29 marzo 2007

OSSERVAZIONI al PAT

Di recente la Giunta ha approvato la base preliminare del P.A.T. (Piano dei Assetto del Territorio), documento che dovrà definire le linee dello sviluppo socio-economico del paese di Ponte di Piave, nel rispetto dell’ambiente.

La base del piano è disponibile in Municipio.

Queste sono le nostre osservazioni sul documento, con la riserva di ritornare sull’argomento in modo più esauriente quando sarà reso noto.

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P.A.T. Piano di Assetto del Territorio

Comune di Ponte di Piave

Osservazioni al documento preliminare

All’esame della bozza di documento preliminare elaborato dalla Giunta, è difficile scorgere nella genericità delle enunciazioni, la volontà di perseguire l’obiettivo primario della legge 11/04

“ Promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e benessere dei cittadini… nel rispetto delle risorse naturali.”

Le buone intenzioni della Giunta sembrano esaurirsi nell’ impegno di modernizzare il tradizionale strumento urbanistico, anziché considerare il rinnovo della normativa come un mezzo per realizzare le finalità primarie stabilite dalla legge.

La mancata definizione di chiari obiettivi di carattere generale e delle relative strategie ed indicazioni per lo sviluppo, così come richiesto dall’art. 3 della legge 11/04 è surrettiziamente sostituita e compendiata dalla previsione di una “Città verde- fluviale”.

L’idea può essere condivisa come corollario e non certo come alternativa alle esigenze di governo “in progress” dello sviluppo urbanistico ambientale richiesto dal rapido mutare delle dinamiche sociali ed economiche della nostra comunità.

Si sottolinea, a riprova, la mancanza di un serio preventivo confronto e delle conseguenti indicazioni per una gestione coordinata e permanente con i cittadini e le diverse componenti sociali ed imprenditoriali, attori principali ed indispensabili per realizzare interventi finalizzati a migliorare la qualità della vita della comunità.

In relazione agli obiettivi generali ed ai diversi sistemi in cui si articola la proposta si osserva:

L’opzione del futuro assetto territoriale ed urbanistico del paese incentrato su una generica “riqualificazione”, più che sulle previsioni di crescita, sembra confermare la mancanza di un disegno programmatorio politico di lungo periodo, già manifestata dalla giunta nella trascorsa metà del presente mandato.

La “limitata previsione di nuove aree di espansione” necessita di una preliminare indicazione, sia pure a grandi linee, delle zone destinate a tal fine dalla pianificazione generale.

Vanno considerate le possibili opzioni alternative o contestuali, quali una contenuta ripartizione edificatoria fra le diverse frazioni del Comune.

Per quanto attiene il dimensionamento del sistema insediativo, è indubbio che il fabbisogno dell’ offerta residenziale stimato sull’analisi dei trends di crescita e di trasformazione della composizione della popolazione riferita ai dati storici, riveste una dubbia attendibilità e va sostituita con una indagine longitudinale ed un costante monitoraggio sulle future proiezioni demografiche di carattere qualiquantitativo. Va posto però in evidenza il peso del complesso e sempre più consistente fenomeno dell’ immigrazione con le sue ricadute sul piano abitativo e le prospettive di rilancio anche se non immediate, del settore produttivo che richiedono attente considerazioni e le necessarie preventive intese prima di procedere a ponderate scelte politiche.

Affermare che l’offerta di abitazioni, più che sulla domanda, va calibrata sulla capacità del sistema insediativo ed ambientale a contenerle, tramite più rigorose modalità realizzative e l’adozione di standars più congrui, può contribuire a comprimere la crescita della domanda, ma con il rischio di mantenere non poche delle attuali situazioni di irregolare sovraffollamento.

Non va pertanto sottovalutata nella determinazione delle cubature ammissibili e dei relativi standars l’esigenza di adottare una tipologia edilizia rapportata al reale potere di acquisto dei nuovi cittadini.

Poco comprensibile appare la necessità di ipotizzare “fin da subito” un preciso studio delle tipologie edilizie insediabili e di prevedere “fin da subito” procedure concertate pubblico private per la definizione degli obiettivi dei nuovi insediamenti, nell’ottica di far contribuire i privati alla realizzazione dello spazio pubblico”, in anticipo sulle indicazioni che dovrebbero emergere dal P.A.T. (e non precederlo !).

E’ di fondamentale importanza definire il soggetto (i) ed i criteri oggettivi che determineranno i fabbisogni locali per decidere il dimensionamento delle nuove previsioni per gli ATO.

Per quanto attiene il sistema della produzione, motore dello sviluppo economico, preoccupa la scarsa attenzione rivolta sia al settore artigianale industriale con il rinvio di ogni possibile forma di promozione e prospettive di crescita affidate alla normativa sovra ordinata (PTPC e Piano d’Area del Medio Corso del Piave), che al settore agricolo per il quale si fa esclusivo riferimento ad una generica valorizzazione della produzione agro alimentare e dell’impegno per una più razionale attività di gestione del territorio.

Il documento non fa alcun riferimento alle reti di servizi pubblici e privati ad uso pubblico, primari e secondari rivolti ai singoli cittadini ed alla comunità, in particolare per quanto riguarda il potenziamento, l’estensione ed un’ equa distribuzione territoriale.

Ignorando i complessi problemi legati alla residenzialità ed alle attività lavorative svolte in ambito golenale, non si avverte la fondamentale necessità di una indispensabile concertazione fra le categorie interessate direttamente all’ uso ed al governo del territorio, alla conservazione e difesa dell’ ambiente, alle molteplici potenzialità da sviluppare nel settore agrituristico ed agro alimentare, riducendo l’attenzione ad alcune scelte “ad effetto” e comunque di carattere complementare (parco agricolo, parco museale della vite).

Sistema ambientale. “La città verde”.

Secondo le valutazioni dell’ Agenzia Ambientale Europea ed i dati nazionali (ISTAT), Ponte di Piave possiede già, a pieno titolo le caratteristiche di città verde. L’ulteriore valorizzazione, armonizzazione ed interconnessione fra gli spazi verdi in parte già esistente, pur ampiamente condivisibili ed apprezzabili, sembrano conferire al progetto un’enfasi mirata a coprire l’assenza di una concreta e razionale progettualità per lo sviluppo e la crescita della comunità.

Il documento enuncia una cospicua serie di iniziative ed interventi destinati a qualificare la transizione del paese verso l’ideale città futura. Alcune iniziative in atto suscitano però legittime perplessità sulla reale volontà di realizzare quanto dichiarato nel programma.

- In aperta contraddizione, anziché in logica coerenza con le previsioni del PAT, il programma poliennale 2007/2009 delle opere pubbliche varato dall’Amministrazione Comunale non include il previsto, “recupero ad uso pubblico” del complesso dei Padri Giuseppini sostituendolo, al contrario con la progettazione alternativa di una edificazione “mostre” in area verde del centro urbano.

- E’ iniziata da pochi giorni una sistematica distruzione dell’area spondale del fiume Negrisia di particolare pregio naturalistico e compreso in area SIC.

- Lo studio progettuale sulla navigabilità del Piave, a valle dei Ponti, con i relativi “punti di attracco” risulta in palese contraddizione con le disposizioni pianificatorie del bacino del fiume.

Sorprende invece negativamente l’esclusione dagli obiettivi primari, in tema di difesa del territorio, del rischio idrogeologico rappresentato dal Piave e soprattutto la mancata richiesta, in sede di copianificazione con la Regione, di preliminari garanzie a tutela dei nostri concittadini minacciati da una normativa frammentata e scoordinata, subordinata ad interessi troppo spesso diversi da quelli delle popolazioni rivierasche.

Manca inoltre il dovuto rilievo sulla necessità di raccordare la pianificazione per la difesa dal rischio idraulico con la pianificazione territoriale dando applicazione alle disposizioni previste dal PAI.

Partecipazione

Del tutto condivisibile è l’impegno di adottare l’istituto della partecipazione come strumento di governo permanente del processo pianificatorio e della gestione del territorio che “deve” e non “può” continuare nelle fasi successive e non solo all’atto di approvazione del piano.

Qualche dubbio sulla reale volontà politica di attuare questo fondamentale atto di governo sorge fra la dichiarazione di “fissare fin dal documento preliminare i principali passaggi per l’organizzazione della partecipazione della comunità locale” e l’esito degli incontri pubblici tenuti nello scorso ottobre poco pubblicizzati e non preceduti almeno da una preventiva e sommaria informazione sui contenuti e fini della legge.

Se obiettivo dichiarato è quello di coniugare il “sapere disciplinare” con il “sapere comune” è urgente dar luogo ad una approfondita analisi e ad una adeguata sensibilizzazione della comunità prima di procedere alla composizione del “soggetto istituzionale” delegato come unico referente alla gestione del piano.

Considerazioni analoghe si impongono per quanto riguarda le procedure per il monitoraggio del processo e della VAS ai sensi dell’articolo 46 della L 11/04

In sintesi il documento appare poco equilibrato, più una raccolta di buone intenzioni che l’espressione chiara di precisi obiettivi e di strategie essenziali come richiesto dall’art 3. L 11/04.

Gruppo consigliare PONTE2000

07 febbraio 2007

BILANCIO DI META' LEGISLATURA

BILANCIO
DI META’ LEGISLATURA

Superata la prima metà del mandato è doveroso da parte di un gruppo di opposizione verificare il lavoro svolto dall’Amministrazione Comunale.

La maggioranza consigliare , già espressione di meno del 30% dei voti dei cittadini, si è ulteriormente ridotta dopo l’abbandono di due Consiglieri delusi dal comportamento della Giunta. La sorte del Sindaco è ormai legata ad un filo, la perdita di un altro consigliere determinerebbe la fine della maggioranza.

Questo esiguo gruppo che governa il Comune, invece di cercare collaborazioni ed intese in sede di Consiglio, ha ridotto sempre più gli spazi del confronto democratico.

Ha limitato i diritti dei Consiglieri riducendo il numero delle interpellanze a risposta pubblica; ha eletto i Revisori dei Conti con i voti blindati della sola maggioranza, precludendo così ogni controllo da parte delle opposizioni.

Decisioni importanti quali consistenti variazioni di bilancio, accordi con Enti Pubblici e privati (vedi “navigabilità” del Piave), l’affido di incarichi professionali per progetti di rilevante consistenza (vedi “ampliamento” scuola e Piano di assetto del territorio) vengono assunte senza alcuna preventiva informazione o coinvolgimento del Consiglio Comunale.


Difficoltà, errori, insuccessi, vengono sistematicamente addebitati ad altri: Governo, Regione, Provincia, precedenti Amministrazioni, con grave pregiudizio dei buoni rapporti indispensabili fra Enti e rischi concreti di perdita di finanziamenti (vedi circonvallazione al centro urbano, pista ciclopedonale di Negrisia.

L’esame dei bilanci di previsione annuali, denota la totale assenza del benché minimo disegno programmatorio di legislatura a breve e medio termine.

Bilancio di previsione 2005:

La Giunta aveva steso un programma di opere pubbliche (acquisto Padri Giuseppini, Asilo nido, Palestre di Negrisia e di Levada, campo di baseball) dell’importo complessivo di euro 4.050.000.

Nessuna di queste opere è stata realizzata né riproposta nel successivo bilancio 2006

Bilancio di previsione 2006 :

Il programma degli investimenti si è drasticamente ridotto a euro 1.529.000 ed in gran parte destinato a manutenzioni ordinarie e straordinarie di edifici, impianti e servizi pubblici.

Dopo due soli mesi dalla sua approvazione, la Giunta ha però cambiato radicalmente idea, scoprendo l’urgente necessità di costruire un “capannone” di 6.000 mc. a quattro piani, da adibire a sala conferenze, biblioteca, archivio comunale e, successivamente, a sei aule scolastiche, unito con un tubo di collegamento alla scuola elementare del capoluogo. Questa mega struttura ha un costo previsto di euro 2.350.000 dei quali euro 1.100.000 già impegnati con una variazione di bilancio nel 2006.

Con questa somma si sarebbe potuto, o meglio dovuto, acquistare lo scolasticato dei Giuseppini, più idoneo per i medesimi ed altri usi, eccetto le aule scolastiche, recuperando un ampio spazio verde in centro urbano come auspicato dall’intera cittadinanza.

Questo “capannone” è in palese contrasto con la lotta alla cementificazione promessa in campagna elettorale e con la “città verde” obiettivo primario della giunta nel PAT (Piano di Assetto del Territorio) in fase di elaborazione.

Prospetto ovest del costruendo “capannone” collegato alla Scuola Elementare, visto da piazza Sarajevo

E’ inoltre prevista l’edificazione di 29.000 mc (equivalenti alla cubatura dell’intero complesso di p. Marco Polo) nell’area ex Iana e la realizzazione di un nuovo supermercato in via Roma, ma non l’Asilo nido opera più utile e necessaria alla comunità.

Nel tentativo di coinvolgere la precedente Amministrazione nella proliferazione edilizia, il sindaco finge di dimenticare che la licenza edilizia per il nuovo condominio in Via Jesolo è stata rilasciata ai tempi dei suoi vecchi progenitori politici.

Viabilità

Circonvallazione al centro urbano

I lavori eseguiti dalla precedente Amministrazione (costruzione dei due sottopassi ferroviari, spostamento di un tratto di argine del Piave, studio di fattibilità avanzato in collaborazione con la Provincia) si sono bloccati, perché il sindaco invece di proseguire il confronto con la Regione in clima di collaborazione e soprattutto chiarezza di idee, ha scelto la strada dello scontro politico (la messa in discussione del tracciato già concordato, la puerile “questua” alle banche, la manifestazione di protesta sulla Postumia (80 persone!), la minaccia della marcia su Venezia, ed il recente ricorso all’intervento di politici amici.

Se durerà questa Amministrazione l’opera difficilmente verrà conclusa

Pista ciclabile di Negrisia

Il secondo stralcio già finanziato dalla precedente Giunta, doveva essere realizzato entro il 2005. Il progetto si è arrestato per contrasti con la Provincia, cofinaziatrice dell’opera, con aumento dei costi e dei tempi di realizzazione.

Altre opere pubbliche programmate e non realizzate

Impianto irriguo di via Baradello : già finanziato e cantierabile da parte della precedente Amministrazione.

Palestra di Negrisia

Palestra di Levada : La somma messa in bilancio dalla precedente Giunta è stata dirottata sull’ampliamento della scuola.

Campo di baseball : non realizzato per decadenza di un’intesa con la Provincia

Cinema Luxor : nessuna previsione sulla sua destinazione

Scuole:

E’ condivisibile l’ampliamento della Scuola di Levada ma non le modalità di finanziamento, parzialmente sostenuto con la concessione a privati dell’intera cubatura riservata al Sindaco per interventi urbanistici di particolare importanza ( oltre 20.000 mc) e la rinuncia a costruire una palestra già programmata e fruibile dall’intera comunità.

L’esigenza dell’ “ampliamento” della Scuola del Capoluogo è chiaramente pretestuosa perché la sua esecuzione è prevista fra un biennio, mentre è stata ignorata l’urgenza vera della ristrutturazione della Scuola di Negrisia, in attesa da oltre tre anni.

Ambiente

La precedente Amministrazione aveva assunto un biologo che ha svolto un ottimo lavoro, per affrontare i molteplici problemi ambientali. L’attuale Giunta, mortificandone la professionalità e l’impegno, lo ha relegato ad un ruolo di passacarte provocandone le dimissioni e perdendo una preziosa collaborazione di competenza ed esperienza.

Fiume Piave

Piano per la Sicurezza Idraulica : si è fermato al punto soddisfacente a cui era giunto con l’intervento determinante del vecchio fronte dei Sindaci dei precedenti mandati.

Piano per l’Assetto idrogeologico: l’adozione successiva di questo progetto ha riproposto la realizzazione delle famigerate casse di espansione. Sarebbe necessario che il Sindaco, prima che all’orto botanico, alla “casetta” di Parise (in territorio di Salgareda) e alla ipotetica navigabilità del fiume, si interessasse dei problemi ben più gravi della sicurezza e delle prospettive di lavoro dei cittadini, specie quelli residenti in golena.

Piano di Assetto Territoriale (P.A.T.):

L’applicazione di questa legge regionale è di particolare importanza per tutti i cittadini perché deciderà le condizioni per lo sviluppo socio economico del paese del paese, nel rispetto dell’ambiente senza possibilità di modifiche per i prossimi dieci anni.

La stesura del P.A.T. è stata affidata con un bando “farsa” a tecnici scelti a discrezione della Giunta spendendo euro 90.000 più IVA anziché euro 48.000, come proposto da un altro studio, più titolato, che conosce meglio il nostro territorio e che svolge già lo stesso incarico per il Comune di Salgareda.

E’ necessaria una adeguata informazione alla popolazione ed una attenta vigilanza da parte di tutti i Cittadini per evitare che le scelte, specie in materia urbanistica, siano operate nell’interesse generale e non di pochi.

Attività produttive

Agricoltura : Va dato atto alla giunta di aver proseguito l’opera di regimazione delle acque di superficie avviato dalla precedente Giunta con la costruzione dell’idrovora di Via Risorgimento. In negativo è stato varato un Regolamento capestro di Polizia Rurale senza la collaborazione delle categorie più interessate all’uso e tutela del territorio, in primo luogo gli agricoltori, caccia-pesca ed agriturismo.

Artigianato, Industria, Commercio : soli interventi per questi importanti settori dell’economia locale sono stati l’aumento dell’I.C.I. dal 6 al 7 per mille per le aree destinate ad attività produttive ed il pesante ed ingiustificato aumento delle tariffe per asporto rifiuti.

Servizio Asporto rifiuti

La precedente Giunta aveva scelto di aderire al Consorzio Priula-Contarina che garantiva un servizio più soddisfacente ed economico. Il Sindaco ha deciso il ritorno a Savno con questi risultati:

Le utenze domestiche devono pagare per il 2005 una quota fissa di 87,87 euro anziché di 78,30 euro.

Ogni svuotamento di rifiuto secco costa euro 13,22 invece di euro 9,65.

Le attività produttive continuano e continueranno a pagare, in modo iniquo, in base alle superfici invece che al rifiuto effettivamente prodotto, come già avviene nel servizio Priula

Per il 2006 le tariffe saranno ancora aumentate.

Servizi Sociali

I servizi per anziani, disabili, assistenza scolastica, attivati dalla precedente Amministrazione e pesantemente criticati in campagna elettorale, vengono ora considerati fra i migliori del Comprensorio, senza essere stati modificati.

Residenza Sanitaria per Anziani (R.S.A) : l'accordo per il rinnovo della gestione, già produttivamente avviato dalla precedente Amministrazione con la Cooperativa Insieme Si Può, è stato interrotto con la stesura di un nuovo progetto che ha triplicato la spesa da 2 a 6 milioni di euro, oltre agli oneri di progettazione pari a 160.000 euro e con pesanti rischi ed incertezze per l’affido della futura gestione.

Asilo Nido: nessuna previsione dopo l’abbandono del progetto e la rinuncia al contributo regionale di euro 130.000 già ottenuto dalla precedente Giunta.

Assistenza Sanitaria: il Sindaco non ha garantito la continuità dell’assistenza medica a Levada, iniziata ed assicurata da PONTE 2000. L’ingresso di un nuovo medico non sarà certo merito suo ma dell’ intervento di cittadini più esperti ed attenti alle esigenze della popolazione.

Cittadini extra-comunitari: manca una adeguata analisi ed una seria progettualità per affrontare un problema che assumerà sempre maggior rilevanza sulle prospettive future della nostra comunità.

Non bastano festeggiamenti e manifestazioni di facciata ma servono chiare scelte e decisioni politiche.

Casa Parise

E condivisibile la valorizzazione di questa importante risorsa culturale del Comune , restano però da chiarire importanti aspetti gestionali sulle iniziative attuate ed in programma.

Sicurezza

Nessuna seria iniziativa è stata attuata fra quelle promesse a livello comunale e del Consorzio dei Comuni (richiesta ai contribuenti del versamento del 5 per mille delle imposte).

Queste sintetiche osservazioni confermano le previsioni post-elettorali di molti concittadini sul rapido declino del nostro Comune.

Ponte2000 continuerà nel suo assiduo impegno di opposizione contro ogni attentato alla democrazia ed alle prospettive di sviluppo del paese.

Contiamo sul sostegno di quanti condividono questi obiettivi.

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PONTE2000 ha attivato un sito Internet per aggiornare i cittadini sugli eventi amministrativi del Comune di Ponte di Piave.

Leggi in Internet

www.ponte2000.blogspot.com

mail: ponte.duemila@libero.it

01 febbraio 2007

DEFORESTAZIONE NEGRISIA






Un grossolano intervento di diradamento ripariale ha interessato in questi giorni, per lunghi tratti, il fiume Negrisia ; sito di particolare interesse ambientale, salvaguardato a livello Comunitario (S.I.C) e da Regolamenti Rurali vigenti.....


L'immagine in primo piano esprime la "poca sensibilità" con cui si è proceduto nell'intervento.
C'é da chiedersi il perche' : Sicurezza idraulica?... Degrado ambientale?.... Recupero di materia prima?...Ombreggiamento alle colture in atto?...

La conclusione è che il danno, al ricchissimo ecosistema del sottobosco ripariale è totale.

20 gennaio 2007

STRAVAGANZE

POSTUMIA
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PIAVE
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19 gennaio 2007

Interpellanza: CASA DEGLI SCRITTORI VENETI

Ponte di Piave, 19.1.2007

Al Sig.Sindaco

Comune di PONTE DI PIAVE

OGGETTO: Interpellanza su progetto ”Casa degli Scrittori Veneti”

Avendo appreso dalla stampa (Tribuna del 31.12.2006) che la Giunta intende attivare con il contributo della Regione il progetto “La casa degli Scrittori Veneti” presso la Casa di Cultura Parise e presa visione della Del.G.C. n. 129 del 28.11.2006, la sottoscritta, pur esprimendo il proprio apprezzamento per la prestigiosa iniziativa, manifesta alcune perplessità sugli oneri legati alla sua realizzazione ed i necessari costi di gestione.

Interpella pertanto la S.V. per conoscere:

- come intende giustificare la spesa di 2.350.000 euro per il trasferimento della biblioteca dai locali dove sarà insediato il futuro centro, tenuto conto che le ulteriori destinazioni previste per il costruendo fabbricato (auditorium ed archivio comunale) non rivestono alcuna priorità ed urgenza di fronte a ben più importanti esigenze del paese, in particolare la costruzione di un asilo nido già in fase di progettazione e bloccata dalla Giunta con perdita del contributo regionale già concesso.

- Se, rispetto alla primitiva pretestuosa motivazione dell’ampliamento della scuola elementare, la cui esecuzione è stata poi relegata nel secondo stralcio dei lavori, non considera più urgente la ristrutturazione della scuola elementare di Negrisia già in attesa da oltre due anni

- Se non risulti più conveniente e gratificante per la cittadinanza, riconsiderare l’acquisto dello Scolasticato dei Padri Giuseppini in cui, a parità di spesa, troverebbero fisiologica collocazione, assieme ad altre, tutte le opere in progetto, limitando l’intervento all’ampliamento della scuola se e quando necessario

Per quanto attiene la gestione del Centro, preso atto dell’ipotesi di convenzione con la Regione Veneto, che il Comune di Ponte di Piave intende farsi carico della direzione e del coordinamento del progetto, chiede come verrà ricoperto l’incarico

di responsabile scientifico richiesto dall’elevata valenza culturale dell’istituzione e come ne verrà assicurata la gestione corrente, data la disponibilità di un unico operatore, il bibliotecario, già impiegato a tempo pieno per gli ordinari compiti di ufficio. Quali risorse finanziarie intende utilizzare per sostenere i relativi costi visto che nella bozza di convenzione non risultano quantificate nelle ipotesi di spesa.

Chiedo puntuale risposta scritta alle richieste formulate ai sensi dell’art.13 del vigente Regolamento Consigliare.

Distinti saluti

SilvanaBoer <>
<> <> PONTE 2000

STRAVAGANZE DEL SINDACO

LE STRAVAGANZE DEL SINDACO

La fantasia del Sindaco sul PROBLEMA DELLA POSTUMIA
non conosce limiti !

Dopo varie proposte di modifica dell’attuale studio di fattibilità, la “DONAZIONE” a Veneto Strade del progetto di rotatoria all’incrocio con la strada per Jesolo, già presentato ben due volte in Regione dalla precedente amministrazione, la minaccia di “BLOCCO DEL TRAFFICO” e ora chiede una “COLLETTA” fra gli istituti bancari locali per coprire parzialmente le spese necessarie per eseguire la circonvallazione.

Il Sindaco evidentemente dimentica che i soldi chiesti alle banche sono quelli dei clienti, in gran parte appartenenti alle categorie più tartassate dalla recente legge finanziaria.

La copertura di spesa della circonvallazione è stata inserita fra gli interventi del Piano Triennale della Viabilità 2006 – 2008 da Veneto Strade.

Compito e responsabilità del Sindaco è di smetterla con la caccia alle farfalle delle celebrazioni e dei festeggiamenti e di pressare senza tregua tecnici e soprattutto politici per la sollecita definizione del progetto e l’inizio dei lavori, facendosi magari aiutare da qualche altro Sindaco interessato, dotato di maggiore esperienza e

capacità politica.



SICUREZZA IDRAULICA

Il Ministro dell’Ambiente ha recentemente stanziato altri 15 milioni di Euro per interventi contro il dissesto idrogeologico in Veneto concentrati nelle zone a maggior rischio R3, R4.

I Comuni beneficiari in Provincia di Treviso sono otto, nessuno lungo il corso del Piave, in particolare nel punto di maggiore criticità fra Saletto, Ponte di Piave, S. Andrea di B. e Zenson.

E’ possibile sopportare una Amministrazione che rivolge il suo interesse sul Piave al futuro porto fluviale, all’orto botanico, alla “casetta delle fate di Parise” e non si preoccupa della sicurezza per la vita e i beni dei propri concittadini?

PONTE 2000

Interpellanza: PORTO FLUVIALE

Ponte di Piave, 19/1/2007

Al Sig. Sindaco

Comune di PONTE DI PIAVE

<>

Appreso dalla stampa (Tribuna del 4 aprile 2006 e Gazzettino 12 novembre 2006)

- che fra i comuni di Ponte di Piave, Salgareda e Zenson è allo studio un progetto con la partecipazione del Genio Civile e della Fondazione Cassamarca per ripristinare la navigabilità del Piave, nel tratto a valle del ponte sulla Postumia

- che nel progetto sembra essere coinvolta la Regione con un contributo finanziario e che sarebbe già attivo un tavolo di confronto tecnico ed avviato uno studio di fattibilità

- rilevato che presso gli uffici comunali non esiste la benché minima documentazione in merito

La sottoscritta

INTERPELLA

La S.V. in merito ai punti seguenti:

- perché un progetto di universale interesse per la comunità di Ponte di Piave svolto in collaborazione con enti pubblici e privati, è stato pubblicizzato sulla stampa senza essere mai stato posto all’attenzione del consiglio comunale a distanza di quasi un anno

- Se il progetto, sul quale si chiedono le opportune delucidazioni, è compatibile con l’attuale stato della pianificazione di bacino ed i relativi vincoli nel tratto di fiume interessato dall’intervento e soprattutto con le previsioni di sistemazione a regime, ancora da definire e destinate a realizzarsi solo nel lungo periodo.

- Se non ritiene più urgente e doverosa una maggior attenzione per i problemi della sicurezza idraulica, con il rinforzo dei tratti arginali a maggior rischio, evitando di perdere fondi pubblici anche di recente stanziati a tal fine per colpevole inerzia dell’amministrazione

- Se non ritiene di prevalente interesse per le comunità minacciate dal rischio idraulico, coinvolgere la Fondazione Cassamarca perché destini a questo scopo le risorse messe munificamente a disposizione.

Si chiede puntuale risposta scritta nei termini previsti dall’art.13 del Regolamento Consigliare

Distinti saluti.

Silvana Boer

PONTE 2000

Interpellanza: INCARICO PER L'AMPLIAMENTO SCUOLA ELEMENTARE

Ponte di Piave, 08.01.2007

Al Sig. SINDACO

Comune di PONTE DI PIAVE

Oggetto:
Interpellanza sull’affidamento di incarico per progettazione ampliamento scuola elementare del capoluogo

Premesso:

- che appena tre mesi dopo l’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, la Giunta ha improvvisamente scoperto l’urgente necessità di procedere all’ampliamento della scuola elementare del capoluogo, confermando ancora una volta un preoccupante stato confusionale in tema di programmazione

- che un’opera di costo rilevante e di dubbia compatibilità con l’esistente complesso scolastico, è stata approvata con un colpo di mano senza alcun preventivo confronto in sede di Consiglio Comunale e nella assoluta mancanza di informazione per i cittadini

- che la nuova mega-struttura lungi da costituire un ampliamento come pudicamente dichiarato, costituisce in realtà un corpo estraneo che sovrasta per altezza e dimensione la scuola esistente

La sottoscritta interroga la S.V. per conoscere:

- per quali motivi non ha ritenuto pregiudizialmente corretto e doveroso chiedere la collaborazione dell’Arch. G. Davanzo, concittadino illustre e progettista dell’attuale scuola che costituisce bene architettonico e storico di rilievo, pubblicato in autorevoli riviste ed irrimediabilmente compromesso dalla enorme e triste superfetazione edilizia

- In alternativa, per quali ragioni, in contrasto con i principi di trasparenza costantemente richiamati, ha eluso le vigenti normative, evitando furbescamente la via del concorso pubblico ed affidando “ad personam” l’incarico di progettazione del manufatto

- Se intende, in pubblico confronto con i cittadini, motivare le vere ragioni per l’esecuzione di una struttura giustificata dalla necessità di ampliamento della scuola, intervento che invece è stato previsto soltanto in tempi successivi al primo stralcio dei lavori.

Distinti saluti

Silvana Boer

PONTE 2000

16 gennaio 2007

UN BARACCONE da 2.300.000 euro


“ UNA MOSCHEA “

(Con i soldi dei Giuseppini)


La Giunta Comunale
intende costruire nel cortile della scuola elementare un baraccone di 4 piani (6.000 metri cubi) collegati con un tubo aereo all’edificio esistente e sacrificando gran parte della attuale area verde. Nel baraccone saranno collocate 6 aule scolastiche, la biblioteca civica, l’archivio ed un salone di 240 posti: insufficienti per le scuole, pochi per le esigenze del paese, ideali per una “moschea” completata oltretutto, da un tetto a botte a metà strada tra fra lo stile orientale ed un capannone industriale.

Questo “ ecomostro ” costerà 2.300.000 euro

Quanto l’intero complesso dei Giuseppini,

perduto per la colpevole ed esclusiva incapacità di questa amministrazione;

ma che è ancora possibile acquisire.

E’ necessario fermare subito il progetto per evitare che l’indebitamento del Comune, per la sua realizzazione, possa compromettere la possibilità da parte delle future amministrazioni di riportare i Giuseppini all’intera Comunità Pontepiavense, bloccando ogni speculazione edilizia.

Sfidiamo ancora una volta l’Amministrazione ad un pubblico confronto per ascoltare la voce dei cittadini

PONTE 2000

ponte.duemila@libero.it CIP Via Rustignè 4

10 gennaio 2007

RIFIUTI 2005 "rincari annunciati"



Maggiori costi che i Cittadini di Ponte di Piave hanno sostenuto, rispetto a S. Biagio,
per l'anno 2005

riferimento al bidone del secco






Maggiori costi SAVNO per il numero di vuotamenti effettuati nel 2005 a Ponte di Piave .
la maggiorazione rispetto allo stesso servizio svolto da PRIULA a S.Biagio di Callalta risulta
praticamente dell' 11% per la parte fissa della tariffa e del 27% per la parte variabile della stessa



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09 gennaio 2007

RIFIUTI 2005

RIFIUTI SEMPRE PIU' COSTOSI
a
PONTE DI PIAVE


la tariffa per il 2005 si incrementa del 30%
perchè ??