12 luglio 2010



Dott. Gianni Marin

Tenace, schietto, battagliero ma soprattutto affidabile: capace di essere sempre presente nel momento del bisogno, come solo un vero amico sa fare.

Intelligente e acuto sei stato appassionato alla “buona “ politica, purtroppo oggi quasi estinta, negli anni 90 hai fondato la Lista Civica Ponte 2000 con la quale hai governato 9 anni con rettitudine da oculato amministratore della cosa pubblica, senza condizionamenti politici, rendendo conto del tuo operato solo ai tuoi cittadini.

Maestro instancabile, sei riuscito a trasmetterci l’entusiasmo per quella politica che mette la persona al primo posto, dimostrando sensibilità particolare verso gli anziani, i bambini e le persone disagiate, scelta che avevi fatto anche nella vita professionale.

Sei stato sempre in primo piano sui temi ambientali che sono legati al nostro benessere e alla salute pubblica.

Ci hai insegnato ad essere ottimisti, combattivi ma sempre onesti corretti e pronti difendere ideali come giustizia e lealtà.

Siamo vicini alla famiglia con la quale condividiamo il dolore per la scomparsa di una grande persona alla quale intendiamo continuare ad ispirarci.

11 luglio 2010

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26 giugno 2010

5.550.000 €


I “FURBETTI DEL MUNICIPIO”


Il patto di stabilità, approvato dalla manovra economica del governo, pone, com’è noto, un tetto di spesa invalicabile per i comuni. Sono colpiti indiscriminatamente tutti gli Enti locali virtuosi o meno.

Ai Comuni è stata imposta la scelta iniqua di limitare l’esecuzione di opere pubbliche, migliorare i servizi, pagare i creditori pur avendo la disponibilità finanziaria, oppure sfidare coraggiosamente i vincoli del patto per attuare interventi considerati indispensabili e garantiti dalla necessaria copertura economica.

L’amministrazione Comunale di Ponte di Piave, unica in Provincia, ha scelto l’inedita ed ardua terza via di eludere il rigore della legge progettando due grandi opere pubbliche del costo complessivo di 5.550.000 €.

Per il progetto del complesso polivalente adiacente alla scuola ha cercato di aggirare la normativa nazionale ed europea degli appalti. Scoperta e censurata dalla competente Autorità di controllo si è acceso un contenzioso tuttora pendente. I risultati dopo 4 anni risultano visibili dallo stato del cantiere bloccato da un anno e senza previsioni certe per il futuro. I danni fin qui subiti ammontano a circa 700.000 oltre alle spese per il muto ventennale già acceso nel 2008.

Per l’esecuzione del Palazzetto dello Sport è stata scelta la via del leasing con un privato, sempre per sfuggire ai rigori del patto, benché più onerosa e di dubbia legittimità. Il contratto di locazione è stato sottoscritto il 24.3.2010 e prevede una spesa complessiva di 4.460.000 € da pagare in quaranta rate semestrali, a datare “probabilmente” dal 2013, oltre al diritto di superficie dell’area già concessa gratuitamente dal Comune e le spese di trasferimento del campo di Baseball e della tensostruttura esistente. Non risultano evidenziate le date di inizio e fine lavori.

Ci auguriamo che queste scelte improvvide non aggravino la carenza di risorse per le spese correnti continuamente lamentate dal Sindaco.

Ponte2000

23 giugno 2010

FEDERALISMO FLUVIALE

Sul “federalismo fluviale”

Il trasferimento agli Enti Locali dei beni demaniali, ivi compresi i fiumi, ha acceso l’entusiasmo delle Provincie di Treviso, Belluno, Venezia e della Regione Veneto per l’opportunità di sfruttare le “risorse” del Piave a fini turistici in aggiunta alla consistente eredità degli introiti derivanti dalle varie concessioni in atto ai grandi Enti pubblici e privati cittadini.

La dimensione economica dell’affare induce ad una attenta valutazione degli aspetti positivi ma anche dei rischi dell’operazione. Preso favorevolmente atto del radicale cambio di rotta del Governatore sul massiccio asporto di inerti sostenuto qualche anno fa, vanno considerati di fondamentale importanza l’unificazione e il trasferimento dei livelli decisionali in capo ad un unico organo di gestione con l’opportunità di realizzare e coordinare le grandi scelte programmatorie, valutando priorità e compatibilità nell’impiego delle risorse disponibili. Non va però dimenticata la persistenza di alcuni problemi di fondo storicamente irrisolti, che soltanto ora, dopo anni di silenzio, sembrano riemergere nel dibattito pubblico e con i quali dovranno necessariamente confrontarsi i nuovi gestori del fiume.

Il primo e pregiudiziale ostacolo rimane la mancanza di una pianificazione generale di bacino, surrogata fino ad oggi da alcuni progetti “stralcio” spesso tra loro in contrasto e dalla coesistenza di una serie di normative concorrenti di matrice eterogenea: comunitaria, nazionale, regionale, intercomunale, che hanno portato alla inevitabile completa assenza di ogni serio ed efficace intervento.

Il Piano stralcio per la sicurezza idraulica, approvato dopo 44 anni dalla storica alluvione del 66, detta una serie di interventi strutturali dal costo insostenibile per il bilancio regionale, in aggiunta alle attuali difficoltà di reperire le risorse necessarie per gli interventi di ordinaria ed urgente manutenzione.

Chi sosterrà inoltre i costi incalcolabili derivanti dai possibili e temuti eventi eccezionali aggravati da anni di malgoverno del fiume?

Il secondo problema attiene alla pluralità degli “utilizzatori della risorsa idrica” notoriamente insufficiente per soddisfare le contemporanee esigenze di enti elettrici e consorzi di bonifica, ai cavatori di inerti e del connesso ricco patrimonio boschivo, agli esercenti una variegata attività agricola in primo luogo viticultori, ai difensori della naturalità dei siti, tutti in perenne conflitto per evidenti divergenze di obiettivi. Oltre all’arduo ed impari confronto con i potentati economici e le lobbies che governano queste attività non risulterà agevole, specie nella fase di transizione, la gestione politica di una situazione complessa e radicalmente consolidata, per gli intuibili temuti riverberi sul consenso elettorale. Non potrà costituire valido strumento di mediazione fra le parti in causa, la rigida normativa comunitaria sul rispetto e protezione dei siti di importanza naturalistica. In questa difficile cornice appare anacronistica la previsione di avvio di una attività turistica dagli esordi entusiasticamente spartani, ma con dichiarate velleità di sviluppo elitario.

L’iniziativa, certamente suggestiva per promuovere il consenso dei veneti che amano per scelta o per necessità un approccio naif alla balneazione, risulta di non facile attuazione.

Da anni ormai le sponde del fiume sono frequentate in modo disordinato ed incontrollato da una variegata presenza di ospiti, dalle tranquille famiglie in vacanza domenicale, ai meno moderati partecipanti ai frequenti “rave party” notturni, fino ai cultori delle più svariate “trasgressioni” oggi purtroppo di moda.

Ricondurre la frequentazione ludica ed il rispetto per l’ambiente nei limiti della civiltà è una scelta da apprezzare e condividere, ma anche in questo caso sorge il problema della sostenibilità dei costi, accettabili e contenuti sotto il profilo logistico, molto più problematici per la necessaria continuità di controllo e di vigilanza anche notturna.

Non ultimi ma temibili ostacoli le possibili piene del fiume che, anche se non eccezionali, spazzerebbero inesorabilmente le attrezzature ed infine le disposizioni normative sulla sicurezza, di recente approvate, che vietano categoricamente ogni edificazione anche di carattere precario nel terreno golenale.

Le vie del federalismo fluviale, almeno per quanta riguarda il Piave, sembrano ancora più lastricate di buone ed ottimistiche intenzioni che di fondate speranze per un sia pur graduale ma concreto avvio della resurrezione del fiume.

Gianni Marin

18 giugno 2010

Belvedere sotto i ponti


Il breve articolo “Un belvedere sotto i ponti” (Tribuna 19.cm. ) pone una serie di interrogativi che vanno chiariti nel pubblico interesse. Non si comprende anzitutto l’accattivante denominazione per uno squallido sentiero costruito con un materiale semisintetico del tutto eterogeneo rispetto alla naturalità dell’area e nel sito di massima pericolosità dell’intero tratto fluviale. E’ stata richiesta, in tal senso, la preventiva autorizzazione dell’organismo Regionale per la tutela dei beni naturali e paesaggistici?. Non è certo l’asserita ecologicità del materiale usato per mitigare il negativo impatto ambientale.

E’ inoltre necessaria qualche informazione sui soggetti partner del progetto. Quale la contropartita per la disponibilità del privato imprenditore fornitore del materiale e da altri eventuali sponsor?

Essenziale infine è conoscere la natura del “contributo” prestato dal Genio Civile, in particolare se si tratta di risorse finanziarie, da quale capitolo di bilancio sono state prelevate.

Da chiarire, per concludere, se esiste chi abbia rilasciato una autorizzazione ai lavori in un’ area in cui è precluso, per legge, qualsiasi intervento ad eccezione di quelli necessari per garantire od aumentare la sicurezza idraulica.

Ponte 2000

03 giugno 2010

SCUOLA LAVORI LUMACA

Rif. Art. (gazzettino 23/05 ) “SCUOLA LAVORI LUMACA”




La nota informativa del Sindaco sulla situazione aggiornata dell’
ampliamento della scuola non fornisce alcuni importanti chiarimenti e cioè:


*Perché fra le diverse opzioni possibili il Sindaco ha scelto una ditta dimostratasi poco affidabile fin dall’avvio del cantiere?
*Perché nonostante le ripetute segnalazioni e censure del direttore dei lavori sul mancato rispetto dei tempi programmati, delle norme di sicurezza e delle opere in cemento armato si è aspettato un anno per la risoluzione del contratto?
*Perché nonostante l’indicazione esplicita della direzione dei lavori di rescindere il contratto per colpa grave della ditta ed incassare la caparra disponibile (come da contratto) di 227.180 Euro il Sindaco ha non solo rinunciato a questi soldi ma ha addirittura corrisposto transattivamente alla ditta altri 324.974 Euro per le poche opere eseguite che dovranno in parte essere demolite e ricostruite?
*Perché sono state liquidate alla ditta perfino le spese di recinzione del cantiere?
A chi è stata affidata la vigilanza del cantiere dalla sua chiusura fino alla prossima apertura indicativamente fra 6 mesi?
*Chi si assume la responsabilità di garantire la sicurezza degli scolari dalla presenza di una gru che da oltre un anno incombe sul cortile della scuola?
*Perché non si è abbandonato fin da principio un mega progetto destinato a fallire limitando i lavori alla costruzione delle aule e non investire i soldi disponibili per l’auditorium, mai richiesto dalla scuola, per la nuova biblioteca nell’acquisto dei Giuseppini?
*Intende il Sindaco rispondere finalmente in modo chiaro come vengono i soldi dei cittadini?

Ponte2000

28 maggio 2010

UNA FARMACIA PER LEVADA

Sembra che finalmente a Levada apra una farmacia. Questa iniziativa attesa da molti anni consentirebbe il completamento dei servizi sanitari essenziali per una comunità in crescita.

Peccato che l’Amministrazione Comunale abbia sospeso il servizio medico avviato (da Ponte 2000) fin dagli anni 90 e posto in vendita l’ambulatorio.

Fino a due anni fa i residenti specie anziani, erano assistiti in paese e potevano ricorrere ad altre persone per l’acquisto delle medicine a Ponte ; ora possono acquistarle direttamente ma per le visite sono obbligati a recarsi, spesso con molto disagio, negli altri paesi del comune.
E’ pertanto necessario che il Sindaco si attivi sollecitamente per riattivare la presenza di un medico giustamente reclamata dalla comunità.
Ponte 2000

25 maggio 2010

“Ampliamento scuola elementare del capoluogo”

Un nuovo capitolo della infinita tragicommedia

Dopo la bocciatura del primitivo progetto 2006 da parte dell’Autorità di Vigilanza sugli appalti per violazione delle normative comunitarie ed il conseguente rinvio alla Corte dei Conti per danno erariale, la Giunta comunale ha approvato un nuovo progetto complementare diverso dal primo con costose varianti (nuova area coperta a serra, tetto rivestito di manto erboso, nuova centrale termica).

Le iniziali previsioni di spesa pari ad euro 2.550.000 rimanevano tuttavia invariate. I lavori iniziati a novembre 2008 e da completare entro maggio 2010 sono subito cominciati male con ritardi continui dei tempi programmati, gravi carenze organizzative e sulle norme per la sicurezza, irregolarità sull’esecuzione di opere in cemento armato tali da indurre il direttore dei lavori a sollecitare il Comune alla rescissione del contratto per colpa grave dell’impresa.

La Giunta comunale ha invece incredibilmente preferito concludere un “accordo bonario” con la ditta a cui, invece di chiedere i danni, ha corrisposto in via transattiva 324.970 euro e rinunciato a riscuotere la cauzione disponibile di euro 227.180.

Il comune ha inoltre concordato che i ruderi attualmente visibili vengano in parte demoliti ed in parte conservati, accettando ogni possibile rischio per il futuro edificio adibito a scuola ed in zona di recente classificata sismica.

A seguito di un’ulteriore gara di appalto pubblicato lo scorso febbraio e scaduta l’ 8 aprile mantenendo sempre le stesse previsioni di spesa del 2006, la Giunta ha aggiudicato, sia pure in via provvisoria i lavori alla ditta CMP (Cooperativa Padovana Muratori) che ha offerto l’incredibile ribasso d’asta del 40,471%. Da notare che due sole altre ditte, fra le 42 concorrenti, hanno offerto ribassi superiori al 30%. Tutte le rimanenti si sono più o meno avvicinate al valore soglia del – 23%

Il Sindaco elogiando pubblicamente i politici promotori dei benefici ottenuti nella recente campagna elettorale, ha dimenticato la Befana!

Assicuriamo i cittadini un attento controllo sugli sviluppi e la legittimità di questa singolare vicenda

( informativa del consigliere Boer comparsa sugli organi di informazione nel mese di maggio )

18 maggio 2010

= ALLARME SUL TRASPORTO PUBBLICO =

Sembra, da notizie stampa, che l’Ente Ferrovie RFI intenda sopprimere il servizio di trasporto passeggeri su alcune linee considerate non remunerative tra le quali la tratta Treviso Portogruaro.

E’ necessario che le amministrazioni dei comuni interessati si attivino con sollecitudine per contestare tale dannosa iniziativa.

Ricordiamo che nell’accordo di programma sottoscritto da Comuni, Regione, ANAS e FF.SS. per l’ampliamento della Statale Postumia e la costruzione dei sottopassi ferroviari, i Comuni avevano posto come condizione determinante per la firma, l’istituzione di un servizio trasporto passeggeri adeguato sulla tratta destinata esclusivamente a trasporto merci.

L’accordo ha comportato oneri per i Comuni. In particolare a Ponte di Piave, per consentire l’abbattimento del casello necessario per realizzare il sottopasso di via Roma, il Comune ha dovuto sostenere l’onere della ristrutturazione della stazione per alloggiare il casellante sfrattato, ottenendo in cambio il comodato d’uso gratuito dell’edificio il quale di recente è stato affidato al gruppo di volontariato “Insieme”.

Considerando inaccettabile che il cambio dell’Ente gestore delle Ferrovie possa invalidare un accordo in essere nel momento di passaggio delle competenze, con danno grave per i cittadini utenti.

Ci auguriamo che il Sindaco dimostri una maggiore attenzione e concretezza nel contrastare questa idea, di quanto offerto nella discussa vicenda della bretella stradale del centro, per evitare la viabilità ed in particolare il trasporto pubblico già estremamente precario, arrivi al collasso.

Ponte2000

29 aprile 2010

"Piave Blindato ? "

Ponte di Piave 28-04-2010
In previsione delle festività del 25 aprile e 1 maggio il Sindaco aveva assicurato la "blindatura" del Piave e maxicontrolli rigorosi a tutela dell'ordine pubblico di fronte al consueto assalto di vacanzieri.

Le misure di sicurezza annunciate a seguito di affollati vertici con l'ntervento di di amministratori, forze dell'ordine, personale ausiliario e volontario, prevedevano l'intervento di "pattuglioni" composti da forze di polizia municipale dei cinque comuni do Ponte di P. Salgareda S.Polo, Ormelle, Cimadolmo a partire dalla sera del giorno 9 conturni di vigilanza notturna programmati.

La Regione ha contribuito all' iniziativa con lo stanziamento di 60.000 Euro . Qualcosa non ha però funzionato la notte del 24. I residenti nell'area vicino alla "casa brusada" lamentano di non aver chiuso occhio fino all'alba a causa della musica assordante proveniente dalle rive del fiume.
Una verifica eseguita dopo due giorni ha consentito di documentare fotograficamente una situazione incredibile: alberi anche di alto fusto abbattuti ed utilizzati per costruire precarie strutture di ricovero, distruzione del sottobosco, residui dei bivacchi, persino la prersenza di un frigorifero.





Ci auguriamo che i controlli sicuramente condivisibili, superato il periodo di rodaggio, raggiungano concretamente i loro obiettivi.



intanto....
"fumo e arrosto"

15 aprile 2010


Un Piave in verità dimenticato

ponte_di_Piave_ponti.jpg

Articolo pubblicato in OggiTreviso

Ponte di Piave - Il gruppo politico di opposizione Ponte 2000, di Ponte di Piave, in una nota, critica l'attuale situazione relativa al fiume. In una nota, Ponte 2000 risale al vertice sulla sicurezza pubblica della settimana scorsa tenutosi in comune.

In quell'occasione si fece il punto per eviutare noie durante le scampagnate del 25 aprile.

«Giusto invitare al rispetto delle cose e delle persone in occasione delle tradizionali uscite primaverili lungo il Piave cercando di sensibilizzare e responsabilizzare i gitanti a comportamenti civili» dice il gruppo.

«Soltanto in questi giorni di aprile/maggio si sente alzare la voce, si parla di territorio pieno di insidie e si mettendo in campo forze e mezzi. In altre occasioni, si è lasciato che le acque scorressero minacciose sotto i nostri ponti.

In questi ultimi anni le Istituzioni hanno predicano bene ma hanno razzolato male in tema di rispetto per il nostro Piave In verità il "vero attacco" al tratto di fiume che interessa Ponte di Piave è già avvenuto.

In particolare:

1) L'asporto delle ghiaie per 500.000 m.cubi ha provocato e continua a provocare sacche di erosione sempre più vaste che stanno intaccano le rive in modo preoccupante (vedi riva Zamuner, difesa dal Santo, il tratto monte dell'Orto Botanico) raggirando i tentativi di difesa inutilmente improntati. La movimentazione di inerti e l'asporto di legname, si sono protratti per un anno ha procurando non poco disagio ai residenti rivieraschi per rumori, passaggio di mezzi pesanti su strade poco idonee.

2) In questi ultimi anni, lungo le rive del Piave abbiamo assistito al taglio sistematico e massiccio di piante anche in periodi poco idonei (nidificazione) seguito da ridicoli tentativi dichiarati di "giardinaggio" sulle rive, con piantumazioni che sono state risucchiate alla prima piena. E' stato così eliminato il naturale pannello fonoassorbente che le schiere di alberi costituiva nei riguardi del nostro paese. I rumori causati dal traffico in statale e dal passaggio dei treni oggi si estendono amplificandosi profondamente nel territorio, con notevole peso acustico per i timpani dei cittadini.

3) E stata approvata in via esecutiva la costruzione di porticcioli, uno dei quali nei pressi della casetta di Parise, per natanti motorizzati con impatto negativo nei riguardi di un' ecosistema già fuori equilibrio. Gli attracchi sono palesamente destinati a sommergersi di parecchi metri ad ogni pur piccola morbida del fiume. Il costo di questi manufatti, (300.000 Euro a carico del Genio Civile) poteva essere destinato a concrete opere di difesa e le spese di manutenzione future di cui si è fatto carico anche il Comune di Ponte di Piave, usate per manutenzioni di opere più importanti per parte dei cittadini.

4) E le famigerate casse d'espansione? Mentre si sta cercando l'ago nel pagliaio, dei gitanti domenicali più o meno educati, nessuno ci informa (...o forse non si è accorto) che queste folli opere sono state reintrodotte alla chetichella nel Piano per la Sicurezza Idraulica, approvato nell'ottobre 2009 con esecuzione nel "breve termine". Queste dighe costituiranno un danno enorme dal punto di vista ambientale, sconvolgendo per intero il ricco ecosistema presente nel territorio golenale. Da considerare che con una piena come quella del 2002 tutto il territorio di Ponte di Piave sarebbe messo sotto scacco da un muro d'acqua alto quanto gli argini maestri : 8 m d'acqua!. Oggi, ci si limita a bloccare i ragazzi maleducati in scooter lungo le piste del fiume o figurare di raccogliere una cartaccia abbandonata.

5) I parcheggi non esistono, in una golena oramai occupata dai vigneti a Prosecco, con elevati fattori di carico inquinante, a pochi metri dall'alveo ed in terreni altamente permeabili. Mancano totalmente le vie di accesso al fiume. Le poche esistenti sono spesso bloccate da cumuli di ghiaia erti volutamente per impedire il transito ed attraversano proprietà private» conclude la nota.

Sullo stesso tema : Gazzettino di TV

Autore:

03 aprile 2010

LEVADA , ZANCHETTA & "PIAZZA IN SFACELO"



Nella Tribuna del 2 aprile il Sindaco dà un nuovo saggio della sua principale preoccupazione:
quella di attribuire interamente le responsabilità dell'inerzia ed inefficienza della attuale giunta alla precedente Amministrazione.

Questa volta nel mirino c'è Piazza Castel Ginest di Levada che il Sindaco ha solennemente a suo tempo inaugurata pur non avendo alcun merito per la sua realizzazione.
Lamenta il nostro uno stato di completo sfacelo della piazza , la necessità di continui interventi di manutenzione ed esprime il netto rifiuto di procedere ad una costosa "riqualificazione".

C'è qualcuno a Levada che rimpiange il precedente squallido piazzale asfaltato?

Qualcuno non ha ancora spiegato al Sindaco che l'ordinaria manutenzione dei luoghi pubblici rientra negli obblighi del Comune e che la necessità di interventi straordinari si rende necessaria quando non vengono correttamente eseguiti quelli ordinari?. Se un cittadino acquista una Panda e la trascura fino a ridurla ad un rottame, la colpa non è certo della Fiat !!!

Sarebbe interessante conoscere dal Sindaco come intende "riqualificare" (non a parole) il centro di Levada e come provvederà a trovare opportuni spazi per il gioco dei bambini, visto che l'area verde in Via dei Fanti, a tal fine destinata dalla precedente amministrazione , è stata recintata e sottratta così al libero uso pubblico, per costruire un secondo inutile campo di calcio affidato in gestione esclusiva ad una società privata.

Infine una risposta chiara dal Sindaco alla domanda perché, contestualmente al rifiuto di investire risorse pubbliche doverose nel proprio comune, ha sottoscritto d'intesa con Genio Civile, Fondazione Cassamarca, Comuni di Salgareda e Zenson, un protocollo d'intesa per provvedere alla "manutenzione ordinaria e straordinaria" di un inutile porticciolo turistico sul Piave in Comune di Salgareda nell'ambito di un progetto già esecutivo. Il tutto senza nemmeno coinvolgere o almeno informare il Consiglio Comunale .

Gruppo d'Iniziativa Civica Ponte 2000
immagine di Gianni Desti

01 aprile 2010

“Il Baseball emigra a Negrisia e rende più ricco il Comune”

Sembra finalmente in dirittura d’arrivo la trattativa per il trasferimento del campo di baseball a Negrisia, dopo anni di attesa. La buona notizia della realizzazione di un impianto sportivo all’altezza della tradizione di questo sport a Ponte di Piave è però fortemente turbata dalle discutibili procedure poste in atto dall’Amministrazione Comunale.

Il Comune acquisirà da un privato un’area di 40.000 m^2 sui quali verrà realizzato il nuovo impianto e spostato l’esistente campo di calcio. La contropartita sarà la concessione al privato di edificare 17.000 m^3 in via De Faveri (volume corrispondente a circa due terzi dei condomini di piazza Marco Polo ! ). L’introito per le casse comunali di 70.000 euro. Per la concessione è del tutto insufficiente per realizzare anche uno solo dei due campi previsti.
L’affermazione del Sindaco che il Comune diventerà “più ricco “ è pertanto contraria al vero.
Ancor più inaccettabile appare la volontà di costruire nell’area liberata dell’attuale campo di baseball, di nuovo palazzetto dello sport. E’ incredibile immaginare un impianto sportivo, con le intuibili esigenze dei posteggi e di difficoltà di traffico, edificato in pieno centro urbano a meno cento metri dalla Chiesa Parrocchiale, anziché nella sede più vocata e disponibile lungo via Europa, come progettato a suo tempo dalla Amministrazione di Ponte2000.

Ponte2000