29 giugno 2008

BILANCIO 2008...il paese dei balocchi

Osservazioni al

BILANCIO COMUNALE 2008

Il paese dei balocchi! ………….
……….Un invito a riflettere

Mascherato da una continua serie di festeggiamenti e manifestazioni folcloristiche promosse e sponsorizzate dalla Giunta, si aggrava di giorno in giorno il preoccupante vuoto di iniziative necessarie per affrontare ed avviare a soluzione i noti e più importanti problemi del ns. comune.

  • Il confronto democratico in sede di Consiglio Comunale viene ormai abitualmente sostituito dalla comunicazione di decisioni già assunte in precedenza.

  • Ogni proposta di coinvolgere direttamente i cittadini su questioni di fondamentale e generale interesse, quale l’acquisto dei Giuseppini, la Residenza per Anziani, l’asilo nido, è stata costantemente ignorata in contrasto con le solenni promesse del Sindaco nel proprio programma elettorale.

  • Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da candidati designati dalla sola maggioranza che ha così scelto i propri controllori.

  • Sempre più spesso i Consiglieri Comunali apprendono dalla stampa decisioni assunte su argomenti che dovrebbero prima essere discussi ed approvati per legge, in sede di Consiglio.

Coerenti con il nostro ruolo di forza di opposizione, esercitiamo il dovuto controllo sulle attività della Giunta, con tutti i mezzi previsti dalla legge, incuranti delle incaute e velleitarie minacce di ritorsione del Sindaco.

Abbiamo ripetutamente cercato ed offerto ogni possibile forma di collaborazione agli altri gruppi di minoranza, che, insieme a noi, rappresentano oltre il 70% dei cittadini, per costituire , pur nel rispetto delle diverse appartenenze, un fronte unitario di fondamentale importanza per difendere comuni interessi della cittadinanza, senza ottenere mai alcun riscontro.

Siamo fortemente preoccupati che, a meno di un anno dalle prossime elezioni, prevalgano ancora le vecchie e controproducenti divergenze politiche , che già nella precedente consultazione hanno determinato risultati paradossali, consegnando il paese ad una Amministrazione votata da meno del 30% degli elettori.

Ci rivolgiamo a tutti i cittadini sensibili ai concreti interesse propri e della comunità , perché riflettano sulla necessità di evitare il ripetersi di scelte rischiose, delegando la futura gestione del Comune a persone note ed affidabili per la loro credibilità e non solo per la loro appartenenza partitica.

L’appello è rivolto in particolare ai giovani che avvertono la responsabilità di costruire da protagonisti il loro futuro, superando i vecchi apparati e le logiche di potere clientelare del passato, liberi da ogni condizionamento, nel rispetto degli impegni assunti direttamente con i cittadini.

BILANCIO 2008

PROGRAMMAZIONE:

Come ogni anno, riportiamo gli aspetti più significativi dell’attività amministrativa comunale, con le nostre osservazioni limitate ai punti di maggior rilievo, ma disponibili ad ogni ulteriore approfondimento richiestoci direttamente o a mezzo mail: ponte.duemila@libero.it o nel blog ponte2000.blogspot.com

Come ogni anno, la Giunta ha completamente cambiato il piano triennale e l’elenco annuale dei lavori pubblici già approvati: sono scomparsi l’acquisto dello Scolasticato dei Padri Giuseppini, la destinazione d’uso del Cinema Luxor, l’asilo nido, l’impianto irriguo di Via Baradello. Soltanto alla fine del mandato è stato inserito il progetto del palazzetto dello sport con lo spostamento del campo di baseball in sede ancora da definire.

La nuova biblioteca e l’ampliamento delle scuole elementari del capoluogo non hanno ancora ottenuto l’approvazione dell’Autorità Nazionale di Vigilanza sui Lavori Pubblici.

AMBIENTE

  • PIAVE: preoccupa la completa inerzia del Sindaco sul blocco della pianificazione di bacino (P.A.I. e Piano Sicurezza idraulica), strumenti essenziali per regolamentare tutti i problemi connessi al fiume, compreso il rischio rinnovato delle casse di espansione e, viceversa, il suo assiduo e strano impegno per interventi costosi ed inutili come la navigabilità del fiume.
  • P.A.T.( Nuovo strumento urbanistico ): il costo dello studio è lievitato a 113.000 euro, con la rinuncia a possibili e più vantaggiose alternative progettuali. Il piano è stato avviato senza una preventiva ed approfondita informazione dei cittadini, necessaria per garantire una reale ed adeguata partecipazione allo sviluppo del paese. Questa scelta antidemocratica, assunta alla scadenza del mandato, condizionerà i programmi delle future amministrazioni.

VIABILITA’:

  • PISTA CICLABILE DI NEGRISIA: è stata completata con un ritardo di due anni l’opera già in parte realizzata dalla precedente amministrazione. L’interruzione dell’accordo in atto con la Provincia comporterà nuove ed evitabili spese per il successivo completamento del sedime stradale.
  • CIRCONVALLAZIONE CENTRO URBANO: Difficoltà ed imprevisti segnalati di recente, sono stati pretestuosamente ricondotti ad errori della progettazione originaria concertata da Regione, Provincia, Comuni ed attuata su precise disposizioni di FF.SS. , Anas ed altri enti. E’ certo che un comportamento politicamente più equilibrato da parte del Sindaco, nei confronti di Provincia e Regione avrebbe facilitato il completamento dell’opera , che sarà ultimata “ come prevedibile” soltanto con il cambio di Amministrazione.

URBANISTICA

LA LOTTA ALLA CEMENTIFICAZIONE promessa nel programma elettorale del sindaco lascia è completamente fallita. Dopo i 20.000 metri cubi a disposizione del Sindaco, barattati con il privato per la ristrutturazione della scuola di Levada, la riconversione del complesso ex Iana che comporterà lo spostamento del supermercato in altra sede, il tentativo di addebitare alla precedente amministrazione l’edificazione del condominio di via Jesolo, deliberata già negli anni ‘80 dai propri “ progenitori politici “, il Sindaco sta trattando lo spostamento della cantina sociale che, se comprensibile sotto il profilo urbanistico, comporterà la costruzione di altri condomini, oltre all’ulteriore consumo di terreno agricolo per la nuova sede dell’azienda.

ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Mancano un costruttivo dialogo e consultazioni ed intese permanenti con le diverse componenti del mondo imprenditoriale.

  • AGRICOLTURA: Non bastano la “carta dei suoli” ed il futuribile “parco della vite”, per il sostegno della competitività in questo basilare settore dell’economia locale. Serve un grande patto con le categorie interessate all’uso del territorio per coniugare difesa del suolo e sviluppo della produzione.
  • INDUSTRIA, ARTIGIANATO, COMMERCIO: l’attuale zona industriale verrà parzialmente urbanizzata per circa 40.000 mq. Tutta la rimanente area tornerà agricola bloccando così qualsiasi futura ipotesi di sviluppo per nuove possibili attività ed il rientro delle aziende ancora sparse in un’unica area omogenea.

Lo spostamento dell’autoparco comporterà ulteriore consumo di territorio in zona impropria.

Non è stata avviata alcuna concreta iniziativa per la valorizzazione e lo sviluppo delle attività turistiche.

SCUOLA

  • LEVADA: l’ampliamento della scuola elementare, oltre che con mutuo di 600.000 euro, è stata finanziata con un oneroso accordo con privati che ha prodotto ulteriore cementificazione urbana, e la rinuncia ad una vera palestra già programmata ed in parte finanziata a beneficio, oltre che della scuola, dell’intera comunità locale.
  • PONTE DI PIAVE: la costruzione di alcune aule scolastiche per esigenze didattiche, costituisce il pretesto per la realizzazione di una nuova biblioteca comunale. Vero scopo dell’iniziativa, costosa e non urgente, è quello di trasferire l’attuale biblioteca da casa Parise per fare spazio alla “casa degli scrittori veneti”.

Poiché i lavori sono tutt’ora soggetti a verifica di legittimità da parte dell’Autorità di vigilanza suiLavori Pubblici, rinnoviamo la proposta di acquistare in alternativa lo scolasticato dei Giuseppini per allocare la biblioteca e le numerose iniziative di carattere socio-culturale e ricreativo richieste dalle molteplici esigenze della nostra comunità.

“L’AFFARE PARISE”

· QUANTO CI COSTA: Il Comune ha sostenuto finora la spesa di 29.540 euro per il restauro dell’arredamento e casa-museo. Ha integrato i cospicui contributi regionali di 60.000 euro lo scorso anno e 15.000 euro quest’anno, con la somma di 16.780 euro per una serie di manifestazioni celebrative svolte quasi interamente fuori dal territorio comunale.

NAVIGABILITA’ DEL PIAVE: la proposta del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura di creare un inedito accesso, via fiume, alla casetta di Parise sita in via Gonfo a Salgareda è stata accolta da Fondazione Cassamarca, che ha investito 150.000 euro per realizzare due punti di approdo per natanti, nei Comuni di Salgareda e Zenson. Il Genio Civile di Treviso ha contribuito con 300.000 euro per opere di escavo e sicurezza dei manufatti. L’approdo di Salgareda è stato progettato in un’area considerata ad elevato rischio, dalla vigente normativa pianificatoria (P.A.I.) con divieto di ogni possibile edificabilità. Ciò nonostante il dirigente responsabile del distretto idrografico ha assentito all’esecuzione del progetto.
Il Sindaco di Ponte di Piave si è autoproposto come capofila di una iniziativa del tutto estranea al Comune, impegnando finanziariamente l’amministrazione alla manutenzione degli approdi situati al di fuori dell’ambito comunale, senza alcuna valida motivazione.
L’intera operazione è stata conclusa senza mai coinvolgere od almeno informare il Consiglio Comunale, che ancora una volta ha appreso dalla stampa la stipula di un accordo con enti terzi su argomenti di propria specifica competenza.
Gli insoliti ed originali aspetti di questa vicenda che vede coinvolti Enti Pubblici (Comuni e Genio Civile) e privati : Fondazione Cassamarca e proprietari di casa Parise, vanno esaurientemente spiegati e motivati alla cittadinanza per escludere ogni incertezza sulla legittimità delle procedure attuate e possibili conflitti di interessi ed eventuali incompatibilità con la carica di pubblici amministratori di Sindaco ed Assessore.

SERVIZI SOCIALI

  • Asilo nido: Il progetto già avviato e parzialmente finanziato dalla precedente amministrazione con fondi regionali , è del tutto scomparso dai programmi della Giunta.
  • Assistenza medica a Levada: il servizio istituito ed assicurato con continuità dall’amministrazione di PONTE2000 è cessato. Il Sindaco non ha provveduto, come aveva assicurato, al suo ripristino.
  • Casa di Riposo (R.S.A.): come è noto l’amministrazione di Ponte2000 ha acquistato nel 2001 la casa dal Cottolengo, affidandone la gestione alla Cooperativa Insieme si Può , che già vi operava, per un periodo di prova di tre anni, poi prorogato di un anno. Alla scadenza, visti i positivi e rassicuranti risultati raggiunti, si era decisa la prosecuzione dell’appalto per un periodo di 10/12 anni e la contropartita in opere di ristrutturazione a carico della Cooperativa, pari a 2 milioni di euro. La legittimità dell’operazione e la supervisione dei lavori erano stati garantiti dalle competenti autorità tecnico-politiche regionali .

L’attuale amministrazione subentrata nel 2004, ha bloccato l’intesa già avviata e, senza valutare ipotesi alternative, ha deliberato un nuovo progetto di ristrutturazione con una lievitazione di costi prossima ai 7 milioni di euro. Dopo 4 anni di incertezze e di ingiustificati ritardi, la Giunta ha deciso di indire un bando per la gestione sulla base “dell’offerta più vantaggiosa” e non della migliore “qualità dell’assistenza” per una gestione di ben trent’anni.

Il contratto, oltre a fortissime perplessità sulle garanzie e modalità assistenziali, presenta il rischio fondato di perdita della struttura, in una situazione di mercato evidentemente non ben valutata.

SICUREZZA

Sul problema di maggior interesse per la comunità, l’iniziativa del Sindaco si limita alla riduttiva promessa di installare alcune fotocamere nell’ambito del progetto avviato dalla Provincia.

Manca completamente un piano organico di prevenzione attiva, che coinvolga l’intera comunità mirato

  • ad intensificare la vigilanza,
  • ad incentivare iniziative solidaristiche di autodifesa nei quartieri ,
  • ad educare i ragazzi, con il coinvolgimento della scuola, alla cultura della legalità,
  • a controllare puntualmente le procedure per l’inserimento e l’integrazione dei nuovi cittadini.

PALAZZETTO DELLO SPORT

Anche quest’opera, presa in considerazione soltanto alla scadenza del mandato, è stata decisa dalla Giunta senza la preventiva autorizzazione del Consiglio Comunale, informato a decisioni già assunte. A distanza di soli tre mesi il costo è aumentato da 2 a 3 milioni di Euro senza valide giustificazini. Ancora una volta l’intero onere graverà interamente sulla futura amministrazione. La sede prevista nell’area degli impianti sportivi, in centro urbano, creerà, oltre ad una notevole perdita di verde pubblico, problemi di parcheggio e traffico urbano.

RIFIUTI URBANI

Il lodevole impegno dei cittadini nella raccolta differenziata spinta adottata dalla precedente amministrazione, non è stato adeguatamente premiato. La scelta di cambiare il gestore, operata dall’attuale Giunta, in questi anni ha comportato e comporterà nel futuro maggiori oneri.

BIDONE DEL SECCO

a parità di servizio, per il 2006 uno stesso bidone del secco è costato alla famiglia di San Biagio 9,78 Euro mentre a quella di Ponte 14,53 ( quasi il 50% in più ! ).
Anche il costo fisso è più elevato
:

85,72 euro a Ponte contro 79,74 euro a San Biagio

Nei comuni in destra Piave si è già effettuato il pagamento per il 2007 sulla base degli stessi costi del 2006 ...............quali sorprese attendono i cittadini di PONTE di PIAVE?

04 maggio 2008

Area industriale

"Cancellata" l'area industriale Ponte 2000 attacca il sindaco

Gazzettino 4-maggio-2008
Ponte di Piave

(g.r.)-Sull'area industriale monta la polemica tra Silvana Boer, della civica di opposizione Ponte 2000, e il sindaco. Roberto Zanchetta aveva annunciato che su un'area di 300mila metri quadri, 40 mila sarebbero stati trasformati in area produttiva mentre la restante avrebbe avuto destinazione agricola. La novità era emersa nell'ultimo Consiglio. Su questo argomento il consigliere Boer ha commentato: «Dei 300mila mq dell'area attualmente prevista dal PRG, il sindaco ha stralciato, su richiesta di alcuni proprietari, una porzione di 40mila mq da indennizzare a breve. La legittimità dell'operazione è stata contestata da altri proprietari interessati perchè in violazione della legge regionale 111 che prevede variazioni soltanto dopo l'approvazione del Pat, ancora in elaborazione. Non è vero, come dice Zanchetta, che tutti i proprietari sono stati consultati; tanto che alcuni hanno proposto ricorso contro la delibera. Il destino della restante zona comunque rimane incerto. Ad esempio non si sa dove verrà spostato l'autoparco, inserito dalla Giunta contro ogni logica. L'ipotesi adombrata dal sindaco è quella che ritorni area agricola come 20 anni fa. Da qui la legittima richiesta di indennizzo di chi ha pagato fin'ora l'Ici per area produttiva, subendo un pesante declassamento di valore del terreno. In questa maniera non resterà alcun residuo di area per future possibili attività produttive: chi vorrà trasferire in zona idonea e attrezzata attività ora sparse sul territorio o chi intenda avviare un'attività sarà costretto a emigrare in altro comune, a conferma del declino avviato con questa Amministrazione» ha concluso il consigliere Boer.

23 aprile 2008

PIAVE NAVIGABILE.


Marin attacca il sindaco Zanchetta sul progetto di navigabilità del Piave: «Molti interrogativi e costi troppo alti»

dal Gazzettino del 27-aprile - 2008

(g.r.)

«Il sindaco dovrebbe spiegare alcuni particolari del progetto di navigabilità del Piave».

ILprogetto di navigabilità è stato presentato a Zenson, realizzato da Fondazione Cassamarca in collaborazione con il Genio Civile e i comuni di Ponte, Zenzon e Salgareda. Il progetto prevede uno sforzo finanziario, da parte di Cassamarca, di 150mila euro. E da qui partono le obiezioni.

«Il Genio Civile partecipa al progetto per 300mila euro; perché il Genio, che difficilmente concede contributi di questo tipo, partecipa a un progetto di fatto privato? Il secondo interrogativo è il motivo della partecipazione del comune di Ponte a un'opera che si sviluppa nei territori di Salgareda e Zenson. Perché il sindaco Zanchetta si è offerto capofila di tale disegno? C'è forse qualcosa che non sappiamo?»

Ci si chiede:

«Nel progetto di Cassamarca si prevede che i 3 comuni spalmeranno tra loro i costi delle spese di manutenzione. Non è una semplice mano di vernice ai pontili, bensì di movimentazione di ghiaia. Pertanto, essendo i costi tutt'altro che irrisori, a noi il progetto fa sorgere diversi dubbi».



13 febbraio 2008




Caso Azoug, l'ex sindaco attacca Zanchetta

PONTE DI PIAVE 14 aprile 2003: Forze dell'ordine dispiegatea fianco del municipio per prevenire disordini.
Sul caso Azuz, in quei giorni, si sono mobilitati Casarini No Global e disobbedienti.

(g.r.) La notizia del proscioglimento dell'algerino Jamel Azoug dall'accusa di danneggiamento e occupazione di appartamento sfitto ha provocato roventi polemiche in paese. L'episodio risale al 2004, quando l'uomo era entrato nell'abitazione secondo l'accusa in modo illegale. La denuncia partì automaticamente: a carico dell'uomo il danneggiamento della porta e l'occupazione indebita. Oltre ad Azoug, prosciolto anche l'attivista Sergio Zulian. La famiglia Azoug ora risiede a Ponte. Gianni Marin all'epoca sindaco in carica, non ci sta e spiega: «La persona in questione è ben nota a Ponte e ha fruito di cospicui contributi pubblici per l'affitto, circa 10mila euro. È stato sostenuto da associazioni di volontariato, parrocchie e servizi sociali. Quand'ero sindaco ha rifiutato un'offerta di un posto di lavoro a tempo indeterminato per lui e per la figlia. In occasione di varie ingiunzioni di sfratto, l'uomo ha chiamato "disobbedienti" e "no-global" in paese, con massiccio intervento delle forze dell'ordine. Ha sempre giustificato il mancato pagamento degli affitti affermando il diritto di avere un alloggio del Comune.

A difendere l'Amministrazione danneggiata, il nuovo sindaco Zanchetta non ha incaricato alcun legale, nemmeno il comandante della Polizia locale che aveva rilevato l'occupazione abusiva della casa; inviò un dipendente dell'ufficio tecnico, ignaro della vicenda. Zanchetta, dopo aver anticipato un contributo regionale per rinviare l'ennesimo sfratto, ha provveduto a premiare l'algerino con un alloggio del Comune un anno prima del processo.

So di proteste di numerosi cittadini preoccupati che arroganza mascherata da farisaico buonismo possa compromettere la tranquillità della comunità. Accanto ai comitati di cittadini stranieri non vorrei che nascessero anche dei comitati in difesa dei diritti degli italiani»

dal Gazzettino del 13-2-2008

02 dicembre 2007

Gli impegni vanno rispettati

GLI IMPEGNI VANNO RISPETTATI!

Dalle “linee guida” per una buona amministrazione del programma elettorale del Sindaco:

idonea programmazione delle opere pubbliche che dovranno garantire un’adeguata qualità della vita e non potranno che essere il risultato di una ampia partecipazione e concertazione con i cittadini….”

Massima trasparenza e correttezza sull’affidamento degli appalti

Dopo quattro anni di ordinaria amministrazione nel campo dei lavori pubblici, il Sindaco ha finalmente la grande opportunità di onorare il suo impegno elettorale.

E’ stata avviata la progettazione denominata ampliamento della scuola elementare del capoluogo il cui costo preventivato in euro 2.450.000 costituisce il record assoluto di spese per un’opera pubblica mai realizzato in tutta la storia del Comune, se si eccettua la somma iperbolica prevista, sempre dal Sindaco, per la ristrutturazione della Residenza per Anziani pari ad euro 6.000.000 che però dovrebbe essere sostenuta integralmente da privati.

Il progetto iniziale del nuovo edificio, autonomo rispetto all’esistente scuola, prevedeva la costruzione di una aula magna-auditorium, la nuova sede della esistente biblioteca comunale, l’archivio del Comune e 5-6 aule richieste dalle future esigenze didattiche.

Fin dall’inizio, nella primavera del 2006, abbiamo sostenuto l’ipotesi alternativa di limitare l’ampliamento della scuola alle aule necessarie con una spesa contenuta e di trasferire le altre destinazioni ipotizzate nel complesso dei Padri Giuseppini.

Gli ulteriori vantaggi dell’acquisto dei Giuseppini a costo sostanzialmente equivalente, sono: l’utilizzo dei locali per altre finalità: centro giovani attrezzato per congressi, museo della civiltà contadina, centro musica, già indicati in passato e soprattutto l’acquisizione al pubblico dell’ampio spazio verde nel cuore del paese in alternativa alla soppressione dell’area verde adiacente alle scuole sulla quale è previsto il citato “ampliamento”.

Esercitando le funzioni di controllo, proprio delle opposizioni, abbiamo rilevato nelle procedure di appalto per la progettazione dei lavori adottate dalla Giunta, una serie di anomalie che abbiamo regolarmente segnalato alle competenti autorità di controllo, condividendo i principi di trasparenza e correttezza richiamati dal Sindaco.

Rinviando ogni intento polemico al confronto politico, ci limitiamo ad osservare che i nostri rilievi non erano infondati tanto che, dopo 18 mesi l’Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici non ha ancora espresso il proprio nulla osta per l’esecuzione del progetto, contrariamente a quanto riportato dalla stampa locale.

L’assiduità del nostro impegno di controllo ha già ottenuto positivi risultati. Il vecchio progetto è stato sostituito da uno del tutto nuovo e migliorativo sotto il profilo estetico e strutturale, anche se non esente da importanti osservazioni critiche espresse da tutti i gruppi di opposizione, nella presentazione al Consiglio Comunale del 19 Novembre u.s., quali la riduzione dei posti previsti nell’utilizzo dell’auditorium per manifestazioni pubbliche, la collocazione della centrale termica in una sede a rischio idrogeologico, la copertura del tetto in terra seminata a prato verde.

L’obiettivo alternativo ancora possibile ed auspicabile, rimane però l’acquisto dello scolasticato dei Giuseppini.

Rinnoviamo l’invito, ripetutamente già rivolto al Sindaco, di onorare la propria parola procedendo in modo concreto e con adeguata informazione, alla consultazione dei cittadini sulla scelta da adottare.

Va sottolineato, in ragione dell’entità della spesa, che soltanto uno dei due progetti può essere realizzato e che, confermando le scelte del Sindaco, le future amministrazioni non potranno acquistare lo scolasticato dei Giuseppini dovendo sostenere il notevole onere ereditato.

Invitiamo tutti i cittadini a sollecitare questo confronto democratico con l’urgenza necessaria in previsione della ormai prossima stesura del bilancio 2008, esortandoli a riflettere sulle conseguenze future della loro scelta.

Auguriamo a tutti i cittadini Buon Natale e un sereno Anno Nuovo !

Lista Civica Ponte 2000

27 novembre 2007

CARO RIFIUTI



Rifiuti sempre più cari a Ponte di Piave


Anche per il 2006 la domanda è :
Perchè i costi sostenuti dai cittadini di Ponte non sono come quelli dei cittadini di San Biagio di Callalta con lo stesso tipo di servizio?


I dati relativi ai costi, desunti dalle bollette di questi ultimi 3 anni, dimostrano che PONTE2000 aveva ragione: a Ponte si continua a pagare notevolmente di più a causa delle scelte sbagliate che l'amministrazione ha a suo tempo adottato.

il grafico sopra, confronta le bollette pagate dai cittadini dei due comuni, a parità di servizio.
la linea rossa, nella parte bassa dello stesso grafico, evidenzia quanto pagano di più i cittadini di Ponte di Piave, rispetto a quelli della destra Piave, in base agli svuotamenti del secco effettuati.


Il grafico soprastante indica il maggiore costo relativo ad ogni bidone del secco



In sostanza, a parità di servizio, per il 2006 uno stesso bidone del secco è costato a San Biagio 9,78 Euro mentre a Ponte 14,53 ( quasi il 50% in più).
La spesa fissa risulta anch'essa più elevata : 85,72 a Ponte contro i 79,74 di San Biagio

Interessante inoltre sapere, che in destra Piave si è già effettuato il pagamento per il 2007 sulla base di costi praticamente uguali a quelli del 2006 quali sorprese per PONTE di PIAVE?

Ponte2000 invita i cittadini di Ponte a tirare le proprie somme



SICUREZZA e CRIMINALITA'

Oderzo 26novembre 2007

CONSIGLIO STRAORDINARIO SULLA SICUREZZA

Si sono riuniti, presso la sala del Cinema Cristallo di Oderzo, i Consigli Comunali dei 14 Comuni del Comprensorio Opitergino Mottense


Per conto del gruppo Ponte2000 interviene il consigliere Silvana Boer, formula le seguenti osservazioni e proposte di integrazione del documento in approvazione:

1) Avviare, oltre alle misure di prevenzione di ordine pubblico, le direttive comunitarie sullo sviluppo della “coesione sociale” che si possono tradurre, a livello locale nella SOLIDARIETA’ DI QUARTIERE:

  • Incrementare il senso di appartenenza alla comunità
  • Migliorare i rapporti di conoscenza e mutuo aiuto tra vicini
  • Attenzione per i soggetti deboli più esposti al rischio
  • Vigilare sulle presenze sospette
  • Controllo sulla pendolarità “notturna"
  • Utilizzare volontariato e protezione civile per una presenza e controllo nei quartieri
  • Istituzione di un numero verde in Comune collegato in rete con gli altri Comuni del comprensorio della provincia per segnalazione di persone e situazioni sospette

2) NELLA SCUOLA

  • Insegnare la cultura alla legalità
  • Rigore contro prevaricazioni, bullismo e violenze per formare cittadini attenti e consapevoli

3) A LIVELLO INTERCOMUNALE

  • Si propone di sottoscrivere in tutti i Comuni del comprensorio, al di là delle appartenenze politiche, il “ DOCUMENTO CITTADELLA ” non per provocazione politica (anche se sarebbe però giustificata) ma per dare al Governo un segnale forte della comune volontà dei cittadini di non tollerare più scelte “buoniste” in contrasto con il diritto ad una esistenza sicura nel rispetto della legge.
  • Se le leggi diventano inadeguate, con il cambiare delle esigenze della società, vanno modificate e non usate come pretesto per lasciare tutto come prima.

4) GRANDE CRIMINALITA’

  • Il documento proposto va bene, anche se con qualche scetticismo in relazione ad alcune richieste formulate.
  • Riteniamo però che a provocazioni e violenze intollerabili (vedi fatti di Gorgo al Monticano) si debbano dare risposte adeguate.
  • Dove necessario, in zone ad accertato e persistente grave rischio e di particolare pericolosità per la comunità locale, deve intervenire l’esercito (vedi operazione “Vespri Siciliani”).

02 novembre 2007

LE BUGIE DEL SINDACO

LE BUGIE DEL SINDACO

Le affermazioni del Sindaco Zanchetta sulle contestazioni all’ampliamento della scuola elementare di Ponte di Piave, apparse sulla stampa (Tribuna 29/09 e 05/10 e Gazzettino 3/10) vanno smentite perchè palesemente non vere e fuorvianti.

Il TAR Veneto infatti ha respinto il ricorso dell’Ordine degli Architetti soltanto perché non ne riconosce la competenza a ricorrere contro un proprio iscritto e non perché le procedure adottate per i lavori sulla scuola fossero corrette come falsamente affermato.

Poiché in base alla normativa comunitaria, il compenso professionale per l’esecuzione del progetto supera il valore soglia stabilito per legge, lo stesso progetto doveva essere assegnato previo avviso pubblico e non direttamente, violando le norme sulla concorrenza, ad un tecnico di fiducia dell’Amministrazione. Quanto sopra è stato confermato dall’Osservatorio Regionale sugli appalti, in anticipo sulla decisione della competente Autorità Nazionale di Vigilanza sui lavori pubblici, che non si è ancora pronunciata in merito. Abbiamo chiesto al Difensore Civico Regionale più convincenti spiegazioni in merito al parere espresso sulla legittimità delle decisioni del Sindaco.

L’opera, a nostro avviso, costituisce un’inutile costosa alternativa all’acquisto dello Scolasticato dei Padri Giuseppini che garantirebbe al meglio gli stessi utilizzi proposti, rispondendo alle unanime aspettative della cittadinanza e salvaguardando inoltre l’ultima area verde nel centro del paese.

Rifiutando ancora una volta il dialogo con i cittadini, il Sindaco dimostra di avere uno strano concetto della Democrazia quando assicura che il confronto pubblico avverrà a lavori iniziati e quindi a decisioni già assunte senza possibilità di cambiamento.

15 ottobre 2007

volantini stracciati a PONTE2000


Nel nome della democrazia

Nei giorni scorsi abbiamo denunciato ai cittadini ( Gazzettino di giovedì 11 ottobre) irregolarità amministrative e la diffusione di notizie false e fuorvianti da parte del Sindaco, con una distribuzione di manifestini.

“Ignoti” ne hanno rastrellato una parte , stacciandola e cospargendone le strade attorno alla casa dell’ex Sindaco di Ponte2000 Gianni Marin.



Le verità scomode fanno male ed ognuno risponde con le armi disponibili: in questo caso con le abituali infantili carnevalate e con la maleducazione.



Se qualcuno spera di intimorirci con questi metodi, si sbaglia.

Ci auguriamo che questo non rappresenti un segno preoccupante della “nuova democrazia” che avanza!

Lista Civica PONTE2000

06 ottobre 2007

lettera al gazzettino e tribuna

L' AREA VERDE PUBBLICA, PIU' ESTESA DI PONTE DI PIAVE,
TOTALMENTE
DESTINATA AL NUOVO EDIFICIO DI 6000 m^3 E PARCHEGGI

LETTERA ALLA TRIBUNA E GAZZETTINO

Le affermazioni del Sindaco Zanchetta sulle contestazioni relative all’amplimento della scuola elementare di Ponte di Piave, Gazzettino ( 3/10 ) Tribuna (29/09 e 05/10) vanno smentite perchè palesamente non vere e fuorvianti.

Il TAR Veneto infatti ha respinto il ricorso dell’Ordine degli Architetti soltanto perché non ne riconosce la competenza a ricorrere contro un proprio iscritto e non perché le procedure adottate per i lavori sulla scuola fossero corrette come falsamente affermato.

Poiché in base alla normativa comunitaria, il compenso professionale per l’esecuzione del progetto supera il valore soglia stabilito per legge, lo stesso progetto doveva essere assegnato previo avviso pubblico e non direttamente, violando le norme sulla concorrenza, ad un tecnico di fiducia dell’Amministrazione.

Quanto sopra è stato confermato dall’Osservatorio Regionale sugli appalti, in anticipo sulla decisione della competente Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici, che non si è ancora pronunciata in merito.

Abbiamo chiesto al Difensore Civico Regionale più convincenti spiegazioni in merito al parere espresso sulla legittimità delle decisioni del Sindaco.

L’opera, a nostro avviso, costituisce un’inutile e costosa alternativa all’acquisto dello scolasticato dei Padri Giuseppini che garantirebbe al meglio gli stessi utilizzi proposti rispondendo alle unanime aspettative della cittadinanza e salvaguardando inoltre l’ultima area verde nel centro del paese.

Il Sindaco dimostra uno strano concetto della democrazia quando assicura che il confronto pubblico avverrà a lavori iniziati e quindi a decisioni già assunte senza possibilità di cambiamento.

6/ottobre/2007

Lista civica PONTE2000


26 settembre 2007

"UNA MOSCHEA" a Ponte di Piave, un anno dopo

Lo scorso anno abbiamo informato i cittadini che la Giunta Comunale intendeva costruire un capannone di 6000 metri cubi, con l’aspetto di una “moschea” , nell’area verde adiacente alla scuola elementare.

Il costo dell’opera allora previsto in 2.300.000 è ora lievitato ad oltre 2.450.000

Ignorando la proposta di Ponte 2000 di chiedere correttamente la collaborazione del noto Arch. G. Davanzo progettista della scuola, la Giunta ha affidato direttamente l’incarico di progettazione ad un tecnico di fiducia senza ricorrere ad un avviso pubblico, come previsto dalla legge dato il rilevante costo dell’opera.

Ponte 2000 ha tenacemente contestato e puntualmente denunciato ai competenti organi di tutela, tutta una lunga serie di manovre e giustificazioni pretestuose a sostegno di scelte in contrasto con le normative vigenti, con il risultato che la Giunta ha dovuto, in extremis, indire il pubblico concorso per l’assegnazione dell’incarico progettuale, sostituendo il tecnico di fiducia già scelto ed ha radicalmente cambiato il progetto originario.

Attualmente l’operato della Giunta è all’esame del Difensore Civico Regionale, dell’Osservatorio Nazionale sui Lavori Pubblici e del T.A.R. Veneto, su ricorso proposto dall’Ordine Professionale Architetti.

Vero obiettivo dell’iniziativa, mascherata come ampliamento della Scuola, è quello di spostare la Biblioteca Comunale dalla sede attuale presso Casa Parise per interessi, non solo culturali, legati allo Scrittore, sui quali è giunta l’ora di fare la necessaria chiarezza.

Il nuovo progetto non è stato portato all’osservazione e all’approvazione del Consiglio Comunale. Può pertanto essere bloccato destinando le risorse disponibili all’acquisto dello Scolasticato dei Padri Giuseppini, per adibirlo agli stessi ed altri usi, recuperando inoltre al pubblico una grande area verde nel cuore del Paese.

Sfidiamo ancora una volta la Giunta ad un sollecito confronto pubblico, per ascoltare la voce e rispettare la volontà dei cittadini.

LISTA CIVICA PONTE 2000

BLOG www.ponte2000.blogspot.com

27 luglio 2007

"EDILIZIA SFRENATA "

"EDILIZIA SFRENATA"

A CIASCUNO IL SUO

Ancora una volta la Giunta Comunale cerca di attribuire ad altri presunte responsabilità ed errori per mascherare il completo fallimento della sua gestione. Sorvolando sulla massiccia edificazione sviluppata negli ultimi decenni dalle precedenti amministrazioni: Via e Piazza Garibaldi, Via Gasparinetti, Via Risorgimento, Piazza Marco Polo e Piazza Sarajevo,Vicolo Vittoria e Via S. Bonifacio a Levada, la Giunta attribuisce all'amministrazione di Ponte 20001a responsabilità di aver cementificato il paese, sottolineando, come esempio più clamoroso

IL CONDOMINIO DI VIA JESOLO

IN FASE DI COSTRUZIONE

Questa affermazione è manifestamente falsa!!

La costruzione del condominio di cui è stata autorizzata, non solo l'attuale cubatura, ma anche il sedime ora contestato a ridosso dell'argine di Via Jesolo, risale ad un piano di recupero e successivo piano particolareggiato redatto dall' Arch. De Nardi nel lontano 1983.

Tale concessione edificatoria è stata confermata nella revisione del P.R.G. nel 1992 dall'allora amministrazione D.C. nella quale il Sindaco Zanchetta rivestiva l'incarico di Capogruppo di maggioranza.

Per la caccia al colpevole è quindi sufficiente che il Sindaco si guardi nello specchio! E' davvero strano che la Giunta, così attenta alla salvaguardia urbanistica del paese, abbia dimenticato una situazione del tutto analoga.

Il complesso residenziale di Piazza Marco Polo (35.000 oc. 85 appartamenti più 21 locali commerciali di cui uno concesso da anni in comodato gratuito alla Giunta), è sorto a seguito di un piano di recupero elaborato nel 1991 dallo Studio 3 Ass. ed è stato autorizzato prima della gestione di Ponte 2000, durante la quale è stato costruito.

Nessuna obiezione è stata sollevata da parte dei solerti difensori dell'urbanistica, per cui non si capisce se esistono condomini di serie B che deturpano l'ambiente ed altri di serie A che invece lo valorizzano.

Sarebbe opportuno che la Giunta indicasse il criterio usato per distinguere gli uni dagli altri.

Ancor più interessante risulterebbe l'informazione ai cittadini sulle vere finalità del "capannone" di 6.000 mc. in progetto nell'area antistante la scuola elementare del capoluogo, sulla serie incredibile di trucchi escogitati per eludere le normative sulla progettazione dei lavori pubblici, tuttora all'esame del. Difensore Civico Regionale e dell'Osservatorio Nazionale sui Lavori Pubblici.

Ancora una volta la Giunta cerca il pelo nell'occhio altrui (anche quando non c'è) ed ignora il palo nel proprio!

Conforta il fatto che la verità prima o poi viene a galla e che i Cittadini elettori, oltre a buon senso, hanno buona memoria.


31 maggio 2007

RICORSO- PAT

RICORSO: Incarico di progettazione Piano di Assetto Territorio.


Proponiamo ai lettori del BLOG l’articolo che PONTE2000 ha inviato in risposta alla TRIBUNA di TREVISO, ma mai pubblicato.

Abbiamo appreso dalla stampa che il Difensore Civico regionale ha archiviato il nostro ricorso contro le scelte dell’Amministrazione per l’incarico di progettazione del P.A.T. .

Siamo veramente curiosi di conoscere “la spiegazione convincente, esaustiva e ben motivata" che ha giustificato il provvedimento, perché, dalla documentazione prodotta dalle ditte concorrenti, agli atti del Comune, risulta, senza tema di smentita, che la Giunta ha operato scelte in palese contrasto con le migliori opportunità di natura tecnico gestionale e di esperienza disponibili, sostenendo oltre tutto, un costo quasi doppio (90.000 euro contro 48.000 ) proposto da un’altra ditta partecipante.

La scelta, in evidente contrasto con il pubblico interesse, ha esclusive motivazioni di natura politica che non è giusto far pagare ai cittadini.

Se la Giunta intende far scelte di parte le paghi di tasca propria e non a carico dell’intera comunità

PONTE 2000

29 marzo 2007

OSSERVAZIONI al PAT

Di recente la Giunta ha approvato la base preliminare del P.A.T. (Piano dei Assetto del Territorio), documento che dovrà definire le linee dello sviluppo socio-economico del paese di Ponte di Piave, nel rispetto dell’ambiente.

La base del piano è disponibile in Municipio.

Queste sono le nostre osservazioni sul documento, con la riserva di ritornare sull’argomento in modo più esauriente quando sarà reso noto.

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P.A.T. Piano di Assetto del Territorio

Comune di Ponte di Piave

Osservazioni al documento preliminare

All’esame della bozza di documento preliminare elaborato dalla Giunta, è difficile scorgere nella genericità delle enunciazioni, la volontà di perseguire l’obiettivo primario della legge 11/04

“ Promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e benessere dei cittadini… nel rispetto delle risorse naturali.”

Le buone intenzioni della Giunta sembrano esaurirsi nell’ impegno di modernizzare il tradizionale strumento urbanistico, anziché considerare il rinnovo della normativa come un mezzo per realizzare le finalità primarie stabilite dalla legge.

La mancata definizione di chiari obiettivi di carattere generale e delle relative strategie ed indicazioni per lo sviluppo, così come richiesto dall’art. 3 della legge 11/04 è surrettiziamente sostituita e compendiata dalla previsione di una “Città verde- fluviale”.

L’idea può essere condivisa come corollario e non certo come alternativa alle esigenze di governo “in progress” dello sviluppo urbanistico ambientale richiesto dal rapido mutare delle dinamiche sociali ed economiche della nostra comunità.

Si sottolinea, a riprova, la mancanza di un serio preventivo confronto e delle conseguenti indicazioni per una gestione coordinata e permanente con i cittadini e le diverse componenti sociali ed imprenditoriali, attori principali ed indispensabili per realizzare interventi finalizzati a migliorare la qualità della vita della comunità.

In relazione agli obiettivi generali ed ai diversi sistemi in cui si articola la proposta si osserva:

L’opzione del futuro assetto territoriale ed urbanistico del paese incentrato su una generica “riqualificazione”, più che sulle previsioni di crescita, sembra confermare la mancanza di un disegno programmatorio politico di lungo periodo, già manifestata dalla giunta nella trascorsa metà del presente mandato.

La “limitata previsione di nuove aree di espansione” necessita di una preliminare indicazione, sia pure a grandi linee, delle zone destinate a tal fine dalla pianificazione generale.

Vanno considerate le possibili opzioni alternative o contestuali, quali una contenuta ripartizione edificatoria fra le diverse frazioni del Comune.

Per quanto attiene il dimensionamento del sistema insediativo, è indubbio che il fabbisogno dell’ offerta residenziale stimato sull’analisi dei trends di crescita e di trasformazione della composizione della popolazione riferita ai dati storici, riveste una dubbia attendibilità e va sostituita con una indagine longitudinale ed un costante monitoraggio sulle future proiezioni demografiche di carattere qualiquantitativo. Va posto però in evidenza il peso del complesso e sempre più consistente fenomeno dell’ immigrazione con le sue ricadute sul piano abitativo e le prospettive di rilancio anche se non immediate, del settore produttivo che richiedono attente considerazioni e le necessarie preventive intese prima di procedere a ponderate scelte politiche.

Affermare che l’offerta di abitazioni, più che sulla domanda, va calibrata sulla capacità del sistema insediativo ed ambientale a contenerle, tramite più rigorose modalità realizzative e l’adozione di standars più congrui, può contribuire a comprimere la crescita della domanda, ma con il rischio di mantenere non poche delle attuali situazioni di irregolare sovraffollamento.

Non va pertanto sottovalutata nella determinazione delle cubature ammissibili e dei relativi standars l’esigenza di adottare una tipologia edilizia rapportata al reale potere di acquisto dei nuovi cittadini.

Poco comprensibile appare la necessità di ipotizzare “fin da subito” un preciso studio delle tipologie edilizie insediabili e di prevedere “fin da subito” procedure concertate pubblico private per la definizione degli obiettivi dei nuovi insediamenti, nell’ottica di far contribuire i privati alla realizzazione dello spazio pubblico”, in anticipo sulle indicazioni che dovrebbero emergere dal P.A.T. (e non precederlo !).

E’ di fondamentale importanza definire il soggetto (i) ed i criteri oggettivi che determineranno i fabbisogni locali per decidere il dimensionamento delle nuove previsioni per gli ATO.

Per quanto attiene il sistema della produzione, motore dello sviluppo economico, preoccupa la scarsa attenzione rivolta sia al settore artigianale industriale con il rinvio di ogni possibile forma di promozione e prospettive di crescita affidate alla normativa sovra ordinata (PTPC e Piano d’Area del Medio Corso del Piave), che al settore agricolo per il quale si fa esclusivo riferimento ad una generica valorizzazione della produzione agro alimentare e dell’impegno per una più razionale attività di gestione del territorio.

Il documento non fa alcun riferimento alle reti di servizi pubblici e privati ad uso pubblico, primari e secondari rivolti ai singoli cittadini ed alla comunità, in particolare per quanto riguarda il potenziamento, l’estensione ed un’ equa distribuzione territoriale.

Ignorando i complessi problemi legati alla residenzialità ed alle attività lavorative svolte in ambito golenale, non si avverte la fondamentale necessità di una indispensabile concertazione fra le categorie interessate direttamente all’ uso ed al governo del territorio, alla conservazione e difesa dell’ ambiente, alle molteplici potenzialità da sviluppare nel settore agrituristico ed agro alimentare, riducendo l’attenzione ad alcune scelte “ad effetto” e comunque di carattere complementare (parco agricolo, parco museale della vite).

Sistema ambientale. “La città verde”.

Secondo le valutazioni dell’ Agenzia Ambientale Europea ed i dati nazionali (ISTAT), Ponte di Piave possiede già, a pieno titolo le caratteristiche di città verde. L’ulteriore valorizzazione, armonizzazione ed interconnessione fra gli spazi verdi in parte già esistente, pur ampiamente condivisibili ed apprezzabili, sembrano conferire al progetto un’enfasi mirata a coprire l’assenza di una concreta e razionale progettualità per lo sviluppo e la crescita della comunità.

Il documento enuncia una cospicua serie di iniziative ed interventi destinati a qualificare la transizione del paese verso l’ideale città futura. Alcune iniziative in atto suscitano però legittime perplessità sulla reale volontà di realizzare quanto dichiarato nel programma.

- In aperta contraddizione, anziché in logica coerenza con le previsioni del PAT, il programma poliennale 2007/2009 delle opere pubbliche varato dall’Amministrazione Comunale non include il previsto, “recupero ad uso pubblico” del complesso dei Padri Giuseppini sostituendolo, al contrario con la progettazione alternativa di una edificazione “mostre” in area verde del centro urbano.

- E’ iniziata da pochi giorni una sistematica distruzione dell’area spondale del fiume Negrisia di particolare pregio naturalistico e compreso in area SIC.

- Lo studio progettuale sulla navigabilità del Piave, a valle dei Ponti, con i relativi “punti di attracco” risulta in palese contraddizione con le disposizioni pianificatorie del bacino del fiume.

Sorprende invece negativamente l’esclusione dagli obiettivi primari, in tema di difesa del territorio, del rischio idrogeologico rappresentato dal Piave e soprattutto la mancata richiesta, in sede di copianificazione con la Regione, di preliminari garanzie a tutela dei nostri concittadini minacciati da una normativa frammentata e scoordinata, subordinata ad interessi troppo spesso diversi da quelli delle popolazioni rivierasche.

Manca inoltre il dovuto rilievo sulla necessità di raccordare la pianificazione per la difesa dal rischio idraulico con la pianificazione territoriale dando applicazione alle disposizioni previste dal PAI.

Partecipazione

Del tutto condivisibile è l’impegno di adottare l’istituto della partecipazione come strumento di governo permanente del processo pianificatorio e della gestione del territorio che “deve” e non “può” continuare nelle fasi successive e non solo all’atto di approvazione del piano.

Qualche dubbio sulla reale volontà politica di attuare questo fondamentale atto di governo sorge fra la dichiarazione di “fissare fin dal documento preliminare i principali passaggi per l’organizzazione della partecipazione della comunità locale” e l’esito degli incontri pubblici tenuti nello scorso ottobre poco pubblicizzati e non preceduti almeno da una preventiva e sommaria informazione sui contenuti e fini della legge.

Se obiettivo dichiarato è quello di coniugare il “sapere disciplinare” con il “sapere comune” è urgente dar luogo ad una approfondita analisi e ad una adeguata sensibilizzazione della comunità prima di procedere alla composizione del “soggetto istituzionale” delegato come unico referente alla gestione del piano.

Considerazioni analoghe si impongono per quanto riguarda le procedure per il monitoraggio del processo e della VAS ai sensi dell’articolo 46 della L 11/04

In sintesi il documento appare poco equilibrato, più una raccolta di buone intenzioni che l’espressione chiara di precisi obiettivi e di strategie essenziali come richiesto dall’art 3. L 11/04.

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