro giovani attrezzato per congressi, museo della civiltà contadina, centro musica, già indicati in passato e soprattutto l’acquisizione al pubblico dell’ampio spazio verde nel cuore del paese in alternativa alla soppressione dell’area verde adiacente alle scuole sulla quale è previsto il citato “ampliamento”.

Esercitando le funzioni di controllo, proprio delle opposizioni, abbiamo rilevato nelle procedure di appalto per la progettazione dei lavori adottate dalla Giunta, una serie di anomalie che abbiamo regolarmente segnalato alle competenti autorità di controllo, condividendo i principi di trasparenza e correttezza richiamati dal Sindaco.

Rinviando ogni intento polemico al confronto politico, ci limitiamo ad osservare che i nostri rilievi non erano infondati tanto che, dopo 18 mesi l’Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici non ha ancora espresso il proprio nulla osta per l’esecuzione del progetto, contrariamente a quanto riportato dalla stampa locale.

L’assiduità del nostro impegno di controllo ha già ottenuto positivi risultati. Il vecchio progetto è stato sostituito da uno del tutto nuovo e migliorativo sotto il profilo estetico e strutturale, anche se non esente da importanti osservazioni critiche espresse da tutti i gruppi di opposizione, nella presentazione al Consiglio Comunale del 19 Novembre u.s., quali la riduzione dei posti previsti nell’utilizzo dell’auditorium per manifestazioni pubbliche, la collocazione della centrale termica in una sede a rischio idrogeologico, la copertura del tetto in terra seminata a prato verde.

L’obiettivo alternativo ancora possibile ed auspicabile, rimane però l’acquisto dello scolasticato dei Giuseppini.

Rinnoviamo l’invito, ripetutamente già rivolto al Sindaco, di onorare la propria parola procedendo in modo concreto e con adeguata informazione, alla consultazione dei cittadini sulla scelta da adottare.

Va sottolineato, in ragione dell’entità della spesa, che soltanto uno dei due progetti può essere realizzato e che, confermando le scelte del Sindaco, le future amministrazioni non potranno acquistare lo scolasticato dei Giuseppini dovendo sostenere il notevole onere ereditato.

Invitiamo tutti i cittadini a sollecitare questo confronto democratico con l’urgenza necessaria in previsione della ormai prossima stesura del bilancio 2008, esortandoli a riflettere sulle conseguenze future della loro scelta.

Auguriamo a tutti i cittadini Buon Natale e un sereno Anno Nuovo !

Lista Civica Ponte 2000

27 novembre 2007

CARO RIFIUTI



Rifiuti sempre più cari a Ponte di Piave


Anche per il 2006 la domanda è :
Perchè i costi sostenuti dai cittadini di Ponte non sono come quelli dei cittadini di San Biagio di Callalta con lo stesso tipo di servizio?


I dati relativi ai costi, desunti dalle bollette di questi ultimi 3 anni, dimostrano che PONTE2000 aveva ragione: a Ponte si continua a pagare notevolmente di più a causa delle scelte sbagliate che l'amministrazione ha a suo tempo adottato.

il grafico sopra, confronta le bollette pagate dai cittadini dei due comuni, a parità di servizio.
la linea rossa, nella parte bassa dello stesso grafico, evidenzia quanto pagano di più i cittadini di Ponte di Piave, rispetto a quelli della destra Piave, in base agli svuotamenti del secco effettuati.


Il grafico soprastante indica il maggiore costo relativo ad ogni bidone del secco



In sostanza, a parità di servizio, per il 2006 uno stesso bidone del secco è costato a San Biagio 9,78 Euro mentre a Ponte 14,53 ( quasi il 50% in più).
La spesa fissa risulta anch'essa più elevata : 85,72 a Ponte contro i 79,74 di San Biagio

Interessante inoltre sapere, che in destra Piave si è già effettuato il pagamento per il 2007 sulla base di costi praticamente uguali a quelli del 2006 quali sorprese per PONTE di PIAVE?

Ponte2000 invita i cittadini di Ponte a tirare le proprie somme



SICUREZZA e CRIMINALITA'

Oderzo 26novembre 2007

CONSIGLIO STRAORDINARIO SULLA SICUREZZA

Si sono riuniti, presso la sala del Cinema Cristallo di Oderzo, i Consigli Comunali dei 14 Comuni del Comprensorio Opitergino Mottense


Per conto del gruppo Ponte2000 interviene il consigliere Silvana Boer, formula le seguenti osservazioni e proposte di integrazione del documento in approvazione:

1) Avviare, oltre alle misure di prevenzione di ordine pubblico, le direttive comunitarie sullo sviluppo della “coesione sociale” che si possono tradurre, a livello locale nella SOLIDARIETA’ DI QUARTIERE:

  • Incrementare il senso di appartenenza alla comunità
  • Migliorare i rapporti di conoscenza e mutuo aiuto tra vicini
  • Attenzione per i soggetti deboli più esposti al rischio
  • Vigilare sulle presenze sospette
  • Controllo sulla pendolarità “notturna"
  • Utilizzare volontariato e protezione civile per una presenza e controllo nei quartieri
  • Istituzione di un numero verde in Comune collegato in rete con gli altri Comuni del comprensorio della provincia per segnalazione di persone e situazioni sospette

2) NELLA SCUOLA

  • Insegnare la cultura alla legalità
  • Rigore contro prevaricazioni, bullismo e violenze per formare cittadini attenti e consapevoli

3) A LIVELLO INTERCOMUNALE

  • Si propone di sottoscrivere in tutti i Comuni del comprensorio, al di là delle appartenenze politiche, il “ DOCUMENTO CITTADELLA ” non per provocazione politica (anche se sarebbe però giustificata) ma per dare al Governo un segnale forte della comune volontà dei cittadini di non tollerare più scelte “buoniste” in contrasto con il diritto ad una esistenza sicura nel rispetto della legge.
  • Se le leggi diventano inadeguate, con il cambiare delle esigenze della società, vanno modificate e non usate come pretesto per lasciare tutto come prima.

4) GRANDE CRIMINALITA’

  • Il documento proposto va bene, anche se con qualche scetticismo in relazione ad alcune richieste formulate.
  • Riteniamo però che a provocazioni e violenze intollerabili (vedi fatti di Gorgo al Monticano) si debbano dare risposte adeguate.
  • Dove necessario, in zone ad accertato e persistente grave rischio e di particolare pericolosità per la comunità locale, deve intervenire l’esercito (vedi operazione “Vespri Siciliani”).

02 novembre 2007

LE BUGIE DEL SINDACO

LE BUGIE DEL SINDACO

Le affermazioni del Sindaco Zanchetta sulle contestazioni all’ampliamento della scuola elementare di Ponte di Piave, apparse sulla stampa (Tribuna 29/09 e 05/10 e Gazzettino 3/10) vanno smentite perchè palesemente non vere e fuorvianti.

Il TAR Veneto infatti ha respinto il ricorso dell’Ordine degli Architetti soltanto perché non ne riconosce la competenza a ricorrere contro un proprio iscritto e non perché le procedure adottate per i lavori sulla scuola fossero corrette come falsamente affermato.

Poiché in base alla normativa comunitaria, il compenso professionale per l’esecuzione del progetto supera il valore soglia stabilito per legge, lo stesso progetto doveva essere assegnato previo avviso pubblico e non direttamente, violando le norme sulla concorrenza, ad un tecnico di fiducia dell’Amministrazione. Quanto sopra è stato confermato dall’Osservatorio Regionale sugli appalti, in anticipo sulla decisione della competente Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici, che non si è ancora pronunciata in merito. Abbiamo chiesto al Difensore Civico Regionale più convincenti spiegazioni in merito al parere espresso sulla legittimità delle decisioni del Sindaco.

L’opera, a nostro avviso, costituisce un’inutile costosa alternativa all’acquisto dello Scolasticato dei Padri Giuseppini che garantirebbe al meglio gli stessi utilizzi proposti, rispondendo alle unanime aspettative della cittadinanza e salvaguardando inoltre l’ultima area verde nel centro del paese.

Rifiutando ancora una volta il dialogo con i cittadini, il Sindaco dimostra di avere uno strano concetto della Democrazia quando assicura che il confronto pubblico avverrà a lavori iniziati e quindi a decisioni già assunte senza possibilità di cambiamento.

15 ottobre 2007

volantini stracciati a PONTE2000


Nel nome della democrazia

Nei giorni scorsi abbiamo denunciato ai cittadini ( Gazzettino di giovedì 11 ottobre) irregolarità amministrative e la diffusione di notizie false e fuorvianti da parte del Sindaco, con una distribuzione di manifestini.

“Ignoti” ne hanno rastrellato una parte , stacciandola e cospargendone le strade attorno alla casa dell’ex Sindaco di Ponte2000 Gianni Marin.



Le verità scomode fanno male ed ognuno risponde con le armi disponibili: in questo caso con le abituali infantili carnevalate e con la maleducazione.



Se qualcuno spera di intimorirci con questi metodi, si sbaglia.

Ci auguriamo che questo non rappresenti un segno preoccupante della “nuova democrazia” che avanza!

Lista Civica PONTE2000

06 ottobre 2007

lettera al gazzettino e tribuna

L' AREA VERDE PUBBLICA, PIU' ESTESA DI PONTE DI PIAVE,
TOTALMENTE
DESTINATA AL NUOVO EDIFICIO DI 6000 m^3 E PARCHEGGI

LETTERA ALLA TRIBUNA E GAZZETTINO

Le affermazioni del Sindaco Zanchetta sulle contestazioni relative all’amplimento della scuola elementare di Ponte di Piave, Gazzettino ( 3/10 ) Tribuna (29/09 e 05/10) vanno smentite perchè palesamente non vere e fuorvianti.

Il TAR Veneto infatti ha respinto il ricorso dell’Ordine degli Architetti soltanto perché non ne riconosce la competenza a ricorrere contro un proprio iscritto e non perché le procedure adottate per i lavori sulla scuola fossero corrette come falsamente affermato.

Poiché in base alla normativa comunitaria, il compenso professionale per l’esecuzione del progetto supera il valore soglia stabilito per legge, lo stesso progetto doveva essere assegnato previo avviso pubblico e non direttamente, violando le norme sulla concorrenza, ad un tecnico di fiducia dell’Amministrazione.

Quanto sopra è stato confermato dall’Osservatorio Regionale sugli appalti, in anticipo sulla decisione della competente Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici, che non si è ancora pronunciata in merito.

Abbiamo chiesto al Difensore Civico Regionale più convincenti spiegazioni in merito al parere espresso sulla legittimità delle decisioni del Sindaco.

L’opera, a nostro avviso, costituisce un’inutile e costosa alternativa all’acquisto dello scolasticato dei Padri Giuseppini che garantirebbe al meglio gli stessi utilizzi proposti rispondendo alle unanime aspettative della cittadinanza e salvaguardando inoltre l’ultima area verde nel centro del paese.

Il Sindaco dimostra uno strano concetto della democrazia quando assicura che il confronto pubblico avverrà a lavori iniziati e quindi a decisioni già assunte senza possibilità di cambiamento.

6/ottobre/2007

Lista civica PONTE2000


26 settembre 2007

"UNA MOSCHEA" a Ponte di Piave, un anno dopo

Lo scorso anno abbiamo informato i cittadini che la Giunta Comunale intendeva costruire un capannone di 6000 metri cubi, con l’aspetto di una “moschea” , nell’area verde adiacente alla scuola elementare.

Il costo dell’opera allora previsto in 2.300.000 è ora lievitato ad oltre 2.450.000

Ignorando la proposta di Ponte 2000 di chiedere correttamente la collaborazione del noto Arch. G. Davanzo progettista della scuola, la Giunta ha affidato direttamente l’incarico di progettazione ad un tecnico di fiducia senza ricorrere ad un avviso pubblico, come previsto dalla legge dato il rilevante costo dell’opera.

Ponte 2000 ha tenacemente contestato e puntualmente denunciato ai competenti organi di tutela, tutta una lunga serie di manovre e giustificazioni pretestuose a sostegno di scelte in contrasto con le normative vigenti, con il risultato che la Giunta ha dovuto, in extremis, indire il pubblico concorso per l’assegnazione dell’incarico progettuale, sostituendo il tecnico di fiducia già scelto ed ha radicalmente cambiato il progetto originario.

Attualmente l’operato della Giunta è all’esame del Difensore Civico Regionale, dell’Osservatorio Nazionale sui Lavori Pubblici e del T.A.R. Veneto, su ricorso proposto dall’Ordine Professionale Architetti.

Vero obiettivo dell’iniziativa, mascherata come ampliamento della Scuola, è quello di spostare la Biblioteca Comunale dalla sede attuale presso Casa Parise per interessi, non solo culturali, legati allo Scrittore, sui quali è giunta l’ora di fare la necessaria chiarezza.

Il nuovo progetto non è stato portato all’osservazione e all’approvazione del Consiglio Comunale. Può pertanto essere bloccato destinando le risorse disponibili all’acquisto dello Scolasticato dei Padri Giuseppini, per adibirlo agli stessi ed altri usi, recuperando inoltre al pubblico una grande area verde nel cuore del Paese.

Sfidiamo ancora una volta la Giunta ad un sollecito confronto pubblico, per ascoltare la voce e rispettare la volontà dei cittadini.

LISTA CIVICA PONTE 2000

BLOG www.ponte2000.blogspot.com

27 luglio 2007

"EDILIZIA SFRENATA "

"EDILIZIA SFRENATA"

A CIASCUNO IL SUO

Ancora una volta la Giunta Comunale cerca di attribuire ad altri presunte responsabilità ed errori per mascherare il completo fallimento della sua gestione. Sorvolando sulla massiccia edificazione sviluppata negli ultimi decenni dalle precedenti amministrazioni: Via e Piazza Garibaldi, Via Gasparinetti, Via Risorgimento, Piazza Marco Polo e Piazza Sarajevo,Vicolo Vittoria e Via S. Bonifacio a Levada, la Giunta attribuisce all'amministrazione di Ponte 20001a responsabilità di aver cementificato il paese, sottolineando, come esempio più clamoroso

IL CONDOMINIO DI VIA JESOLO

IN FASE DI COSTRUZIONE

Questa affermazione è manifestamente falsa!!

La costruzione del condominio di cui è stata autorizzata, non solo l'attuale cubatura, ma anche il sedime ora contestato a ridosso dell'argine di Via Jesolo, risale ad un piano di recupero e successivo piano particolareggiato redatto dall' Arch. De Nardi nel lontano 1983.

Tale concessione edificatoria è stata confermata nella revisione del P.R.G. nel 1992 dall'allora amministrazione D.C. nella quale il Sindaco Zanchetta rivestiva l'incarico di Capogruppo di maggioranza.

Per la caccia al colpevole è quindi sufficiente che il Sindaco si guardi nello specchio! E' davvero strano che la Giunta, così attenta alla salvaguardia urbanistica del paese, abbia dimenticato una situazione del tutto analoga.

Il complesso residenziale di Piazza Marco Polo (35.000 oc. 85 appartamenti più 21 locali commerciali di cui uno concesso da anni in comodato gratuito alla Giunta), è sorto a seguito di un piano di recupero elaborato nel 1991 dallo Studio 3 Ass. ed è stato autorizzato prima della gestione di Ponte 2000, durante la quale è stato costruito.

Nessuna obiezione è stata sollevata da parte dei solerti difensori dell'urbanistica, per cui non si capisce se esistono condomini di serie B che deturpano l'ambiente ed altri di serie A che invece lo valorizzano.

Sarebbe opportuno che la Giunta indicasse il criterio usato per distinguere gli uni dagli altri.

Ancor più interessante risulterebbe l'informazione ai cittadini sulle vere finalità del "capannone" di 6.000 mc. in progetto nell'area antistante la scuola elementare del capoluogo, sulla serie incredibile di trucchi escogitati per eludere le normative sulla progettazione dei lavori pubblici, tuttora all'esame del. Difensore Civico Regionale e dell'Osservatorio Nazionale sui Lavori Pubblici.

Ancora una volta la Giunta cerca il pelo nell'occhio altrui (anche quando non c'è) ed ignora il palo nel proprio!

Conforta il fatto che la verità prima o poi viene a galla e che i Cittadini elettori, oltre a buon senso, hanno buona memoria.


31 maggio 2007

RICORSO- PAT

RICORSO: Incarico di progettazione Piano di Assetto Territorio.


Proponiamo ai lettori del BLOG l’articolo che PONTE2000 ha inviato in risposta alla TRIBUNA di TREVISO, ma mai pubblicato.

Abbiamo appreso dalla stampa che il Difensore Civico regionale ha archiviato il nostro ricorso contro le scelte dell’Amministrazione per l’incarico di progettazione del P.A.T. .

Siamo veramente curiosi di conoscere “la spiegazione convincente, esaustiva e ben motivata" che ha giustificato il provvedimento, perché, dalla documentazione prodotta dalle ditte concorrenti, agli atti del Comune, risulta, senza tema di smentita, che la Giunta ha operato scelte in palese contrasto con le migliori opportunità di natura tecnico gestionale e di esperienza disponibili, sostenendo oltre tutto, un costo quasi doppio (90.000 euro contro 48.000 ) proposto da un’altra ditta partecipante.

La scelta, in evidente contrasto con il pubblico interesse, ha esclusive motivazioni di natura politica che non è giusto far pagare ai cittadini.

Se la Giunta intende far scelte di parte le paghi di tasca propria e non a carico dell’intera comunità

PONTE 2000

29 marzo 2007

OSSERVAZIONI al PAT

Di recente la Giunta ha approvato la base preliminare del P.A.T. (Piano dei Assetto del Territorio), documento che dovrà definire le linee dello sviluppo socio-economico del paese di Ponte di Piave, nel rispetto dell’ambiente.

La base del piano è disponibile in Municipio.

Queste sono le nostre osservazioni sul documento, con la riserva di ritornare sull’argomento in modo più esauriente quando sarà reso noto.

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P.A.T. Piano di Assetto del Territorio

Comune di Ponte di Piave

Osservazioni al documento preliminare

All’esame della bozza di documento preliminare elaborato dalla Giunta, è difficile scorgere nella genericità delle enunciazioni, la volontà di perseguire l’obiettivo primario della legge 11/04

“ Promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e benessere dei cittadini… nel rispetto delle risorse naturali.”

Le buone intenzioni della Giunta sembrano esaurirsi nell’ impegno di modernizzare il tradizionale strumento urbanistico, anziché considerare il rinnovo della normativa come un mezzo per realizzare le finalità primarie stabilite dalla legge.

La mancata definizione di chiari obiettivi di carattere generale e delle relative strategie ed indicazioni per lo sviluppo, così come richiesto dall’art. 3 della legge 11/04 è surrettiziamente sostituita e compendiata dalla previsione di una “Città verde- fluviale”.

L’idea può essere condivisa come corollario e non certo come alternativa alle esigenze di governo “in progress” dello sviluppo urbanistico ambientale richiesto dal rapido mutare delle dinamiche sociali ed economiche della nostra comunità.

Si sottolinea, a riprova, la mancanza di un serio preventivo confronto e delle conseguenti indicazioni per una gestione coordinata e permanente con i cittadini e le diverse componenti sociali ed imprenditoriali, attori principali ed indispensabili per realizzare interventi finalizzati a migliorare la qualità della vita della comunità.

In relazione agli obiettivi generali ed ai diversi sistemi in cui si articola la proposta si osserva:

L’opzione del futuro assetto territoriale ed urbanistico del paese incentrato su una generica “riqualificazione”, più che sulle previsioni di crescita, sembra confermare la mancanza di un disegno programmatorio politico di lungo periodo, già manifestata dalla giunta nella trascorsa metà del presente mandato.

La “limitata previsione di nuove aree di espansione” necessita di una preliminare indicazione, sia pure a grandi linee, delle zone destinate a tal fine dalla pianificazione generale.

Vanno considerate le possibili opzioni alternative o contestuali, quali una contenuta ripartizione edificatoria fra le diverse frazioni del Comune.

Per quanto attiene il dimensionamento del sistema insediativo, è indubbio che il fabbisogno dell’ offerta residenziale stimato sull’analisi dei trends di crescita e di trasformazione della composizione della popolazione riferita ai dati storici, riveste una dubbia attendibilità e va sostituita con una indagine longitudinale ed un costante monitoraggio sulle future proiezioni demografiche di carattere qualiquantitativo. Va posto però in evidenza il peso del complesso e sempre più consistente fenomeno dell’ immigrazione con le sue ricadute sul piano abitativo e le prospettive di rilancio anche se non immediate, del settore produttivo che richiedono attente considerazioni e le necessarie preventive intese prima di procedere a ponderate scelte politiche.

Affermare che l’offerta di abitazioni, più che sulla domanda, va calibrata sulla capacità del sistema insediativo ed ambientale a contenerle, tramite più rigorose modalità realizzative e l’adozione di standars più congrui, può contribuire a comprimere la crescita della domanda, ma con il rischio di mantenere non poche delle attuali situazioni di irregolare sovraffollamento.

Non va pertanto sottovalutata nella determinazione delle cubature ammissibili e dei relativi standars l’esigenza di adottare una tipologia edilizia rapportata al reale potere di acquisto dei nuovi cittadini.

Poco comprensibile appare la necessità di ipotizzare “fin da subito” un preciso studio delle tipologie edilizie insediabili e di prevedere “fin da subito” procedure concertate pubblico private per la definizione degli obiettivi dei nuovi insediamenti, nell’ottica di far contribuire i privati alla realizzazione dello spazio pubblico”, in anticipo sulle indicazioni che dovrebbero emergere dal P.A.T. (e non precederlo !).

E’ di fondamentale importanza definire il soggetto (i) ed i criteri oggettivi che determineranno i fabbisogni locali per decidere il dimensionamento delle nuove previsioni per gli ATO.

Per quanto attiene il sistema della produzione, motore dello sviluppo economico, preoccupa la scarsa attenzione rivolta sia al settore artigianale industriale con il rinvio di ogni possibile forma di promozione e prospettive di crescita affidate alla normativa sovra ordinata (PTPC e Piano d’Area del Medio Corso del Piave), che al settore agricolo per il quale si fa esclusivo riferimento ad una generica valorizzazione della produzione agro alimentare e dell’impegno per una più razionale attività di gestione del territorio.

Il documento non fa alcun riferimento alle reti di servizi pubblici e privati ad uso pubblico, primari e secondari rivolti ai singoli cittadini ed alla comunità, in particolare per quanto riguarda il potenziamento, l’estensione ed un’ equa distribuzione territoriale.

Ignorando i complessi problemi legati alla residenzialità ed alle attività lavorative svolte in ambito golenale, non si avverte la fondamentale necessità di una indispensabile concertazione fra le categorie interessate direttamente all’ uso ed al governo del territorio, alla conservazione e difesa dell’ ambiente, alle molteplici potenzialità da sviluppare nel settore agrituristico ed agro alimentare, riducendo l’attenzione ad alcune scelte “ad effetto” e comunque di carattere complementare (parco agricolo, parco museale della vite).

Sistema ambientale. “La città verde”.

Secondo le valutazioni dell’ Agenzia Ambientale Europea ed i dati nazionali (ISTAT), Ponte di Piave possiede già, a pieno titolo le caratteristiche di città verde. L’ulteriore valorizzazione, armonizzazione ed interconnessione fra gli spazi verdi in parte già esistente, pur ampiamente condivisibili ed apprezzabili, sembrano conferire al progetto un’enfasi mirata a coprire l’assenza di una concreta e razionale progettualità per lo sviluppo e la crescita della comunità.

Il documento enuncia una cospicua serie di iniziative ed interventi destinati a qualificare la transizione del paese verso l’ideale città futura. Alcune iniziative in atto suscitano però legittime perplessità sulla reale volontà di realizzare quanto dichiarato nel programma.

- In aperta contraddizione, anziché in logica coerenza con le previsioni del PAT, il programma poliennale 2007/2009 delle opere pubbliche varato dall’Amministrazione Comunale non include il previsto, “recupero ad uso pubblico” del complesso dei Padri Giuseppini sostituendolo, al contrario con la progettazione alternativa di una edificazione “mostre” in area verde del centro urbano.

- E’ iniziata da pochi giorni una sistematica distruzione dell’area spondale del fiume Negrisia di particolare pregio naturalistico e compreso in area SIC.

- Lo studio progettuale sulla navigabilità del Piave, a valle dei Ponti, con i relativi “punti di attracco” risulta in palese contraddizione con le disposizioni pianificatorie del bacino del fiume.

Sorprende invece negativamente l’esclusione dagli obiettivi primari, in tema di difesa del territorio, del rischio idrogeologico rappresentato dal Piave e soprattutto la mancata richiesta, in sede di copianificazione con la Regione, di preliminari garanzie a tutela dei nostri concittadini minacciati da una normativa frammentata e scoordinata, subordinata ad interessi troppo spesso diversi da quelli delle popolazioni rivierasche.

Manca inoltre il dovuto rilievo sulla necessità di raccordare la pianificazione per la difesa dal rischio idraulico con la pianificazione territoriale dando applicazione alle disposizioni previste dal PAI.

Partecipazione

Del tutto condivisibile è l’impegno di adottare l’istituto della partecipazione come strumento di governo permanente del processo pianificatorio e della gestione del territorio che “deve” e non “può” continuare nelle fasi successive e non solo all’atto di approvazione del piano.

Qualche dubbio sulla reale volontà politica di attuare questo fondamentale atto di governo sorge fra la dichiarazione di “fissare fin dal documento preliminare i principali passaggi per l’organizzazione della partecipazione della comunità locale” e l’esito degli incontri pubblici tenuti nello scorso ottobre poco pubblicizzati e non preceduti almeno da una preventiva e sommaria informazione sui contenuti e fini della legge.

Se obiettivo dichiarato è quello di coniugare il “sapere disciplinare” con il “sapere comune” è urgente dar luogo ad una approfondita analisi e ad una adeguata sensibilizzazione della comunità prima di procedere alla composizione del “soggetto istituzionale” delegato come unico referente alla gestione del piano.

Considerazioni analoghe si impongono per quanto riguarda le procedure per il monitoraggio del processo e della VAS ai sensi dell’articolo 46 della L 11/04

In sintesi il documento appare poco equilibrato, più una raccolta di buone intenzioni che l’espressione chiara di precisi obiettivi e di strategie essenziali come richiesto dall’art 3. L 11/04.

Gruppo consigliare PONTE2000

07 febbraio 2007

BILANCIO DI META' LEGISLATURA

BILANCIO
DI META’ LEGISLATURA

Superata la prima metà del mandato è doveroso da parte di un gruppo di opposizione verificare il lavoro svolto dall’Amministrazione Comunale.

La maggioranza consigliare , già espressione di meno del 30% dei voti dei cittadini, si è ulteriormente ridotta dopo l’abbandono di due Consiglieri delusi dal comportamento della Giunta. La sorte del Sindaco è ormai legata ad un filo, la perdita di un altro consigliere determinerebbe la fine della maggioranza.

Questo esiguo gruppo che governa il Comune, invece di cercare collaborazioni ed intese in sede di Consiglio, ha ridotto sempre più gli spazi del confronto democratico.

Ha limitato i diritti dei Consiglieri riducendo il numero delle interpellanze a risposta pubblica; ha eletto i Revisori dei Conti con i voti blindati della sola maggioranza, precludendo così ogni controllo da parte delle opposizioni.

Decisioni importanti quali consistenti variazioni di bilancio, accordi con Enti Pubblici e privati (vedi “navigabilità” del Piave), l’affido di incarichi professionali per progetti di rilevante consistenza (vedi “ampliamento” scuola e Piano di assetto del territorio) vengono assunte senza alcuna preventiva informazione o coinvolgimento del Consiglio Comunale.


Difficoltà, errori, insuccessi, vengono sistematicamente addebitati ad altri: Governo, Regione, Provincia, precedenti Amministrazioni, con grave pregiudizio dei buoni rapporti indispensabili fra Enti e rischi concreti di perdita di finanziamenti (vedi circonvallazione al centro urbano, pista ciclopedonale di Negrisia.

L’esame dei bilanci di previsione annuali, denota la totale assenza del benché minimo disegno programmatorio di legislatura a breve e medio termine.

Bilancio di previsione 2005:

La Giunta aveva steso un programma di opere pubbliche (acquisto Padri Giuseppini, Asilo nido, Palestre di Negrisia e di Levada, campo di baseball) dell’importo complessivo di euro 4.050.000.

Nessuna di queste opere è stata realizzata né riproposta nel successivo bilancio 2006

Bilancio di previsione 2006 :

Il programma degli investimenti si è drasticamente ridotto a euro 1.529.000 ed in gran parte destinato a manutenzioni ordinarie e straordinarie di edifici, impianti e servizi pubblici.

Dopo due soli mesi dalla sua approvazione, la Giunta ha però cambiato radicalmente idea, scoprendo l’urgente necessità di costruire un “capannone” di 6.000 mc. a quattro piani, da adibire a sala conferenze, biblioteca, archivio comunale e, successivamente, a sei aule scolastiche, unito con un tubo di collegamento alla scuola elementare del capoluogo. Questa mega struttura ha un costo previsto di euro 2.350.000 dei quali euro 1.100.000 già impegnati con una variazione di bilancio nel 2006.

Con questa somma si sarebbe potuto, o meglio dovuto, acquistare lo scolasticato dei Giuseppini, più idoneo per i medesimi ed altri usi, eccetto le aule scolastiche, recuperando un ampio spazio verde in centro urbano come auspicato dall’intera cittadinanza.

Questo “capannone” è in palese contrasto con la lotta alla cementificazione promessa in campagna elettorale e con la “città verde” obiettivo primario della giunta nel PAT (Piano di Assetto del Territorio) in fase di elaborazione.

Prospetto ovest del costruendo “capannone” collegato alla Scuola Elementare, visto da piazza Sarajevo

E’ inoltre prevista l’edificazione di 29.000 mc (equivalenti alla cubatura dell’intero complesso di p. Marco Polo) nell’area ex Iana e la realizzazione di un nuovo supermercato in via Roma, ma non l’Asilo nido opera più utile e necessaria alla comunità.

Nel tentativo di coinvolgere la precedente Amministrazione nella proliferazione edilizia, il sindaco finge di dimenticare che la licenza edilizia per il nuovo condominio in Via Jesolo è stata rilasciata ai tempi dei suoi vecchi progenitori politici.

Viabilità

Circonvallazione al centro urbano

I lavori eseguiti dalla precedente Amministrazione (costruzione dei due sottopassi ferroviari, spostamento di un tratto di argine del Piave, studio di fattibilità avanzato in collaborazione con la Provincia) si sono bloccati, perché il sindaco invece di proseguire il confronto con la Regione in clima di collaborazione e soprattutto chiarezza di idee, ha scelto la strada dello scontro politico (la messa in discussione del tracciato già concordato, la puerile “questua” alle banche, la manifestazione di protesta sulla Postumia (80 persone!), la minaccia della marcia su Venezia, ed il recente ricorso all’intervento di politici amici.

Se durerà questa Amministrazione l’opera difficilmente verrà conclusa

Pista ciclabile di Negrisia

Il secondo stralcio già finanziato dalla precedente Giunta, doveva essere realizzato entro il 2005. Il progetto si è arrestato per contrasti con la Provincia, cofinaziatrice dell’opera, con aumento dei costi e dei tempi di realizzazione.

Altre opere pubbliche programmate e non realizzate

Impianto irriguo di via Baradello : già finanziato e cantierabile da parte della precedente Amministrazione.

Palestra di Negrisia

Palestra di Levada : La somma messa in bilancio dalla precedente Giunta è stata dirottata sull’ampliamento della scuola.

Campo di baseball : non realizzato per decadenza di un’intesa con la Provincia

Cinema Luxor : nessuna previsione sulla sua destinazione

Scuole:

E’ condivisibile l’ampliamento della Scuola di Levada ma non le modalità di finanziamento, parzialmente sostenuto con la concessione a privati dell’intera cubatura riservata al Sindaco per interventi urbanistici di particolare importanza ( oltre 20.000 mc) e la rinuncia a costruire una palestra già programmata e fruibile dall’intera comunità.

L’esigenza dell’ “ampliamento” della Scuola del Capoluogo è chiaramente pretestuosa perché la sua esecuzione è prevista fra un biennio, mentre è stata ignorata l’urgenza vera della ristrutturazione della Scuola di Negrisia, in attesa da oltre tre anni.

Ambiente

La precedente Amministrazione aveva assunto un biologo che ha svolto un ottimo lavoro, per affrontare i molteplici problemi ambientali. L’attuale Giunta, mortificandone la professionalità e l’impegno, lo ha relegato ad un ruolo di passacarte provocandone le dimissioni e perdendo una preziosa collaborazione di competenza ed esperienza.

Fiume Piave

Piano per la Sicurezza Idraulica : si è fermato al punto soddisfacente a cui era giunto con l’intervento determinante del vecchio fronte dei Sindaci dei precedenti mandati.

Piano per l’Assetto idrogeologico: l’adozione successiva di questo progetto ha riproposto la realizzazione delle famigerate casse di espansione. Sarebbe necessario che il Sindaco, prima che all’orto botanico, alla “casetta” di Parise (in territorio di Salgareda) e alla ipotetica navigabilità del fiume, si interessasse dei problemi ben più gravi della sicurezza e delle prospettive di lavoro dei cittadini, specie quelli residenti in golena.

Piano di Assetto Territoriale (P.A.T.):

L’applicazione di questa legge regionale è di particolare importanza per tutti i cittadini perché deciderà le condizioni per lo sviluppo socio economico del paese del paese, nel rispetto dell’ambiente senza possibilità di modifiche per i prossimi dieci anni.

La stesura del P.A.T. è stata affidata con un bando “farsa” a tecnici scelti a discrezione della Giunta spendendo euro 90.000 più IVA anziché euro 48.000, come proposto da un altro studio, più titolato, che conosce meglio il nostro territorio e che svolge già lo stesso incarico per il Comune di Salgareda.

E’ necessaria una adeguata informazione alla popolazione ed una attenta vigilanza da parte di tutti i Cittadini per evitare che le scelte, specie in materia urbanistica, siano operate nell’interesse generale e non di pochi.

Attività produttive

Agricoltura : Va dato atto alla giunta di aver proseguito l’opera di regimazione delle acque di superficie avviato dalla precedente Giunta con la costruzione dell’idrovora di Via Risorgimento. In negativo è stato varato un Regolamento capestro di Polizia Rurale senza la collaborazione delle categorie più interessate all’uso e tutela del territorio, in primo luogo gli agricoltori, caccia-pesca ed agriturismo.

Artigianato, Industria, Commercio : soli interventi per questi importanti settori dell’economia locale sono stati l’aumento dell’I.C.I. dal 6 al 7 per mille per le aree destinate ad attività produttive ed il pesante ed ingiustificato aumento delle tariffe per asporto rifiuti.

Servizio Asporto rifiuti

La precedente Giunta aveva scelto di aderire al Consorzio Priula-Contarina che garantiva un servizio più soddisfacente ed economico. Il Sindaco ha deciso il ritorno a Savno con questi risultati:

Le utenze domestiche devono pagare per il 2005 una quota fissa di 87,87 euro anziché di 78,30 euro.

Ogni svuotamento di rifiuto secco costa euro 13,22 invece di euro 9,65.

Le attività produttive continuano e continueranno a pagare, in modo iniquo, in base alle superfici invece che al rifiuto effettivamente prodotto, come già avviene nel servizio Priula

Per il 2006 le tariffe saranno ancora aumentate.

Servizi Sociali

I servizi per anziani, disabili, assistenza scolastica, attivati dalla precedente Amministrazione e pesantemente criticati in campagna elettorale, vengono ora considerati fra i migliori del Comprensorio, senza essere stati modificati.

Residenza Sanitaria per Anziani (R.S.A) : l'accordo per il rinnovo della gestione, già produttivamente avviato dalla precedente Amministrazione con la Cooperativa Insieme Si Può, è stato interrotto con la stesura di un nuovo progetto che ha triplicato la spesa da 2 a 6 milioni di euro, oltre agli oneri di progettazione pari a 160.000 euro e con pesanti rischi ed incertezze per l’affido della futura gestione.

Asilo Nido: nessuna previsione dopo l’abbandono del progetto e la rinuncia al contributo regionale di euro 130.000 già ottenuto dalla precedente Giunta.

Assistenza Sanitaria: il Sindaco non ha garantito la continuità dell’assistenza medica a Levada, iniziata ed assicurata da PONTE 2000. L’ingresso di un nuovo medico non sarà certo merito suo ma dell’ intervento di cittadini più esperti ed attenti alle esigenze della popolazione.

Cittadini extra-comunitari: manca una adeguata analisi ed una seria progettualità per affrontare un problema che assumerà sempre maggior rilevanza sulle prospettive future della nostra comunità.

Non bastano festeggiamenti e manifestazioni di facciata ma servono chiare scelte e decisioni politiche.

Casa Parise

E condivisibile la valorizzazione di questa importante risorsa culturale del Comune , restano però da chiarire importanti aspetti gestionali sulle iniziative attuate ed in programma.

Sicurezza

Nessuna seria iniziativa è stata attuata fra quelle promesse a livello comunale e del Consorzio dei Comuni (richiesta ai contribuenti del versamento del 5 per mille delle imposte).

Queste sintetiche osservazioni confermano le previsioni post-elettorali di molti concittadini sul rapido declino del nostro Comune.

Ponte2000 continuerà nel suo assiduo impegno di opposizione contro ogni attentato alla democrazia ed alle prospettive di sviluppo del paese.

Contiamo sul sostegno di quanti condividono questi obiettivi.

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PONTE2000 ha attivato un sito Internet per aggiornare i cittadini sugli eventi amministrativi del Comune di Ponte di Piave.

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