11 marzo 2009

PIAVE "INDIFESO": osservazioni al piano


Nella foto a sinistra la rettifica di un lungo tratto del Piave con una profonda incisione in alveo.
Nella foto a destra risulta evidente l'attacco delle acque di una modesta morbida, alla riva appena eretta e costruita con materiali inconsistenti (le ghiaie così lavate, pulite...
tornano a riempire la fossa delle estrazioni in alveo poco più a valle...).
L'aumento della velocità, causata dalle rettifiche effettuate lungo il corso del Piave, favorisce queste erosioni anche in presenza di fenomeni modesti di portata.

A quest'altezza, l'alveo centrale del fiume è tuttora oggetto di una vasta estrazione di ghiaie per una lunghezza di centinaia di metri con profondità di qualche metro; uno stralcio presente nel piano in discussione, non ancora approvato.

OSSERVAZIONI DEL GRUPPO CONSILIARE PONTE 2000 SUI LAVORI DI RIORDINO IDRAULICO, OPERE DI DIFESA E RIQUALIFCAZIONE AMBIENTALE SUL FIUME PIAVE

Ex art. 17 L.R. n° 10/99

In premessa va chiaramente sottolineato ed adeguatamente spiegato alla cittadinanza che i “Lavori di Riordino Idraulico e di Riqualificazione Ambientale” previsti, non affrontano i gravi problemi della sicurezza idraulica, che invece, per alcuni non trascurabili aspetti, verranno aggravati.

Con altrettanta chiarezza va evidenziato che il vero scopo dell’intervento è, ancora una volta, l’asportazione di materiale ghiaioso.

Falliti i precedenti tentativi di massicce escavazioni, proposti da Confindustria e lo scorso anno da un privato nelle Grave di Papadopoli, per l’unanime contestazione degli E.E. L.L. interessati e considerata altresì la persistente opposizione all’ apertura di nuove cave da parte di alcuni comuni in Sinistra Piave, i cavatori hanno adottato una strategia alternativa, distribuendo una serie di interventi di limitata portata nel corso di 5 anni contando sulla maggiore disponibilità dei comuni coinvolti

1) La presenza ininterrotta in un quinquennio di opere cantieristiche caratterizzate da un traffico continuo in area itrarginale per facilitare il trasporto di ghiaia dai punti di scavo a quelli di raccolta e smistamento, la previsione di accumuli di ghiaia esposti al dilavamento per conferire maggior pregio ai fini commerciali, il contemporaneo stoccaggio di materiale di risulta, privo di alcun pregio, per la ricostituzione al culmine delle “ ciclopiche opere di difesa” , la macroscopica sperequazione quantitativa fra gli interventi di movimentazione e di asporto di materiale, contrastano con le disposizioni del P.S.S.I.P. e le relative norme di attuazione oltre che con ogni ragionevole garanzia di protezione della biodiversità e di rispetto e valorizzazione delle risorse ambientali, tutelate da puntuali specifiche normative comunitari e nazionali.

2) Sono integralmente condivisibili le osservazioni critiche esposte dal prof. D’Alpaos e dal dott. Trentin. A conferma della necessità di scelte operative scientificamente validate e sostenibili e della inattendibilità di proposte fondate su valutazioni empiriche e non su solide conoscenze ed osservazioni dell’area di intervento, si producono, a titolo puramente esemplificativo alcune immagini relative a precedenti interventi evidentemente non progettati in modo adeguato. Senza addentrarsi su specifici aspetti tecnici e le conseguenti scelte progettuali, sembra opportuno ricordare che va, in via prioritaria, evitato ogni intervento che possa aumentare la velocità del flusso. E’ di comune conoscenza e di sofferta esperienza, che le probabilità di esondazione e rotte arginali, nell’impatto dell’onda di piena contro i ponti ferroviario e della Postumia è tanto maggiore quanto minore è il tempo di corrivazione nel tratto in esame e come ad aggravare il margine di rischio, concorra la mancata rimozione dei grandi ammassi di inerti giacenti a valle dei manufatti.

3) La questione del rischio idraulico non può essere assolutamente sottovalutata, poiché l’area dell’intervento ricomprende i punti di maggiore criticità dell’intero corso del fiume. Appare certo apprezzabile la difesa degli insediamenti e delle colture pregiate intrarginali, non dimenticando però che l’intera zona delle grave è la naturale e fisiologica cassa di espansione del fiume, ma non trascurando, altrettanto doverosamente i livelli di rischio ben maggiori che gravano sull’intera popolazione del capoluogo. La distinzione fra grandi eventi, quale la storica alluvione del 66, per il cui possibile ripetersi siamo tutti rassegnati al peggio e le morbide ricorrenti per le quali sembrano sufficienti, come nel caso in esame, i previsti interventi di regimazione e manutenzione, appare semplicistica ed apodittica. Le eccezionali ed imprevedibili precipitazioni nevose di quest’anno, ad esempio, possono preludere a possibili eventi di piena che, senza raggiungere picchi catastrofici, possono dar luogo a fenomeni sondativi già sfiorati nella recente piena del 2002.

Il tratto arginale sulla sponda sinistra a monte del ponte ferroviario rappresenta il punto di massimo rischio storicamente documentato perché situato a ridosso del centro urbano. Un primo anche se non sufficiente intervento di consolidamento delle difese è stato attuato con il raddoppio dell’ ultimo tratto dell’argine, durante i lavori per La realizzazione del by-pass stradale al centro storico. L’intervento di massiccia deforestazione già in atto nell’area sottostante non contribuisce certo alla mitigazione del rischio.

4) Appare senza dubbio produttiva e, per alcuni aspetti indispensabile, la collaborazione fra pubblico e privato per la realizzazione di opere pubbliche, ma allorché in un Finaçial-Project risultino evidenti aspetti di incertezza sui risultati o di rischio, sembra preferibile che le linee di indirizzo progettuale vengano predisposte o comunque preventivamente concertate con l’ente pubblico per evitare macroscopiche e non certo confortanti divergenze di opinioni, come ne caso in esame.

Nell’ottica di ottimizzazione di risorse congiunte pubblico-private, su iniziativa del Comune di Ponte di Piave , gli Uffici Periferici Regionali della Difesa del Suolo hanno ritenuto di utilizzare 300.000 € del fondo sulla difesa previsto dalla legge n° 183/89 per supportare la realizzazione di due anacronistici porticcioli nei comuni di Salgareda e Zenson di Piave. Sarebbe doveroso, in alternativa , utilizzare tali risorse pubbliche per completare gli interventi di difesa nelle citate aree a maggior rischio.

PONTE 2000

Allegati: N° 4 tavole fotografiche


fine 2006: ricostruzione della riva "Dal Santo" associata a lavori di ricalibratura con escavi per 500 m a monte







fine 2007: le acque velocizzate dalle "rettifiche" a monte, incidono profondamente la riva anche a fronte di morbide di poco conto

marzo 2009: la stessa località è oramai mesa a nudo; la difesa a palafitta ricoperta con limi inconsistenti, mal si addice alle turbinose acque del Piave. All'intradosso della curva si nota il riporto di ghiaie erose dalle rive più a monte, ripristinando la situazione di 2 anni prima.

15 febbraio 2009

" Padri Giuseppini " .....ed elezioni

Il parco e lo scolasticato dei "Padri Giuseppini"

Una barzelletta pre-elettorale: l'esproprio dell'area Padri Giuseppini ... 5 anni dopo:

" Smentisco , con ampia facoltà di prova, le dichiarazioni del Sindaco Zanchetta in ordine al mancato acquisto dello scolasticato dei Padri Giuseppini.
Dopo un'estenuante quanto pretestuosa e reticente serie di rinvii della controparte, ho interrotto ogni trattativa con la direzione dei Giuseppini, quando ho saputo che lo scolasticato era già stato, di fatto, ceduto alla ditta Codognotto. Ho subito avviato contatti preliminari con la ditta Codognotto per valutare l'acquisizione del bene su basi ragionevoli. La trattativa appena iniziata si è interrotta con la fine della legislatura.
Soltanto dopo un anno il Sindaco Zanchetta ha cercato con sconcertante ingenuità di riavviare un accordo con i Giuseppini, ormai praticamente chiuso, cercando di giustificare il proprio insuccesso con una serie di cavilli e ritardi burocratici.
Ricordo, per inciso, il positivo risultato di aver ottenuto la sottoposizione dello scolasticato alla tutela dei beni ambiemtali, garantendola da possibili speculazioni.
Da allora Ponte 2000 ha ripetutamente sollecitato il Sindaco ad acquistare i Giuseppini, l'ultima volta dalle pagine del giornalino del comune, lo scorso dicembre.
Chiedevamo che, invece di distruggere l'area boscata adiacente alla scuola elementare per costruire una nuova biblioteca civica, una sala per riunione e l'archivio comunale, queste strutture venissero allocate nei locali dello scolasticato.
la vasta area verde e gli edifici dell'ex scolasticato

Come sempre il Sindaco ci ha ignorato, pur essendo state quaste nuove costruzioni, bocciate dall'autorità di vigilanza sui lavori pubblici.
Ora improvvisamente, la barzelletta pre elettorale dell'esproprio, impossibile perchè mancano i basilari requisiti della necessità e dell'urgenza.
Ci auguriamo che la prossima amministrazione riprenda con maggior serietà e realismo l'acquisizione del bene.
Per richiamare alla necessaria coerenza chi scarica regolarmente sugli altri le proprie responsabilità, ricordo che Zanchetta, quando era consigliere di minoranza, ha votato a favore di una proposta di modifica del piano regolatore che chiedeva l'edificazione dell'area verde dei Giuseppini."
Gianni Marin
Sullo sfondo l'edificio già dotato di servizi efficienti quali:
biblioteche, mensa, sale riunioni ed ampie sale servite da ascensore.


12 febbraio 2009

20% di IRPEF


Nei giorni di sabato 14 e 21 febbraio i cittadini di Ponte di Piave sono chiamati a sottoscrivere una petizione al governo, perchè lasci il 20% dell'irpef nelle casse comunali. Il Sindaco sottolinea che, contro i 15.486.226 euro
versati allo Stato, il comune riceve contributi statali per soli 792.131 euro pari al 5% del corrisposto.

Concordiamo con l'esigenza di una più equa suddivisione delle risorse finanziarie prodotte dai comuni. Riteniamo però che i comuni debbano esercitare un attento controllo della spesa, specie nell'attuale periodo di crisi economica.

L' amministrazione di Ponte di Piave lascierà a quella che le subentrerà nel prossimo mese di giugno, un debito relativo alle spese sostenute per la casa di riposo, la costruzione del palazzetto dello sport, la nuova biblioteca, l'archivio comunale, la sala convegni, e l'ampliamento della scuola elementare, pari all'intero gettito fiscale annuale.

Ci chiediamo come verranno sostenute le spese correnti e quelle eventuali per sopravvenute ed imprevedibili emergenze.

I soldi pubblici vanno spesi con una programmazione sostenibile e, nel caso delle grandi opere, con il preventivo consenso dei cittadini e non con decisioni assunte dall'alto senza alcuna consultazione pubblica.
PONTE 2000

05 febbraio 2009

RIFIUTI :

a parità di servizio il Cittadino di Ponte di Piave continua a pagare molto di più
4-febbraio-2009

PONTE DI PIAVE: chi dovrebbe andare a casa

In relazione alla scandalosa vicenda Econ e all'inevitabile polemica sulla ricerca delle responsabilità amministrative e politiche, appare sorprendente la categorica affermazione del vicesindaco D.S. De Bianchi di Ponte di Piave "tutti a casa, sia il c.d.a del CIT sia il c.d.a di Savno", che compare in questi giorni sulla stampa, ci associamo su un fatto: che "non debbano sicuramente pagare i contribuenti", pur con qualche timore per le tasche dei nostri concittadini.
Ricordiamo che già nel 2003 i Comuni di Ponte di Piave e Salgareda si erano associati ai Comuni della destra Piave, considerando la qualità del servizio ed i costi offerti dal consorzio TV2 più affidabili ed economici, con il sistema della raccolta differenziata che fin da allora pone i due comuni ai vertici di quelli più "risparmiosi".
L'attuale Amministrazione Zanchetta-De Bianchi , appena insediata ha cambiato il gestore del servizio passando con il CIT-SAVNO e mantenendo però la differenziazione spinta anche se a costi nettamente maggiorati.
Ricordiamo l'appassionata difesa di questa scelta nelle assemblee pubbliche e nella malaugurata ipotesi che i danni conseguenti a questo grave episodio di mala amministrazione ricadessero sulla qualità del servizio e sui costi per gli utenti, chiameremo a rispondere, per il nostro Comune, Sindaco e Vicesindaco per una scelta ingiustificatamente e già fin d'ora più onerosa, come risulta dal confronto dei costi che sostengono gli utenti del comune di Ponte di Piave nei confronti di quelli serviti dal vicino consorzio TV2.

PONTE2000

27 gennaio 2009

PONTE DI PIAVE & POSTUMIA: SERVE UNA MEDIAZONE POLITICA

L’ennesimo rinvio della realizzazione del bypass al centro storico di Ponte di Piave, probabilmente l’ultimo in vista della ormai prossima scadenza elettorale, può sorprendere soltanto gli ingenui.

Si ricorda, ancora una volta, che i lavori erano già stati iniziati dalla precedente amministrazione
con la esecuzione delle opere più importanti e costose (sottopassi ferroviari, spostamento
dell’argine del Piave) nell’ambito di un accordo di programma approvato da tutti gli enti interessati: Regione, Provincia, Comuni, ANAS FF.SS. Genio Civile.

I lavori, interrotti con l’elezione dell’attuale amministrazione si sono definitivamente arenati perché il Sindaco, rinunciando alla delicata mediazione politica, è ricorso ad un confronto polemico
a tutto campo, in primo luogo con Regione e Provincia, attuando una serie di folkloristiche quanto
controproducenti iniziative che hanno peggiorato i rapporti di collaborazione, approfondendo un solco, a danno dei cittadini, che potrà essere colmato soltanto con il cambio di questa Amministrazione.

Interventi recenti sulla Statale Postumia approvati dalla Regione Veneto:
* Variante di Oderzo (dicembre 2008) 310.000 Euro
* Accordo Regione Comune di Gorgo al Monticano 450.000 Euro
* Bretella di Fagarè per alleggerire la Postumia 8.000.000 Euro !!

Silvana Boer Capogruppo Lista Civica PONTE2000

12 gennaio 2009

"Quando l'acqua........" il Piave torna di moda

una difesa dai piedi di sabbia

......un porto sommergibie

chi troppo vuole......
PONTE DI PIAVE
Gli eventi di morbida che in questi giorni hanno interessato la golena del Piave, in particolare
l'alveo nel tratto più a monte di Ponte di Piave devono portare a considerazioni e domande sulla
bontà di scelte che in questo decennio sono state adottate al fine di migliorare la sicurezza idraulica.
Vale la pena di immaginare le influenze che tali scelte potranno comportare in regime critico di
portata, nei riguardi delle aree esterne ai deboli argini posti a protezione dell'abitato di Ponte di
Piave, manufatti che a nostro avviso meriterebbero maggiori attenzioni con controlli più frequenti e
con opportuni rinforzi nei punti a rischio. E' nel prolungare la loro resistenza che si gioca con il
passaggio del picco dell'onda di piena critica. Nessuno sembra prendere seriamente in
considerazione questo fondamentale aspetto della sicurezza.
I siti di escavo delle ghiaie, nel tratto del fiume a monte di Ponte di Piave, sono stati numerosi in
questi anni (almeno 5), generando profondi canaloni che hanno interessato spesso tutta la sezione
dell'alveo, lunghi centinaia di metri e a volte tanto profondi, da rendere visibili le argille del fondo,
sulla base di piani cosiddetti di ricalibratura, il cui scopo dichiarato era quello di migliorare la
sicurezza idraulica in golena, quello reale il prelievo di inerti.
Si è proceduto inoltre a drastiche riduzioni delle alberature in alveo e soprattutto sulle rive.
A fronte delle morbide ordinarie di questi giorni, non sembra però che queste scelte abbiano
prodotto i risultati attesi: anche questa volta, il setaccio delle pile dei ponti ha accumulato
consistenti volumi di alberi sradicati; forse si sono scelti gli alberi sbagliati da tagliare?
A valle del ponte della SS53 è evidente l'enorme tappo che alberature, lasciate tranquillamente a
svilupparsi in altezza per troppo tempo supera oramai la superficie stradale del ponte, su quasi tutta
la sezione d'alveo e per una notevole estensione, ostacolando il deflusso delle acque in caso di
piena. Questo rallentamento di beneficio alle aree del basso corso, risulta invece dannoso per noi a
causa del rallentamento e il conseguente accumulo delle acque alla strozzatura dei ponti.
Il problema cronico del Piave è la mancanza di un piano d'intervento complessivo su tutto il corso
del fiume e la mancanza di attenzione per i singoli punti critici.
L'area dell'alveo, presso l'Orto Botanico si trova ad una quota altimetrica di una decina di metri
superiore rispetto a quella dei ponti della statale 53 e ferroviario. Questo tratto di circa 3 Km risulta
una vera "pista" sulla quale le acque si riversano rapidamente nella sacca di Ponte di Piave. Le aree
dove e avvenuta l'estrazione di inerti favoriscono il richiamo delle acque e le velocizzano con la
conseguenza di consistenti erosioni delle rive subito a monte. Il materiale inerte asportato dalle rive,
va a riempire rapidamente le capienti sacche create dalle estrazioni. I rinforzi puntuali delle aree di
erosione provocano la deviazione del flusso spostando il problema sulla sponda opposta con effetto
ping-pong che richiede continui quanto inutili e costosi interventi peggiorando la situazione
complessiva. Quindi questa è una scelta da rivedere..
In alternativa a seri interventi di difesa del fiume, altre scelte in questi tempi interessano il Piave ad
esempio il porto sul Piave che si intende costruire in quel di Salgareda, manufatto inutile
pubblicizzato e caldeggiato dalla giunta del Sindaco Zanchetta di Ponte di Piave.
I costi preventivati pari a 500.000 Euro, sarebbero sostenuti per 300.000 Euro con denaro pubblico
e il Comune di Ponte di Piave contribuirebbe con un costo non indifferente per le manutenzioni
assicurate dall'amministrazione Zanchetta.

PONTE2000

PROPAGANDA, VETRINE e FINANZE COMUNALI

Nell’editoriale del numero 0 (dicembre 2004) del giornalino “Ponte di Piave informa”, il Sindaco Zanchetta delineava la strategia editoriale affermando che “la pubblicazione non sarà uno strumento di parte attraverso il quale fare propaganda” “non si tratterà di uno strumento appaltato a soggetti esterni” . Proseguiva affermando che “ai gruppi di minoranza (che è bene ripeterlo rappresentano oltre il 70% dei cittadini) sarà riservato ampio spazio per esprimere le loro opinioni. I pochi numeri finora usciti hanno totalmente eluso questa promessa.
Il giornalino è diventato una folkloristica rassegna delle iniziative autonome di gruppi ed associazioni, alla quale si accosta strumentalmente la presenza dell’Amministrazione civica, una vetrina promozionale delle più svariate attività commerciali, imprenditoriali, professionali in uno sfavillio di fasce tricolori ostentate per le più svariate circostanze. Manca invece una realistica informazione sull’attività amministrativa e sull’uso delle finanze comunali. Alle opinioni delle minoranze è riservata una sola facciata su trantacinque disponibili! Esemplare l’ultima uscita. Il Sindaco lamenta (giustamente) la progressiva riduzione dei contributi statali che minacciano la sospensione di servizi pubblici essenziali. Subito dopo, in disinvolta contraddizione con le ristrettezze economiche denunciate, annuncia lavori per ampliamento delle scuole, un auditorium, una nuova biblioteca comunale, un palazzetto dello sport per una spesa di quasi sei milioni di euro e la conseguente perdita dello Scolasticato dei Padri Giuseppini. Tace sulla mostruosa ed inutile dilatazione di spesa (da due a quasi otto milioni di euro) per la casa di riposo e sulla bocciatura dei lavori della scuola, per comportamenti illegittimi, da parte dell’Autorità Nazionale di Vigilanza sui Lavori Pubblici con la conseguente denuncia alla Corte dei Conti.
La Giunta comunale con il Piano di assetto territoriale (PAT) in fase di elaborazione, prevede per Ponte di Piave un futuro “verde”. Si parla di riqualificazione urbana, di collegare la città con il sistema del fiume Piave ed altri corsi d’acqua quali il Negrisia, attraverso percorsi alberati, la formazione di boschetti urbani, ricostruire il rapporto città-campagna con il parco della vite legato alla cantina sociale. Spesso accade che le buone intenzioni siano smentite dai fatti, come confermano alcune recenti iniziative della Giunta: l’area boscata adiacente alla scuola elementare è stata completamente distrutta per costruire la nuova biblioteca e l’auditorium della scuola. L’ampliamento limitato alle sole aule, usato come pretesto, si sarebbe potuto eseguire conservando tutto il verde sacrificato. Nell’area contigua, ora adibita a campo per il baseball, è già stata approvata la costruzione del palazzetto dello sport (in pieno centro urbano!).
Gli alberi di Via De Gasperi sono stati tagliati trasformando il precedente viale in una pista da aeroporto. Stessa fine hanno subito le piante di via Ronche e di Via Terreni. Nelle osservazioni al Piano Territoriale Provinciale il Sindaco ha proposto di limitare a due soli brevi tratti la conservazione della caratteristica flora riparia del Negrisia, invece di conservarla integralmente, come proposto da Ponte 2000.
La ricca vegetazione arborea nelle grave del Piave è stata indiscriminatamente abbattuta, in contrasto con la deforestazione selettiva prevista dal piano per la sicurezza del fiume. Infine, in sede di rilascio di concessione edilizia per nuove fabbriche in zona industriale, il Sindaco ha monetizzato un’area destinata a verde pubblico secondario di 43.000 mq.che rischia così di essere urbanizzata.
Il progetto del Piano Territoriale, costato finora euro 116.000, sarà approvato alla scadenza ormai prossima del mandato e vincolerà le future amministrazioni per una durata minima di dieci anni
PONTE 2000 7/1/2009

13 dicembre 2008

Ponte di Piave "QUALE "CITTA' VERDE" : un bilancio in rosso

Nel PAT di Ponte di Pave si parla di una "citta vede" ch promette "viali alberati e direttrici....quale?

ecco quello che ha prodotto in questi 5 anni l'amministrazione Zanchetta :

Via Perinotto: sono stati elminati tutti i pini marittimi ratteristici del lungo viale senza sostituirli con alberaturae più idonee, piuttosto si ètrasformato il caratteristico viale in una pista di atteraggio tipo aeroportuale con la completa cementificazione delle aiule : un risparmio per le casse comunali ma una impressione di ipoverimento per un paese ...

Parco presso le scuole elementari del capoluogo: era l'area più importante di Ponte di Piave per la consistenza del verde pubblico oggi completamente eliminato. Non si è pensato di adottare scelte progettuali rispettose dell'esistente. Sarà sostitita con un costoso edificio che costerà ai cittadini di Ponte, molto di più del valore per l'acquisto dello scolasticato dei Giuseppini, vasta area molto ricca di verde, con edificio già dotato di molti servizi efficenti come biblioteca sale ecc..

Monetizzazione dell'area presso viale Europa: con molta leggerezza si è barattato il verde pubblico previsto...

Fiume Negrisia: non bastano i contributi ai libretti che riguardano il fiume; si è assistito in questi anni ad un reale impoverimento e degrado della biodiversità delle rive permettendo tagli indiscriminati delle alberature e poco rispetto delle sponde con pesanti azioni di diserbo. Nessun intervento concreto alla valorizazione dei tratti SIC ricadenti nel territorio comunale, nè proposte nel piano provinciale PTRC e nel nel piano intercomunale da parte dell' amministrazione Zanchetta, un regolameto rurale che non evidenzia le tutele necessarie all'importante corso.

Diradamento delle alberature nei pressi dell'alveo del Piave ....

Le poche e uniche alberature piantumate a Ponte di Piave in 5 anni di amministrazione Zanchetta .

Articolo per il giornalino dicembre 2008

“L’AMPLIAMENTO DELLA SCUOLA: GIUSEPPINI ADDIO!”

La Direzione Generale dell’Autorità di Vigilanza sui lavori Pubblici, ente nazionale che controlla la regolarità degli appalti, con deliberazione n. 41 del 24 settembre ha severamente censurato le procedure adottate dall’Amministrazione Comunale di Ponte di Piave per l’incarico di progettazione relativo all’ampliamento delle scuole elementari del Capoluogo.

Il testo della deliberazione ravvisa da parte della Giunta una manifesta violazione delle norme comunitarie”, “la violazione del generale principio della buona amministrazione”,”un comportamento censurabile sia perché non rispettoso delle normative, sia perché ha provocato un aggravio di costi”.

Per quest’ultimo motivo l’Autorità ha disposto l’invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti “per quanto di competenza”, in particolare per la spesa inutile di un progetto da 39.780 euro poi abbandonato.

Incurante della censura, la Giunta ha iniziato i lavori eliminando il parco giochi alberato adiacente alla scuola, principale polmone di verde pubblico nel centro urbano.

Questo colpo di mano a pochi mesi dalla scadenza elettorale pone inevitabili e pesanti interrogativi. E’ proprio necessario ed urgente un ampliamento della scuola del costo di euro 2.550.000 in previsione dei tagli e delle riduzioni prospettati dalla nuova legislazione scolastica o non si impone invece una pausa di riflessione e la valutazione di possibili modifiche? Si è calcolato che le previsioni di aumento degli alunni sono legate esclusivamente all’incerto incremento dei cittadini extracomunitari? Sono veramente di importanza preminente una nuova biblioteca, l’archivio, l’aula magna, rispetto ad altre reali esigenze quali la ristrutturazione degli edifici scolastici esistenti o la costruzione di un asilo nido? Si è considerato che il costo dei lavori contribuiranno, in modo determinante, a superare i limiti posti dal patto di stabilità, con la conseguenza che la futura amministrazione comunale sarà penalizzata da una riduzione dei già insufficienti contributi statali e gravata da vincoli e limiti di spesa?

La mancata risposta a questi interrogativi dà la conferma che il “cosiddetto ampliamento della scuola” è il pretesto, ben noto, di mascherare altri interessi, in primo luogo la costruzione di una nuova biblioteca comunale, spostando quella esistente presso Casa Parise, per dar luogo ad un Centro di Scrittori Veneti, nell’ambito del “business”, non solo culturale, creato attorno allo scrittore.

Da oltre due anni, Ponte 2000, oltre a denunciare sistematicamente le violazioni di legge della Giunta, ha proposto con insistenza di contenere nei limiti necessari le reali esigenze della scuola, acquistando, a sostanziale parità di costi, lo scolasticato dei Padri Giuseppini, auspicato da tutta la cittadinanza, per ospitare oltre alla biblioteca, archivio, sala conferenze, tutte le altre molteplici attività socioculturali del paese all’interno di un confortevole parco pubblico.

Tutti gli appelli sono rimasti inascoltati, compreso quello, più volte ripetuto, di indire una consultazione pubblica, come promesso dal Sindaco nel suo programma elettorale.

In conclusione i cittadini troveranno quest’anno nel pacco di Natale: la duplicazione di una biblioteca già esistente, un ampliamento della scuola non calibrato nelle sue reali esigenze, la perdita di un’area alberata in centro urbano ed il pressoché inevitabile addio alla futura speranza di acquistare lo scolasticato dei Giuseppini per lo storno dei fondi disponibili.

Buone Feste a tutti!

PONTE 2000

16 novembre 2008


L' AREA VERDE PUBBLICA, PIU' ESTESA DI PONTE DI PIAVE,
INTERESSATA DAL NUOVO EDIFICIO DI 6000 m^3 E PARCHEGGI
IERI
OGGI

cattivo esempio di ".....generale principio di buona Amministrazione....."





Scuola Elementare:
il p
rogetto finisce alla Corte dei Conti

«La direzione generale dell'Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici, con delibera del 24 settembre, ha censurato la scelta adottata dall'Amministrazione civica per l'affidamento dell'incarico di progettazione per l'ampliamento della scuola elementare del capoluogo. la delibera ravvisa "una manifesta violazione della normativa comunitaria e del generale principio di buona amministrazione. Un comportamento censurabile sia perché non rispettoso della normativa, sia per un aggravio di costi". Per questo motivo - l'Autorità ha disposto l'invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti per quanto di competenza, in particolare per l'eventuale addebito alla Giunta di una spesa di 39.780 euro del tutto inutile. All'origine del problema è l'affido discrezionale della progettazione dei lavori ad un tecnico di fiducia anziché l'assegnazione previo concorso pubblico ad una pretestuosa suddivisione per stralci dell'opera, al fine di giustificare atti assunti in palese violazione alla normativa comunitaria. PONTE 2000 ha segnalato agli organi competenti questi comportamenti ritenuti illegittimi, oltre a tutte le successive correzioni. Questa doverosa opera di controllo si è protratta per oltre due anni.
«Ciononostante Ponte 2000, fedele alla propria tradizione, conferma la volontà di riproporsi alle prossime elezioni amministrative di primavera, disponibile come sempre a collaborare con quelle forze politiche che lavorano per l'interesse generale della collettività»


l'atto finale: "un paesaggio lunare"













L’insegnante, deceduta a 100 anni, ha voluto donare agli allievi pontepiavensi la bandiera della sua prima scuola
Il Tricolore della maestra Vittoria arriva a Busco

Ponte di Piave(an.fr.) La bandiera tricolore della maestra Vittoria Biraghi è tornata fra gli scolari pontepiavensi. A distanza di parecchi anni è stato esaudito un ardente desiderio di questa maestra che, giovanissima, arrivò nella scuola elementare di Busco. Era il 1919: la cattedra di Busco era vacante, motivo comprensibile perchè la destinazione non era ambita, passando da quelle parti il fronte. Fresca di diploma, con l'ardore dei suoi giovani anni, si dedicò senza risparmiarsi ai bambini di Busco. «Allievi come i ragazzi di Ponte di Piave - soleva dire la maestra Vittoria - non ne ho trovati in nessun'altra scuola». I suoi scolari erano circa un centinaio, dai 6 ai 14 anni. Morta a Milano poco dopo aver compiuto i cent'anni, Vittoria ha sempre portato nel cuore i bambini di Busco. Tanto da voler donare loro la bandiera della sua «prima» scuola. Consegnato all'allora sindaco Gianni Marin, il tricolare venne affidato all'Associazione del Fante nel 2003. Ieri mattina alla presenza del sindaco Roberto Zanchetta, del dirigente Remigio De Fanti e di tutti i bambini, il tricolore è stato consegnato alla scuola da Fiorenzo Roma, presidente dell'Associazione del Fante. Il quale ha auspicato che gli scolari, nelle ricorrenze del 2 giugno, 25 aprile e 4 novembre, possano uscire dalle classi per partecipare alle cerimonie che ricordano il sacrificio compiuto da coloro che hanno combattuto per la Patria.

23 settembre 2008

PORTI SUL PIAVE: un danno erariale?

Ponte di Piave
«Danno erariale, contraddittorietà, ...

Ponte di Piave

«Danno erariale, contraddittorietà, incertezze di legittimità». Questi i dubbi suscitati in Consiglio regionale sul progetto di navigabilità del Piave recentemente presentato a Zenson di Piave. Un progetto che unisce i comuni di Zenson, Ponte di Piave e Salgareda. I dubbi sono stati espressi in settimana da Diego Cancian, consigliere regionale per il gruppo consiliare Progetto Nord Est, membro della II e III commissione consiliare.

Cancian ha chiesto precise spiegazioni in consiglio, inoltrando apposita interrogazione con risposta scritta. Sul progetto più volte il sindaco di Ponte di Piave Roberto Zanchetta per contro ne aveva sottolineato l'utilità per tutta l'area. Oggi la questione finisce in Consiglio regionale. Cancian spiega: «Dopo due anni di trattative, lo scorso 14 aprile è stato sottoscritto un protocollo di intesa per la realizzazione del progetto "Navigabilità del Fiume Piave" fra i comuni di Ponte, Zenson e Salgareda. Il progetto promosso dal comune di Ponte prevede la realizzazione di due punti di approdo per natanti di tonnellaggio imprecisato: uno in comune di Zenson, uno a Salgareda. Gli oneri, 150mila euro, sono a carico della Fondazione Cassamarca. Per la realizzazione, lo studio di fattibilità eseguito dalla Fondazione prevede interventi di scavo, asporto di materiale e messa in sicurezza dei manufatti: uno sforzo da 300mila euro interamente sostenuto dal Genio Civile utilizzando fondi del finanziamento regionale per la difesa del suolo. Quest'iniziativa è stata autorizzata dagli uffici regionali di competenza? Vogliamo sapere le motivazioni riguardo l'uso prioritario di risorse pubbliche rispetto a più urgenti necessità per la difesa del fiume. È giustificabile continua finanziare un progetto in cui il capitale pubblico sostiene un'iniziativa privata e non viceversa? Come si può costruire manufatti in un tratto di fiume ad elevata pericolosità, come classificato dalla vigente norma sulla sicurezza idraulica? Si ipotizza un piano di navigabilità senza coinvolgere comuni direttamente interessati, da Jesolo a Noventa di Piave. Ponte invece che coinvolgimento ha? Richiediamo le motivazioni di un progetto che presenta evidenti aspetti di contraddittorietà: sono infatti fondate le ipotesi di danno erariale per uso incongruo di risorse pubbliche. In particolare vorremmo sapere - conclude in maniera netta Cancian quali rapporti intercorrano fra enti pubblici, Genio e privati, Fondazione e proprietari della Casa Parise per escludere ogni ipotesi di incertezza sulla legittimità dei fini».

L'interrogazione è stata depositata mercoledì scorso.G.R (Gazzettino)

15 settembre 2008

PONTE2000 -------> osservazioni al PTCP

Ponte di Piave: 14-settembre-2008

All’ attenzione del: Settore Ambiente e Pianificazione Territoriale

Provincia di Treviso, Viale Cesare Battisti, 30 - 31100 Treviso

Oggetto:

Osservazioni al PTCP adottato dal Consiglio Provinciale

con delibera 25/66401 il 30 giugno 2008

Documento di piano 3.3.1.3 assetto idrogeologico – interventi per la mitigazione della pericolosità idraulica.

Si condividono le pessimistiche previsioni su una efficace mitigazione dei grandi eventi di piena, per la rilevante onerosità degli interventi previsti ed i tempi necessari per la loro attuazione.

Va peraltro osservato che in tema di sicurezza idraulica esiste una serie di disposizioni normative od in via di approvazione, dal Piano per la Sicurezza Idraulica del Medio e Basso Corso , al PAI, alle previsione del piano Strategico ex art.26 L.R.11/4 .Queste normative pur presentando talvolta fra loro macroscopici aspetti di contraddittorietà o di dubbia efficacia prevedono anche interventi attuabili nel breve periodo, tali da consentire la permanenza, spesso obbligata, dei residenti in ambito golenale in condizioni di vita meno disagiata. Nella sostanziale impossibilità, come nel caso della residenzialità diffusa intragolenale a Maserada, di attuare una problematica delocalizzazione anche con i meccanismi incentivanti previsti dalla legge 11/04, potrebbero risultare di grande utlità le proposte formulate dalla G.R. nelle osservazioni al Piano Stralcio per la Sicurezza. Una realistica e meditata riflessione sulle aree a modesta o moderata sommersione garantirebbe il miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti senza alcun aumento del gradiente di rischio.

Analoghe considerazioni valgono anche per il PAI di cui alcuni vincoli andrebbero produttivamente rimossi perché non adeguatamente giustificati in rapporto a specifiche realtà locali.

Compito essenziale dell’amministrazione provinciale e dei comuni interessati sembra quello di attivarsi per una sollecita approvazione dei due piani le cui disposizioni saranno pregiudizialmente vincolanti per gli interventi di pianificazione subordinati, quali il progetto intercomunale dei comuni del medio corso del fiume.

Data la peculiarità geomorfologia dell’area delle “Grave”, la complessità e l’interferenza di vari e particolari problemi che la caratterizzano, il grande numero di disposizioni normative spesso divergenti se non addirittura contraddittorie, sembra opportuna una specifica valutazione condivisa dalla totalità dei Comuni interessati e non soltanto da alcuni e l’elaborazione di disposizioni normative omogenee, ma rispettose delle singole e diverse realtà locali.

Documento di piano 3.6.4.2.3 navigabilità dei fiumi.

La navigabilità del Piave nei due soli comuni trevigiani di Zenson e Salgareda dove è teoricamente praticabile previa realizzazione di interventi onerosi, oltre che preliminarmente concertata con i comuni interessati della provincia di Venezia, va attentamente valutata ai fini della sicurezza idraulica .

Le opere previste al 20 del comma 4.4 del Progetto Intercomunale di assetto Urbanistico ambientale del Piave sottoscritto di recente da Provincia e vai Comuni prevede la realizzazione di opere di supporto e manufatti (approdi già oggetto di studio e progettazione conseguita da parte di privati e genio Civile di Treviso) incompatibili con le vigenti disposizioni sulla sicurezza idraulica.

In riferimento al suddetto Piano ci permettiamo di effettuare, come gruppo consiliare lista civica PONTE 2000 del Comune di Ponte di Piave, limitatamente al territorio dello stesso, alcune osservazioni di natura ambientale, con lo scopo di offrire, se possibile, un contributo al piano del quale apprezziamo i contenuti e lo sforzo per la sua stesura.

A) In riferimento alla Tavola 1-1-B Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale. Aree soggette a tutela, il corso del torrente Negrisia, ricadente nel territorio di Ponte di Piave e indicato limitatamente allo stesso comune come area SIC, non appare sufficientemente valorizzato come risorsa ambientale, se non in due brevi tratti. A nostro avviso l’intero corso il corso merita una maggiore salvaguardia con prevalente riguardo alle sponde che attualmente versano in grave stato a causa del diserbo e di tagli arborei che con regolarità vengono praticati e che per lunghi tratti hanno drasticamente impoverito il ricco patrimonio di flora e fauna originario.

















Nella stessa tavola l’esistente “orto botanico (oasi delle grave)” (rif. 1), un’area attrezzata di 6000 m^2 tenuta a boschetto, di proprietà del comune di Ponte di Piave e metariconosciuta per il suo elevato valore ambientale, non appare sufficientemente valorizzata come area soggetta a tutela. Si chiede di estendere il vincolo all’area indicata.







B) Nel territorio di Ponte di Piave, in ambito golenale esistono alcuni residui boschivi storicamente indicati come “boschette” (rif. 2) che la coltura intensiva ha via via limitato ma che, nonostante le esigue dimensioni di circa 1000 m^2 ciascuna, mantengono caratteristiche di ricco ecosistema oltre che essere elementi caratteristici del paesaggio.

C) Lungo la statale Postumia, in prossimità dell’ incrocio con il canale Grassaga è presente una piccola area boscata (rif. 3), biotopo ricco dal punto di vista della flora presente e residuo di una bolla di risorgiva, già indicata in antiche carte come il catasto Austriaco e indicata nel vigente PRG comunale. Queste residue realtà del territorio, pur limitate, meritano una adeguata tutela.






***Si allegano le foto relative alle osservazioni A-B-C e alcune foto per segnalare l’attuale situazione di degrado di ampi tratti del fiume Negrisia nell’area SIC in territorio di Ponte di Piave.

Negrisia: stato di grave degrado ambientale delle rive

Gruppo Consiliare Ponte2000

Comune di Ponte di Piave

06 settembre 2008

Al Gazzettino di TREVISO

Risposta all’articolo del 5 settembre

POLIZIA LOCALE E REGOLAMENTO DA RIVEDERE

In tema di Polizia urbana:

Le recenti disposizioni legislative in materia di ordine pubblico e le dirette e maggiori responsabilità decisionali affidate ai sindaci hanno sollecitato l’attenzione del primo cittadino di Ponte di Piave (contro la corsa all’ordinanza –GAZZETTINO del 5 settembre). Nell’incertezza di assumere delicati provvedimenti di dubbia o discutibile legittimità, specie nei confronti di cittadini stranieri verso i quali ha sempre adottato una politica ambigua, il sindaco, dopo aver costantemente ignorato ogni proposta dei consiglieri comunali ed emarginato il ruolo del consiglio, colto da un imprevisto sussulto di democrazia, chiede collaborazione a tutti i consiglieri “nessuno escluso” per la stesura di un nuovo regolamento di polizia urbana. Di fronte al rischio di assumersi scelte rischiose pagando di persona è preferibile rinunciare, per una vota, ad ogni protagonismo e visibilità personale e coinvolgere la responsabilità di tutti. La scarsa consuetudine al confronto democratico non viene scalfita e riemerge però anche in questa occasione. Sede della discussione e delle decisioni conseguenti non sarà infatti, secondo logica, il Consiglio Comunale ma un’apposita commissione dove i pochi componenti prenderanno atto di decisioni già assunte che coinvolgeranno poi, rendendolo corresponsabile l’intero Consiglio.

PONTE2000