25 maggio 2010

“Ampliamento scuola elementare del capoluogo”

Un nuovo capitolo della infinita tragicommedia

Dopo la bocciatura del primitivo progetto 2006 da parte dell’Autorità di Vigilanza sugli appalti per violazione delle normative comunitarie ed il conseguente rinvio alla Corte dei Conti per danno erariale, la Giunta comunale ha approvato un nuovo progetto complementare diverso dal primo con costose varianti (nuova area coperta a serra, tetto rivestito di manto erboso, nuova centrale termica).

Le iniziali previsioni di spesa pari ad euro 2.550.000 rimanevano tuttavia invariate. I lavori iniziati a novembre 2008 e da completare entro maggio 2010 sono subito cominciati male con ritardi continui dei tempi programmati, gravi carenze organizzative e sulle norme per la sicurezza, irregolarità sull’esecuzione di opere in cemento armato tali da indurre il direttore dei lavori a sollecitare il Comune alla rescissione del contratto per colpa grave dell’impresa.

La Giunta comunale ha invece incredibilmente preferito concludere un “accordo bonario” con la ditta a cui, invece di chiedere i danni, ha corrisposto in via transattiva 324.970 euro e rinunciato a riscuotere la cauzione disponibile di euro 227.180.

Il comune ha inoltre concordato che i ruderi attualmente visibili vengano in parte demoliti ed in parte conservati, accettando ogni possibile rischio per il futuro edificio adibito a scuola ed in zona di recente classificata sismica.

A seguito di un’ulteriore gara di appalto pubblicato lo scorso febbraio e scaduta l’ 8 aprile mantenendo sempre le stesse previsioni di spesa del 2006, la Giunta ha aggiudicato, sia pure in via provvisoria i lavori alla ditta CMP (Cooperativa Padovana Muratori) che ha offerto l’incredibile ribasso d’asta del 40,471%. Da notare che due sole altre ditte, fra le 42 concorrenti, hanno offerto ribassi superiori al 30%. Tutte le rimanenti si sono più o meno avvicinate al valore soglia del – 23%

Il Sindaco elogiando pubblicamente i politici promotori dei benefici ottenuti nella recente campagna elettorale, ha dimenticato la Befana!

Assicuriamo i cittadini un attento controllo sugli sviluppi e la legittimità di questa singolare vicenda

( informativa del consigliere Boer comparsa sugli organi di informazione nel mese di maggio )

18 maggio 2010

= ALLARME SUL TRASPORTO PUBBLICO =

Sembra, da notizie stampa, che l’Ente Ferrovie RFI intenda sopprimere il servizio di trasporto passeggeri su alcune linee considerate non remunerative tra le quali la tratta Treviso Portogruaro.

E’ necessario che le amministrazioni dei comuni interessati si attivino con sollecitudine per contestare tale dannosa iniziativa.

Ricordiamo che nell’accordo di programma sottoscritto da Comuni, Regione, ANAS e FF.SS. per l’ampliamento della Statale Postumia e la costruzione dei sottopassi ferroviari, i Comuni avevano posto come condizione determinante per la firma, l’istituzione di un servizio trasporto passeggeri adeguato sulla tratta destinata esclusivamente a trasporto merci.

L’accordo ha comportato oneri per i Comuni. In particolare a Ponte di Piave, per consentire l’abbattimento del casello necessario per realizzare il sottopasso di via Roma, il Comune ha dovuto sostenere l’onere della ristrutturazione della stazione per alloggiare il casellante sfrattato, ottenendo in cambio il comodato d’uso gratuito dell’edificio il quale di recente è stato affidato al gruppo di volontariato “Insieme”.

Considerando inaccettabile che il cambio dell’Ente gestore delle Ferrovie possa invalidare un accordo in essere nel momento di passaggio delle competenze, con danno grave per i cittadini utenti.

Ci auguriamo che il Sindaco dimostri una maggiore attenzione e concretezza nel contrastare questa idea, di quanto offerto nella discussa vicenda della bretella stradale del centro, per evitare la viabilità ed in particolare il trasporto pubblico già estremamente precario, arrivi al collasso.

Ponte2000

29 aprile 2010

"Piave Blindato ? "

Ponte di Piave 28-04-2010
In previsione delle festività del 25 aprile e 1 maggio il Sindaco aveva assicurato la "blindatura" del Piave e maxicontrolli rigorosi a tutela dell'ordine pubblico di fronte al consueto assalto di vacanzieri.

Le misure di sicurezza annunciate a seguito di affollati vertici con l'ntervento di di amministratori, forze dell'ordine, personale ausiliario e volontario, prevedevano l'intervento di "pattuglioni" composti da forze di polizia municipale dei cinque comuni do Ponte di P. Salgareda S.Polo, Ormelle, Cimadolmo a partire dalla sera del giorno 9 conturni di vigilanza notturna programmati.

La Regione ha contribuito all' iniziativa con lo stanziamento di 60.000 Euro . Qualcosa non ha però funzionato la notte del 24. I residenti nell'area vicino alla "casa brusada" lamentano di non aver chiuso occhio fino all'alba a causa della musica assordante proveniente dalle rive del fiume.
Una verifica eseguita dopo due giorni ha consentito di documentare fotograficamente una situazione incredibile: alberi anche di alto fusto abbattuti ed utilizzati per costruire precarie strutture di ricovero, distruzione del sottobosco, residui dei bivacchi, persino la prersenza di un frigorifero.





Ci auguriamo che i controlli sicuramente condivisibili, superato il periodo di rodaggio, raggiungano concretamente i loro obiettivi.



intanto....
"fumo e arrosto"

15 aprile 2010


Un Piave in verità dimenticato

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Articolo pubblicato in OggiTreviso

Ponte di Piave - Il gruppo politico di opposizione Ponte 2000, di Ponte di Piave, in una nota, critica l'attuale situazione relativa al fiume. In una nota, Ponte 2000 risale al vertice sulla sicurezza pubblica della settimana scorsa tenutosi in comune.

In quell'occasione si fece il punto per eviutare noie durante le scampagnate del 25 aprile.

«Giusto invitare al rispetto delle cose e delle persone in occasione delle tradizionali uscite primaverili lungo il Piave cercando di sensibilizzare e responsabilizzare i gitanti a comportamenti civili» dice il gruppo.

«Soltanto in questi giorni di aprile/maggio si sente alzare la voce, si parla di territorio pieno di insidie e si mettendo in campo forze e mezzi. In altre occasioni, si è lasciato che le acque scorressero minacciose sotto i nostri ponti.

In questi ultimi anni le Istituzioni hanno predicano bene ma hanno razzolato male in tema di rispetto per il nostro Piave In verità il "vero attacco" al tratto di fiume che interessa Ponte di Piave è già avvenuto.

In particolare:

1) L'asporto delle ghiaie per 500.000 m.cubi ha provocato e continua a provocare sacche di erosione sempre più vaste che stanno intaccano le rive in modo preoccupante (vedi riva Zamuner, difesa dal Santo, il tratto monte dell'Orto Botanico) raggirando i tentativi di difesa inutilmente improntati. La movimentazione di inerti e l'asporto di legname, si sono protratti per un anno ha procurando non poco disagio ai residenti rivieraschi per rumori, passaggio di mezzi pesanti su strade poco idonee.

2) In questi ultimi anni, lungo le rive del Piave abbiamo assistito al taglio sistematico e massiccio di piante anche in periodi poco idonei (nidificazione) seguito da ridicoli tentativi dichiarati di "giardinaggio" sulle rive, con piantumazioni che sono state risucchiate alla prima piena. E' stato così eliminato il naturale pannello fonoassorbente che le schiere di alberi costituiva nei riguardi del nostro paese. I rumori causati dal traffico in statale e dal passaggio dei treni oggi si estendono amplificandosi profondamente nel territorio, con notevole peso acustico per i timpani dei cittadini.

3) E stata approvata in via esecutiva la costruzione di porticcioli, uno dei quali nei pressi della casetta di Parise, per natanti motorizzati con impatto negativo nei riguardi di un' ecosistema già fuori equilibrio. Gli attracchi sono palesamente destinati a sommergersi di parecchi metri ad ogni pur piccola morbida del fiume. Il costo di questi manufatti, (300.000 Euro a carico del Genio Civile) poteva essere destinato a concrete opere di difesa e le spese di manutenzione future di cui si è fatto carico anche il Comune di Ponte di Piave, usate per manutenzioni di opere più importanti per parte dei cittadini.

4) E le famigerate casse d'espansione? Mentre si sta cercando l'ago nel pagliaio, dei gitanti domenicali più o meno educati, nessuno ci informa (...o forse non si è accorto) che queste folli opere sono state reintrodotte alla chetichella nel Piano per la Sicurezza Idraulica, approvato nell'ottobre 2009 con esecuzione nel "breve termine". Queste dighe costituiranno un danno enorme dal punto di vista ambientale, sconvolgendo per intero il ricco ecosistema presente nel territorio golenale. Da considerare che con una piena come quella del 2002 tutto il territorio di Ponte di Piave sarebbe messo sotto scacco da un muro d'acqua alto quanto gli argini maestri : 8 m d'acqua!. Oggi, ci si limita a bloccare i ragazzi maleducati in scooter lungo le piste del fiume o figurare di raccogliere una cartaccia abbandonata.

5) I parcheggi non esistono, in una golena oramai occupata dai vigneti a Prosecco, con elevati fattori di carico inquinante, a pochi metri dall'alveo ed in terreni altamente permeabili. Mancano totalmente le vie di accesso al fiume. Le poche esistenti sono spesso bloccate da cumuli di ghiaia erti volutamente per impedire il transito ed attraversano proprietà private» conclude la nota.

Sullo stesso tema : Gazzettino di TV

Autore:

03 aprile 2010

LEVADA , ZANCHETTA & "PIAZZA IN SFACELO"



Nella Tribuna del 2 aprile il Sindaco dà un nuovo saggio della sua principale preoccupazione:
quella di attribuire interamente le responsabilità dell'inerzia ed inefficienza della attuale giunta alla precedente Amministrazione.

Questa volta nel mirino c'è Piazza Castel Ginest di Levada che il Sindaco ha solennemente a suo tempo inaugurata pur non avendo alcun merito per la sua realizzazione.
Lamenta il nostro uno stato di completo sfacelo della piazza , la necessità di continui interventi di manutenzione ed esprime il netto rifiuto di procedere ad una costosa "riqualificazione".

C'è qualcuno a Levada che rimpiange il precedente squallido piazzale asfaltato?

Qualcuno non ha ancora spiegato al Sindaco che l'ordinaria manutenzione dei luoghi pubblici rientra negli obblighi del Comune e che la necessità di interventi straordinari si rende necessaria quando non vengono correttamente eseguiti quelli ordinari?. Se un cittadino acquista una Panda e la trascura fino a ridurla ad un rottame, la colpa non è certo della Fiat !!!

Sarebbe interessante conoscere dal Sindaco come intende "riqualificare" (non a parole) il centro di Levada e come provvederà a trovare opportuni spazi per il gioco dei bambini, visto che l'area verde in Via dei Fanti, a tal fine destinata dalla precedente amministrazione , è stata recintata e sottratta così al libero uso pubblico, per costruire un secondo inutile campo di calcio affidato in gestione esclusiva ad una società privata.

Infine una risposta chiara dal Sindaco alla domanda perché, contestualmente al rifiuto di investire risorse pubbliche doverose nel proprio comune, ha sottoscritto d'intesa con Genio Civile, Fondazione Cassamarca, Comuni di Salgareda e Zenson, un protocollo d'intesa per provvedere alla "manutenzione ordinaria e straordinaria" di un inutile porticciolo turistico sul Piave in Comune di Salgareda nell'ambito di un progetto già esecutivo. Il tutto senza nemmeno coinvolgere o almeno informare il Consiglio Comunale .

Gruppo d'Iniziativa Civica Ponte 2000
immagine di Gianni Desti

01 aprile 2010

“Il Baseball emigra a Negrisia e rende più ricco il Comune”

Sembra finalmente in dirittura d’arrivo la trattativa per il trasferimento del campo di baseball a Negrisia, dopo anni di attesa. La buona notizia della realizzazione di un impianto sportivo all’altezza della tradizione di questo sport a Ponte di Piave è però fortemente turbata dalle discutibili procedure poste in atto dall’Amministrazione Comunale.

Il Comune acquisirà da un privato un’area di 40.000 m^2 sui quali verrà realizzato il nuovo impianto e spostato l’esistente campo di calcio. La contropartita sarà la concessione al privato di edificare 17.000 m^3 in via De Faveri (volume corrispondente a circa due terzi dei condomini di piazza Marco Polo ! ). L’introito per le casse comunali di 70.000 euro. Per la concessione è del tutto insufficiente per realizzare anche uno solo dei due campi previsti.
L’affermazione del Sindaco che il Comune diventerà “più ricco “ è pertanto contraria al vero.
Ancor più inaccettabile appare la volontà di costruire nell’area liberata dell’attuale campo di baseball, di nuovo palazzetto dello sport. E’ incredibile immaginare un impianto sportivo, con le intuibili esigenze dei posteggi e di difficoltà di traffico, edificato in pieno centro urbano a meno cento metri dalla Chiesa Parrocchiale, anziché nella sede più vocata e disponibile lungo via Europa, come progettato a suo tempo dalla Amministrazione di Ponte2000.

Ponte2000

25 marzo 2010

" LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO "



Con l’approssimarsi della scadenza elettorale cresce l’attenzione per il by pass di Ponte di Piave.

Le ragioni di questa sollecitudine nascono dal comune interesse che le due parti politicamente in causa cercano di rivendicare a proprio credito.

Il Sindaco Zanchetta deve lasciarsi alle spalle le pittoresche iniziative assunte in passato: la questione delle Banche, gli interventi a carico delle casse comunali, il “flop” delle manifestazioni contro Provincia e Regione rimaste del tutto inascoltate.

La Lega Nord, patrocinata dalla Amministrazione Provinciale deve far dimenticare la recente incredibile sconfitta nelle elezioni comunali pur essendo nettamente il partito di maggioranza relativa e potendo contare sull’ 80 % dei possibili consensi. La realizzazione del by pass potrebbe segnare l’avvio della sua resurrezione.

La montagna di chiacchiere fin qui spesa nel passante sembra aver finalmente partorito il topolino con la promessa di un primo contributo da parte della Regione Veneto …. Del tutto insufficiente ma comunque significativo. E auspicabile che, passata la tornata elettorale non si torni alla serie infinita dei “summit” delle sterili discussioni fin qui seguite in attesa delle future prossime elezioni.

A conclusione di studi, progetti, proposte il pensatoio che rappresenta tutti gli enti coinvolti, sembra aver concluso che la soluzione più razionale sia ancora quella a suo tempo (lontano!) concertata dalla Amministrazione di Ponte2000 e Provincia di Treviso i cui lavori già iniziati sono stati sospesi con l’avvento della giunta Zanchetta.

PONTE2000

19 febbraio 2010

Scuola dell'infanzia a Negrisia


In relazione all’art: “Scuola dell’infanzia a Negrisia” (Gazzettino 19-02)

= UNA PROPOSTA DI PONTE2000=

Ancora una volta il Sindaco Zanchetta interviene sulle difficoltà della scuola lamentando le carenze di Stato e Regione nel sostegno delle attività didattico educative.
Non riteniamo che il Sindaco abbia grandi meriti come difensore della scuola tenuto conto della sua incredibile rinuncia al contributo regionale per costruire l’asilo nido progettato dalla precedente amministrazione (asilo che è poi stato realizzato da privati perché assolutamente necessario a Ponte di Piave) e gli oltre 2milioni e mezzodi € versati nel baraccone mangiasoldi in costruzione presso la scuola elementare di Ponte di Piave, dove, a fronte di sole 5 nuove aule verrà edificata una nuova biblioteca, l’auditorium (mai richiesto dalla scuola!) e l’archivio comunale.

Una concreta proposta per verificare il reale interesse del Sindaco per la scuola:
l’Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici ha deferito alla Procura della Corte dei Conti il Sindaco perché, in violazione delle normative comunitarie ha assegnato la prima progettazione del baraccone (la nota “moschea”) ad un tecnico di fiducia anziché tramite pubblico concorso.

La procedura è stata bocciata dall’Autorità di Vigilanza e la spesa progettuale di 39.780 € addebitata alla responsabilità pecuniaria del Sindaco contravventore e dei consiglieri che la hanno condivisa.

Impiegare queste somme una volta introitate nelle casse comunali per le necessità urgenti della Scuola di Ponte in particolare la scuola materna di Negrisia, consentirebbe al Sindaco di pagare doverosamente il suo debito per le irregolarità amministrative commesse e di dimostrare con i fatti e non solo con le parole l’amore per la Scuola.

Ponte2000

02 febbraio 2010

POSTUMIA : un sogno

2004-- A GALAN: SUBITO I SOLDI O BLOCCHEREMO LA POSTUMIA
In previsione delle imminenti scadenze elettorali si riaccende il problema della circonvallazione al centro urbano. In alternativa alle folkloristiche iniziative assunte in passato dal Sindaco (la questua agli istituti di credito, l’esecuzione della rotonda nell’incrocio fra Postumia e Jesolana a spese del Comune, le minaccie a Provincia e Regione ) si ripropone ora il tracciato nel territorio di Salgareda fortemente avversato, e con evidenti ragioni dall’amministrazione di quel Comune. Si tratta di una chiara manovra elettorale destinata, purtroppo per noi a cadere. Il contemporaneo impegno di risorse su altri tratti della Postumia (8 milioni di Euro in Comune di S. Biagio) conferma ancora una volta che finché Ponte di Piave non cambierà amministrazione il bypass resterà un sogno.

01 febbraio 2010

PROMESSE e REGOLE DEMOCRATICHE DI DIALOGO


La pubblicazione del giornalino “Quì Ponte” conferma che nulla è cambiato a Ponte di Piave dopo le elezioni del 2009.
I 4474 cittadini elettori si sono riconosciuti in due schieramenti separati da soli 106 voti di scarto. Ebbene per ospitare opinioni critiche proposte dalla metà degli elettori contrari al Sindaco il giornale riserva una sola pagina su tante. Riteniamo che le ditte locali che sostengono integralmente l’onere della pubblicazione devono meritare maggior spazio e attenzione per gli attuali gravi problemi di categoria piuttosto che dover sopportare le ripetute ed in ogni caso indebite esercitazioni letterarie dell’assessore alla cultura. Gli encomiabili successi di atleti pontepiavensi nelle diverse discipline appaiono pubblicizzati in modo tale da apparire prevalentemente merito della Giunta che non a dirigenti ed atleti che sacrificano il tempo e il denaro per ottenerli. Continua ininterrotta l’illustrazione della lunga serie di mercatini, delle feste delle zucche, di ogni possibile cerimonia, alcune anche apprezzabili, ma vengono sistematicamente ignorati i veri problemi del paese sui quali i cittadini vorrebbero essere informati ed esprimere le loro opinioni favorevoli e la partecipazione attiva della cittadinanza critiche.
E’ troppo chiedere al Sindaco il rispetto delle promesse elettorali di un costante dialogo almeno nelle grandi scelte che la coinvolgono secondo le elementari regole della democrazia?

29 gennaio 2010

cattivi esempi


Il regolamento polizia urbana approvato lo scorso anno vieta (art 24) di imbrattare con scritte, affissioni disegni…gli edifici pubblici e privati.
Tale norma è certo opportuna vista la diffusione ampia di ogni sorta di manifesti specie sui muri di esercizi pubblici.
Peccato però che il primo contravventore sia proprio il Sindaco, che utilizza tali spazi vietati, per pubblicizzare ogni iniziativa del Comune (a cominciare dalle convocazioni del Consiglio Comunale). Poiché le autopromozioni del Sindaco non mancano di mezzi idonei: bacheche, appositi tabelloni, totem pubblicitari, sarebbe ancor più necessario da parte del primo cittadino quel rispetto della legge che pretende dai comuni cittadini.

04 novembre 2009

"...un mazzo di fiori e qualche lumino..."


L'articolo del 31-10 in cronaca di Ponte di Piave "Roma taglia i crisantemi ai caduti" appare del tutto condivisibile laddove sottolinea la colpevole inerzia del governo che non eroga i fondi necessari alla doverosa manutenzione dei sacrari che custodiscono le salme di migliaia di caduti nel primo conflitto mondiale.
L'esigenza di una degna attenzione alla memoria di questi soldati morti per difendere i confini della Patria, è particolarmente avvertita nelle terre del Piave, luoghi delle più cruente e decisive battaglie, ricordati nelle solenni celebrazioni del 4 novembre nel monumento ossario di Fagarè. Quello che sorprende è l'indignazione espressa dall'assessore alla cultura di Ponte di Piave, che, nel fervore della protesta, dimentica il ventaglio di bandiere tricolori issate per onorare i caduti sul ponte del fiume sacro lasciate marcire da oltre un anno nella più desolante incuria ed abbandono. Ancor più sorprendente appare la generosa disponibilità " a ricavare un piccolo capitolo di bilancio per acquistare almeno un mazzo di fiori e qualche lumino per abbellire il monumento di Fagarè in occasione del 2 e 4 novembre" .
Questa insignificante offerta apparirebbe meno sgradevole ed offensiva per la memoria dei caduti se adeguatamente sostanziata da una dignitosa ( e doverosa) parte dei fondi pubblici sperperati dalla Giunta Comunale in manifestazioni di dubbio interesse per la comunità

07 ottobre 2009

.....e io pago


Ampliamento Scuola Elementare
..... Di male in peggio......

La costruzione del "cosiddetto" ampliamento della Scuola Elementare, scelto dalla Giunta in alternativa all'acquisto dei Padri Giuseppini, sta alimentando lo sperpero di denaro pubblico.
Sottolineiamo ancora una volta, che il Sindaco si ostina a realizzare un'opera già bocciata dall'Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici, per contravvenzione alla normativa Comunitaria e Nazionale e già denunciata alla Corte dei Conti per il conseguente danno erariale.

L'esecuzione dei lavori è stata affidata, frettolosamente e senza la preventiva e doverosa verifica di affidabilità per esigenze elettorali, ad un consorzio estemporaneo di imprese.

Lo stralcio fin qui edificato risulta essere in palese contravvenzione con le normative per l'esecuzione di opere in cemento armato; le disposizioni di sicurezza del cantiere; le specifiche direttive per l'edificabilità in zona sismica e senza una costante presenza dei responsabili del cantiere. L'interruzione prolungata dei lavori senza le necessarie misure di protezione dei manufatti in calcestruzzo con il loro conseguente deterioramento.
Questi rilievi critici risultano espressi dagli stessi operai del cantiere, dai privati cittadini e da tecnici estranei alla amministrazione Comunale ed appaiono ancora più preoccupanti trattandosi di una scuola.

Abbiamo proposto al Sindaco, per contenere ulteriori ed inutili sprechi di risorse pubbliche, di limitare le dimensioni del progetto completando l'esecuzione delle sole aule scolastiche trasferendo le risorse disponibili all'acquisto dei Giuseppini, senza ottenere il minimo riscontro. Il Sindaco sembra invece intenzionato a far proseguire il lavoro ad un'altra ditta, che, considerata l'inaffidabilità delle opere fin qui eseguite dovrà probabilmente riprendere tutto il lavoro dall'inizio.
Riteniamo doveroso, da parte del Sindaco, motivare e giustificare questa scelta, magari nel corso di un incontro pubblico, ma non ci illudiamo.
Invitando i cittadini a prendere coscienza del cattivo uso che viene fatto dei loro soldi, assicuriamo una assidua vigilanza, perché gli sperperi denunciati vengano sanati dai responsabili e non dall'intera comunità.

Ponte2000


05 settembre 2009

SCUOLA ELEMENTARE: FERMI I LAVORI

Quando nel 2006 la Giunta Comunale ha scoperto l’improvvisa ed urgente necessità di ampliare la scuola elementare del capoluogo, Ponte 2000, con interpellanza scritta, suggerì al sindaco di consultare il progettista arch. Davanzo, disponibile a collaborare a titolo non oneroso con l’amministrazione il Sindaco nonci degnò di una risposta e in contrasto con le norme vigenti, affidò il progetto ad un tecnico di fiducia, includendovi la realizzazione di una nuova biblioteca, un auditorium e l’archivio comunale.


L’Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici ha bocciato le procedure adottate dalla Giunta e denunciato il conseguente danno erariale alla Corte dei Conti. L’attuale progetto è pertanto illegittimo perché privo delle necessarie autorizzazioni. Abbiamo ripetutamente richiesto al Sindaco, specie dopo le restrizioni previste dal decreto Gelmini, di procedere al solo ampliamento della scuola acquistando lo scolasticato dei Padri Giuseppini, a sostanziale parità di costi, per realizzare biblioteca, auditorium e archivio. Ancora nessuna risposta questa richiesta ampliamente condivisa dai cittadini.
Il Sindaco ha dato inizio ai lavori contestati poco prima delle elezioni, perché, convinto di per dere, voleva lasciare la castagna bollente nelle mani dei nuovi amministratori. Un affido evidentemente incauto per l’esecuzione dell’opera ha causato ritardi, contestazioni fino alla denuncia allo SPISAL da parte degli stessi lavoratori ed alla attuale chiusura del cantiere. La nuova proposta di Ponte2000, data l’eseguità del fabbricato,è quella di completare ed utilizzare lo stralcio già in atto per la sola costruzione delle aule necessarie, trasferendo la collocazione di biblioteca, auditorium ed archivio nello scolasticato dei Giuseppini il cui acquisto è già in programma. I vantaggi sono del tutto evidenti: si sanerebbe una pericolosa ed esosa situazione di illegittimità; si limiterebbero i pesanti danni economici legati a scelte sbagliate, si ridurrebbe l’impatto visivo eliminando il tetto a “moschea” previsto in progetto; si darebbe infine un senso ed una giustificazione all’acquisizione dello scolasticato.
Rifiutare questa razionale “via di uscita” darebbe puntuale conferma al giudizio ormai prevalente nell’opinione pubblica, che il vero obiettivo di tutta questa operazione è l’edificazione di una nuova biblioteca in cui trasferire quella già esistente in Casa Parise destinata ad allocare il Centro degli Scrittori Veneti, nell’ambito di un progetto complessivo di tipo cultural-imprenditoriale sul quale, insistiamo ancora una volta, va fatta la necessaria chiarezza.
“ movimento di iniziativa civica”
PONTE2000