03 aprile 2010

LEVADA , ZANCHETTA & "PIAZZA IN SFACELO"



Nella Tribuna del 2 aprile il Sindaco dà un nuovo saggio della sua principale preoccupazione:
quella di attribuire interamente le responsabilità dell'inerzia ed inefficienza della attuale giunta alla precedente Amministrazione.

Questa volta nel mirino c'è Piazza Castel Ginest di Levada che il Sindaco ha solennemente a suo tempo inaugurata pur non avendo alcun merito per la sua realizzazione.
Lamenta il nostro uno stato di completo sfacelo della piazza , la necessità di continui interventi di manutenzione ed esprime il netto rifiuto di procedere ad una costosa "riqualificazione".

C'è qualcuno a Levada che rimpiange il precedente squallido piazzale asfaltato?

Qualcuno non ha ancora spiegato al Sindaco che l'ordinaria manutenzione dei luoghi pubblici rientra negli obblighi del Comune e che la necessità di interventi straordinari si rende necessaria quando non vengono correttamente eseguiti quelli ordinari?. Se un cittadino acquista una Panda e la trascura fino a ridurla ad un rottame, la colpa non è certo della Fiat !!!

Sarebbe interessante conoscere dal Sindaco come intende "riqualificare" (non a parole) il centro di Levada e come provvederà a trovare opportuni spazi per il gioco dei bambini, visto che l'area verde in Via dei Fanti, a tal fine destinata dalla precedente amministrazione , è stata recintata e sottratta così al libero uso pubblico, per costruire un secondo inutile campo di calcio affidato in gestione esclusiva ad una società privata.

Infine una risposta chiara dal Sindaco alla domanda perché, contestualmente al rifiuto di investire risorse pubbliche doverose nel proprio comune, ha sottoscritto d'intesa con Genio Civile, Fondazione Cassamarca, Comuni di Salgareda e Zenson, un protocollo d'intesa per provvedere alla "manutenzione ordinaria e straordinaria" di un inutile porticciolo turistico sul Piave in Comune di Salgareda nell'ambito di un progetto già esecutivo. Il tutto senza nemmeno coinvolgere o almeno informare il Consiglio Comunale .

Gruppo d'Iniziativa Civica Ponte 2000
immagine di Gianni Desti

01 aprile 2010

“Il Baseball emigra a Negrisia e rende più ricco il Comune”

Sembra finalmente in dirittura d’arrivo la trattativa per il trasferimento del campo di baseball a Negrisia, dopo anni di attesa. La buona notizia della realizzazione di un impianto sportivo all’altezza della tradizione di questo sport a Ponte di Piave è però fortemente turbata dalle discutibili procedure poste in atto dall’Amministrazione Comunale.

Il Comune acquisirà da un privato un’area di 40.000 m^2 sui quali verrà realizzato il nuovo impianto e spostato l’esistente campo di calcio. La contropartita sarà la concessione al privato di edificare 17.000 m^3 in via De Faveri (volume corrispondente a circa due terzi dei condomini di piazza Marco Polo ! ). L’introito per le casse comunali di 70.000 euro. Per la concessione è del tutto insufficiente per realizzare anche uno solo dei due campi previsti.
L’affermazione del Sindaco che il Comune diventerà “più ricco “ è pertanto contraria al vero.
Ancor più inaccettabile appare la volontà di costruire nell’area liberata dell’attuale campo di baseball, di nuovo palazzetto dello sport. E’ incredibile immaginare un impianto sportivo, con le intuibili esigenze dei posteggi e di difficoltà di traffico, edificato in pieno centro urbano a meno cento metri dalla Chiesa Parrocchiale, anziché nella sede più vocata e disponibile lungo via Europa, come progettato a suo tempo dalla Amministrazione di Ponte2000.

Ponte2000

25 marzo 2010

" LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO "



Con l’approssimarsi della scadenza elettorale cresce l’attenzione per il by pass di Ponte di Piave.

Le ragioni di questa sollecitudine nascono dal comune interesse che le due parti politicamente in causa cercano di rivendicare a proprio credito.

Il Sindaco Zanchetta deve lasciarsi alle spalle le pittoresche iniziative assunte in passato: la questione delle Banche, gli interventi a carico delle casse comunali, il “flop” delle manifestazioni contro Provincia e Regione rimaste del tutto inascoltate.

La Lega Nord, patrocinata dalla Amministrazione Provinciale deve far dimenticare la recente incredibile sconfitta nelle elezioni comunali pur essendo nettamente il partito di maggioranza relativa e potendo contare sull’ 80 % dei possibili consensi. La realizzazione del by pass potrebbe segnare l’avvio della sua resurrezione.

La montagna di chiacchiere fin qui spesa nel passante sembra aver finalmente partorito il topolino con la promessa di un primo contributo da parte della Regione Veneto …. Del tutto insufficiente ma comunque significativo. E auspicabile che, passata la tornata elettorale non si torni alla serie infinita dei “summit” delle sterili discussioni fin qui seguite in attesa delle future prossime elezioni.

A conclusione di studi, progetti, proposte il pensatoio che rappresenta tutti gli enti coinvolti, sembra aver concluso che la soluzione più razionale sia ancora quella a suo tempo (lontano!) concertata dalla Amministrazione di Ponte2000 e Provincia di Treviso i cui lavori già iniziati sono stati sospesi con l’avvento della giunta Zanchetta.

PONTE2000

19 febbraio 2010

Scuola dell'infanzia a Negrisia


In relazione all’art: “Scuola dell’infanzia a Negrisia” (Gazzettino 19-02)

= UNA PROPOSTA DI PONTE2000=

Ancora una volta il Sindaco Zanchetta interviene sulle difficoltà della scuola lamentando le carenze di Stato e Regione nel sostegno delle attività didattico educative.
Non riteniamo che il Sindaco abbia grandi meriti come difensore della scuola tenuto conto della sua incredibile rinuncia al contributo regionale per costruire l’asilo nido progettato dalla precedente amministrazione (asilo che è poi stato realizzato da privati perché assolutamente necessario a Ponte di Piave) e gli oltre 2milioni e mezzodi € versati nel baraccone mangiasoldi in costruzione presso la scuola elementare di Ponte di Piave, dove, a fronte di sole 5 nuove aule verrà edificata una nuova biblioteca, l’auditorium (mai richiesto dalla scuola!) e l’archivio comunale.

Una concreta proposta per verificare il reale interesse del Sindaco per la scuola:
l’Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici ha deferito alla Procura della Corte dei Conti il Sindaco perché, in violazione delle normative comunitarie ha assegnato la prima progettazione del baraccone (la nota “moschea”) ad un tecnico di fiducia anziché tramite pubblico concorso.

La procedura è stata bocciata dall’Autorità di Vigilanza e la spesa progettuale di 39.780 € addebitata alla responsabilità pecuniaria del Sindaco contravventore e dei consiglieri che la hanno condivisa.

Impiegare queste somme una volta introitate nelle casse comunali per le necessità urgenti della Scuola di Ponte in particolare la scuola materna di Negrisia, consentirebbe al Sindaco di pagare doverosamente il suo debito per le irregolarità amministrative commesse e di dimostrare con i fatti e non solo con le parole l’amore per la Scuola.

Ponte2000

02 febbraio 2010

POSTUMIA : un sogno

2004-- A GALAN: SUBITO I SOLDI O BLOCCHEREMO LA POSTUMIA
In previsione delle imminenti scadenze elettorali si riaccende il problema della circonvallazione al centro urbano. In alternativa alle folkloristiche iniziative assunte in passato dal Sindaco (la questua agli istituti di credito, l’esecuzione della rotonda nell’incrocio fra Postumia e Jesolana a spese del Comune, le minaccie a Provincia e Regione ) si ripropone ora il tracciato nel territorio di Salgareda fortemente avversato, e con evidenti ragioni dall’amministrazione di quel Comune. Si tratta di una chiara manovra elettorale destinata, purtroppo per noi a cadere. Il contemporaneo impegno di risorse su altri tratti della Postumia (8 milioni di Euro in Comune di S. Biagio) conferma ancora una volta che finché Ponte di Piave non cambierà amministrazione il bypass resterà un sogno.

01 febbraio 2010

PROMESSE e REGOLE DEMOCRATICHE DI DIALOGO


La pubblicazione del giornalino “Quì Ponte” conferma che nulla è cambiato a Ponte di Piave dopo le elezioni del 2009.
I 4474 cittadini elettori si sono riconosciuti in due schieramenti separati da soli 106 voti di scarto. Ebbene per ospitare opinioni critiche proposte dalla metà degli elettori contrari al Sindaco il giornale riserva una sola pagina su tante. Riteniamo che le ditte locali che sostengono integralmente l’onere della pubblicazione devono meritare maggior spazio e attenzione per gli attuali gravi problemi di categoria piuttosto che dover sopportare le ripetute ed in ogni caso indebite esercitazioni letterarie dell’assessore alla cultura. Gli encomiabili successi di atleti pontepiavensi nelle diverse discipline appaiono pubblicizzati in modo tale da apparire prevalentemente merito della Giunta che non a dirigenti ed atleti che sacrificano il tempo e il denaro per ottenerli. Continua ininterrotta l’illustrazione della lunga serie di mercatini, delle feste delle zucche, di ogni possibile cerimonia, alcune anche apprezzabili, ma vengono sistematicamente ignorati i veri problemi del paese sui quali i cittadini vorrebbero essere informati ed esprimere le loro opinioni favorevoli e la partecipazione attiva della cittadinanza critiche.
E’ troppo chiedere al Sindaco il rispetto delle promesse elettorali di un costante dialogo almeno nelle grandi scelte che la coinvolgono secondo le elementari regole della democrazia?

29 gennaio 2010

cattivi esempi


Il regolamento polizia urbana approvato lo scorso anno vieta (art 24) di imbrattare con scritte, affissioni disegni…gli edifici pubblici e privati.
Tale norma è certo opportuna vista la diffusione ampia di ogni sorta di manifesti specie sui muri di esercizi pubblici.
Peccato però che il primo contravventore sia proprio il Sindaco, che utilizza tali spazi vietati, per pubblicizzare ogni iniziativa del Comune (a cominciare dalle convocazioni del Consiglio Comunale). Poiché le autopromozioni del Sindaco non mancano di mezzi idonei: bacheche, appositi tabelloni, totem pubblicitari, sarebbe ancor più necessario da parte del primo cittadino quel rispetto della legge che pretende dai comuni cittadini.

04 novembre 2009

"...un mazzo di fiori e qualche lumino..."


L'articolo del 31-10 in cronaca di Ponte di Piave "Roma taglia i crisantemi ai caduti" appare del tutto condivisibile laddove sottolinea la colpevole inerzia del governo che non eroga i fondi necessari alla doverosa manutenzione dei sacrari che custodiscono le salme di migliaia di caduti nel primo conflitto mondiale.
L'esigenza di una degna attenzione alla memoria di questi soldati morti per difendere i confini della Patria, è particolarmente avvertita nelle terre del Piave, luoghi delle più cruente e decisive battaglie, ricordati nelle solenni celebrazioni del 4 novembre nel monumento ossario di Fagarè. Quello che sorprende è l'indignazione espressa dall'assessore alla cultura di Ponte di Piave, che, nel fervore della protesta, dimentica il ventaglio di bandiere tricolori issate per onorare i caduti sul ponte del fiume sacro lasciate marcire da oltre un anno nella più desolante incuria ed abbandono. Ancor più sorprendente appare la generosa disponibilità " a ricavare un piccolo capitolo di bilancio per acquistare almeno un mazzo di fiori e qualche lumino per abbellire il monumento di Fagarè in occasione del 2 e 4 novembre" .
Questa insignificante offerta apparirebbe meno sgradevole ed offensiva per la memoria dei caduti se adeguatamente sostanziata da una dignitosa ( e doverosa) parte dei fondi pubblici sperperati dalla Giunta Comunale in manifestazioni di dubbio interesse per la comunità

07 ottobre 2009

.....e io pago


Ampliamento Scuola Elementare
..... Di male in peggio......

La costruzione del "cosiddetto" ampliamento della Scuola Elementare, scelto dalla Giunta in alternativa all'acquisto dei Padri Giuseppini, sta alimentando lo sperpero di denaro pubblico.
Sottolineiamo ancora una volta, che il Sindaco si ostina a realizzare un'opera già bocciata dall'Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici, per contravvenzione alla normativa Comunitaria e Nazionale e già denunciata alla Corte dei Conti per il conseguente danno erariale.

L'esecuzione dei lavori è stata affidata, frettolosamente e senza la preventiva e doverosa verifica di affidabilità per esigenze elettorali, ad un consorzio estemporaneo di imprese.

Lo stralcio fin qui edificato risulta essere in palese contravvenzione con le normative per l'esecuzione di opere in cemento armato; le disposizioni di sicurezza del cantiere; le specifiche direttive per l'edificabilità in zona sismica e senza una costante presenza dei responsabili del cantiere. L'interruzione prolungata dei lavori senza le necessarie misure di protezione dei manufatti in calcestruzzo con il loro conseguente deterioramento.
Questi rilievi critici risultano espressi dagli stessi operai del cantiere, dai privati cittadini e da tecnici estranei alla amministrazione Comunale ed appaiono ancora più preoccupanti trattandosi di una scuola.

Abbiamo proposto al Sindaco, per contenere ulteriori ed inutili sprechi di risorse pubbliche, di limitare le dimensioni del progetto completando l'esecuzione delle sole aule scolastiche trasferendo le risorse disponibili all'acquisto dei Giuseppini, senza ottenere il minimo riscontro. Il Sindaco sembra invece intenzionato a far proseguire il lavoro ad un'altra ditta, che, considerata l'inaffidabilità delle opere fin qui eseguite dovrà probabilmente riprendere tutto il lavoro dall'inizio.
Riteniamo doveroso, da parte del Sindaco, motivare e giustificare questa scelta, magari nel corso di un incontro pubblico, ma non ci illudiamo.
Invitando i cittadini a prendere coscienza del cattivo uso che viene fatto dei loro soldi, assicuriamo una assidua vigilanza, perché gli sperperi denunciati vengano sanati dai responsabili e non dall'intera comunità.

Ponte2000


05 settembre 2009

SCUOLA ELEMENTARE: FERMI I LAVORI

Quando nel 2006 la Giunta Comunale ha scoperto l’improvvisa ed urgente necessità di ampliare la scuola elementare del capoluogo, Ponte 2000, con interpellanza scritta, suggerì al sindaco di consultare il progettista arch. Davanzo, disponibile a collaborare a titolo non oneroso con l’amministrazione il Sindaco nonci degnò di una risposta e in contrasto con le norme vigenti, affidò il progetto ad un tecnico di fiducia, includendovi la realizzazione di una nuova biblioteca, un auditorium e l’archivio comunale.


L’Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici ha bocciato le procedure adottate dalla Giunta e denunciato il conseguente danno erariale alla Corte dei Conti. L’attuale progetto è pertanto illegittimo perché privo delle necessarie autorizzazioni. Abbiamo ripetutamente richiesto al Sindaco, specie dopo le restrizioni previste dal decreto Gelmini, di procedere al solo ampliamento della scuola acquistando lo scolasticato dei Padri Giuseppini, a sostanziale parità di costi, per realizzare biblioteca, auditorium e archivio. Ancora nessuna risposta questa richiesta ampliamente condivisa dai cittadini.
Il Sindaco ha dato inizio ai lavori contestati poco prima delle elezioni, perché, convinto di per dere, voleva lasciare la castagna bollente nelle mani dei nuovi amministratori. Un affido evidentemente incauto per l’esecuzione dell’opera ha causato ritardi, contestazioni fino alla denuncia allo SPISAL da parte degli stessi lavoratori ed alla attuale chiusura del cantiere. La nuova proposta di Ponte2000, data l’eseguità del fabbricato,è quella di completare ed utilizzare lo stralcio già in atto per la sola costruzione delle aule necessarie, trasferendo la collocazione di biblioteca, auditorium ed archivio nello scolasticato dei Giuseppini il cui acquisto è già in programma. I vantaggi sono del tutto evidenti: si sanerebbe una pericolosa ed esosa situazione di illegittimità; si limiterebbero i pesanti danni economici legati a scelte sbagliate, si ridurrebbe l’impatto visivo eliminando il tetto a “moschea” previsto in progetto; si darebbe infine un senso ed una giustificazione all’acquisizione dello scolasticato.
Rifiutare questa razionale “via di uscita” darebbe puntuale conferma al giudizio ormai prevalente nell’opinione pubblica, che il vero obiettivo di tutta questa operazione è l’edificazione di una nuova biblioteca in cui trasferire quella già esistente in Casa Parise destinata ad allocare il Centro degli Scrittori Veneti, nell’ambito di un progetto complessivo di tipo cultural-imprenditoriale sul quale, insistiamo ancora una volta, va fatta la necessaria chiarezza.
“ movimento di iniziativa civica”
PONTE2000

27 luglio 2009

QUALE BIBLIOTECA PER PONTE DI PIAVE ?

“Il diavolo insegna a far le pentole …. ma non i coperchi”

Fin dal 2006, quando la giunta ha scoperto l’improvvisa necessità di ampliare le scuole elementari, abbiamo ripetutamente segnalato ai cittadini che il vero obiettivo non era la edificazione di nuove aule previste per gli anni futuri, quanto la costruzione di una “aula magna - sala conferenze” e di una nuova biblioteca comunale, in luogo di quella già esistente nella vicina Casa Parise. Ricordiamo in proposito le dichiarazioni a verbale del Consiglio Comunale, di un insegnante, autorevole rappresentante della maggioranza, che sottolineava la scarsa utilità dell’aula magna, mai richiesta od almeno concertata con la scuola. Pur rilevando che andavano affrontate altre priorità, quale la realizzazione dell’asilo nido già in fase di progettazione e parzialmente finanziato, abbiamo più volte sollecitato la soluzione più logica del problema, condiviso dalla grande maggioranza dei cittadini, e cioè l’acquisto dello scolasticato dei Padri Giuseppini per una somma pressoché equivalente, quale sede ideale per la sala riunioni e la nuova biblioteca, guadagnando inoltre, ai fini pubblici l’ampio parco annesso. Zanchetta ha sempre rifiutato ogni confronto ed iniziato i lavori prima delle elezioni.

Dalla Tribuna del 18 luglio apprendiamo che Zanchetta “vuole” i Giuseppini attraverso un procedimento di esproprio di problematica attuazione per allocarvi parte degli uffici comunali e costruire una “grande sala consiliare” ed un’altra biblioteca che costituirebbero l’esatto doppione di quelle già in costruzione.

Chiediamo al Sindaco preoccupato (a parole!) delle difficoltà economiche del comune, come giustifica questo incredibile gravissimo sperpero di risorse pubbliche.

PONTE2000

TRUCCHI, LEASING &...BOOMERANG

Ponte di Piave e il Patto di Stabilità

Abbiamo letto con sorpresa nel Gazzettino del 17 ultimo scorso che il Sindaco Zanchetta ha sollecitato il Prefetto a promuovere un incontro fra i Sindaci ed i Parlamentari della Provincia sulla possibile revisione del patto di stabilità che limita pesantemente le possibilità di spesa dei comuni.

Il contributo di Zanchetta all’iniziativa potrebbe essere utile soprattutto per suggerire cosa non fare , sulla base dell’esperienza, per affrontare correttamente il problema.

  • Per cercare di eludere il patto di stabilità Zanchetta ha infatti diviso in due parti il progetto della nuova biblioteca vicino alle scuole elementari, violando le normative nazionali e comunitarie e incorrendo nella sanzione dell’Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici ed il conseguente deferimento per danno erariale alla Corte dei Conti.
  • Sempre per eludere il Patto di Stabilità ha progettato il nuovo palazzetto dello sport del costo di oltre tre milioni di euro oltre al valore imprecisato del terreno pubblico, in pieno centro urbano, mediante “Leasing“. Il procedimento,anche se formalmente legittimo, non eviterà ai contribuenti di Ponte di Piave il pagamento di un’opera rilevante, mentre il Sindaco protesta per la mancanza di fondi per far fronte alla corrente amministrazione del comune.

E’ bene che i comuni invitati sappiano come questi interventi costituiscono dei veri boomerang per le loro già scarse risorse finanziarie.

Ponte2000

17 luglio 2009

PROMESSE ..&...SCELTE AMMINISTRATIVE

E’ passato soltanto un mese dalle elezioni e già si manifestano clamorose smentite alle promesse elettorali di buona amministrazione Zanchetta.

La Casa di Riposo, con una lievitazione di spesa di oltre 7 milioni di €, anziché i due inizialmente previsti, senza aver mai richiesto alcun contributo Regionale è stata affidata dopo oltre cinque anni di inutile ed onerosa attesa, all’attuale gestore per un periodo di trenta anni contro i dieci ipotizzati.Questa pesante ipoteca condizionerà le possibili diverse iniziative di ben sei future amministrazioni.

Il complesso della Casa di Riposo Comunale

Nella sede distretto sanitario (ereditata dalle precedenti amministrazioni) è stato trasferito l’Ufficio SAVNO, ente per la raccolta dei rifiuti, creando disagio agli utenti del servizio sanitario ed interferenza nella erogazione dell’assistenza.

L’ambulatorio comunale di Levada attivato dalla Giunta di Ponte2000, dopo la mancata presenza di un medico, è stato posto in vendita chiudendo definitivamente questo importante servizio sopratutto per le persone anziane ed in condizioni di disagio.

Se il buon giorno si vede dal mattino, sono da temere altre spiacevoli sorprese, mascherate dalle false promesse prima del voto.

Ponte2000


02 luglio 2009

DOPO LE ELEZIONI - PROSPETTIVE


DOPO LE ELEZIONI A PONTE DI PIAVE
QUALI PROSPETTIVE PER IL COMUNE ?

Chi riteneva irripetibile la sconfitta elettorale del centro-destra che nella precedente consultazione elettorale aveva regalato il Comune alla sinistra, nonostante una maggioranza del 70%, è stato puntualmente smentito. Anche questa volta invece lo schieramento di destra, espressione del 78% dei votanti, si è superato in genialità e fantasia per perdere, presentandosi apparentemente unito e non suddiviso in più liste come nel 2003.
Una oggettiva analisi di questa sorprendente conclusione riconduce ad alcune precise responsabilità così ripartite fra i vari protagonisti:

  • * La Lega ha imposto e difeso ad oltranza un candidato palesemente non gradito da un alto numero di elettori, anche fedeli o vicini al movimento; ha imbarcato nelle proprie file, soltanto all'ultimo momento, quella componente del PdL erede della vecchia Dc, poi tardivamente accusata di tradimento, escludendo di fatto le candidature leali ed i voti sicuri di Ponte 2000.
  • * Il PdL lacerato da diatribe interne fra le sue tre componenti, ha insistito troppo a lungo su una candidatura anacronisticamente rivolta al passato ed ha confermato il suo, mai sopito, dissenso dalla Lega boicottandone apertamente le iniziative, gia condivise, nella fase decisiva della campagna elettorale. L'unica decisione assunta unitariamente da Lega, PdL ( ed UDC) e stata la rinuncia a presentare un candidato d'area conosciuto ed affidabile, senza tessera di partito e disposto a limitare il proprio impegno professionale in caso di elezione, un candidato che, alla luce della conta finale dei voti, avrebbe avuto non poche probabilità di successo.
  • * Sul fronte opposto la Sinistra ha intensificato la propaganda ininterrottamente attuata dall'inizio della legislatura fin oltre la soglia dei seggi elettorali, lucrando sulle molteplici iniziative di gruppi ed associazioni particolarmente attivi nel nostro comune e con il discreto ma importante supporto delle Parrocchie, di alcune componenti della Scuola tradizionalmente "schierate" e di una parte, ben nota, della stampa locale.

Il combinato disposto di questi fattori ha determinato la riconferma, sia pure per un numero esiguo di voti, della amministrazione uscente con le seguenti conseguenze:

- I principali e noti problemi del paese, dal rischio del Piave, alla circonvallazione, alla casa di riposo, ai Giuseppini, all'asilo nido, al futuro assetto urbanistico del territorio, aggravati da una progressiva riduzione delle risorse finanziarie, restano tutti insoluti, anche se mascherati da una accorta regia di manifestazione di facciata, a conferma della persistente incapacità da parte della Giunta riconfermata di elaborare una progettualità adeguata alle esigenze primarie del Comune.
- Sui banchi della minoranza siederanno i rappresentanti delle stesse forze politiche, che, nella precedente tornata hanno brillato per la loro inerzia e la connivenza su molte discutibili e talora illegittime decisione della Giunta, lasciando quasi interamente l'onere dell'opposizione e del controllo democratico alla lista civica Ponte 2000, ora non più presente in Consiglio.

In questa realistica e non confortante previsione, l'unica speranza è che i cittadini di Ponte di Piave, protagonisti e non sudditi di amministratori a cui hanno conferito deleghe fiduciarie clamorosamente tradite, avvertano la necessità di riappropriarsi del loro potere di indirizzo econtrollo sulle decisioni politiche che li riguardano; singolarmente o attraverso le associazioni od organizzazioni di categoria che, a vario titolo li rappresentano; promuovendo un movimento di opinione autenticamente civico, in grado di orientare correttamente le scelte della politica e non di subirne le imposizioni, nel rispetto delle regole elementari della democrazia.
PONTE 2000

05 giugno 2009

GALAN , PARISE, ...e gli APOSTOLI


Tribuna e Gazzettino del 2 Giugno riportano un perentorio quanto ingiustificato ammonimento attribuito al Governatore Galan, ad evitare presunte speculazioni a carico dello scrittore Parise nella campagna elettorale in corso a Ponte di Piave.

Per doverosa chiarezza ed onestà, va sottolineato che: è del tutto falso che qualcuno abbia mai “infangato” la memoria dello scrittore e meschinamente fuorviante il tentativo di far passare gli avversari politici per nemici della cultura.

La Regione Veneto ha stanziato nel quinquennio oltre 100.000 Euro per onorare la memoria dello scrittore. Nessuna obiezione di principio è mai stata avanzata, anche se tutte le manifestazioni, tranne una mostra fotografica, si sono svolte fuori dal Comune con una percezione irrilevante della loro maggiore o minore valenza culturale da parte della popolazione, diretta beneficiaria del lascito Parise.

La corretta e doverosa denuncia di sprechi di risorse pubbliche non è rivolta a nessuna attività culturale, quanto alla speculazione a fini diversi, alcuni tutt’ora non ben chiariti, perseguiti nel nome dello scrittore vicentino. Alcuni esempi: il trasferimento della esistente biblioteca comunale da Casa Parise, considerato prioritario rispetto ad altri ben più necessari interventi, non è avvenuto, secondo elementare buon senso e universale auspicio della comunità, nello scolasticato dei padri Giuseppini sede elettivamente idonea, ma in una nuova edificazione di pari costo più vicina a Casa Parise, progettata, tra l’altro, in contrasto con le normative comunitarie e pertanto censurata dalla Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici con rinvio alla Corte dei Conti. Il danno indotto per il comune supera i 2 milioni di Euro. L’Iniziativa del Sindaco di Ponte di costruire un porticciolo turistico in prossimità della “casetta” di Parise a Salgareda con un prelievo di 300.000 Euro dall’esiguo fondo del Genio Civile per la sicurezza del fiume è assolutamente inaccettabile perché sottrae risorse destinate alla salvaguardia di persone e cose dal rischio idro-geologico.

Il Sindaco si è sempre sottratto al confronto pubblico ripetutamente da noi sollecitato su questi temi.

Gradiremmo conoscere, in proposito il giudizio del Governatore Galan e quella dei “fedelissimi amici diventati apostoli sinceri e raffinati del grande scrittore” da Lui citati nell’articolo.

Ponte 2000